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04/03/2026 ore 15.37
Sanità

Vibo, la denuncia dell’Unione ciechi: «L’Asp nega con cavilli e lungaggini gli ausili protesici ai non vedenti»

Dure contestazioni da parte del presidente Bartucca all’indirizzo dell’Azienda sanitaria provinciale: «Questioni di normale gestione si trasformano in difficoltà insormontabili per persone già gravate dal peso delle patologie»

di Redazione

Una lettera aperta per illustrare le difficoltà quotidianamente affrontate dalle persone con disabilità visiva. A vergarla, il presidente dell’Uici Vibo, Giuseppe Bartucca. Al centro delle contestazioni, l’impossibilità di molti pazienti ad ottenere i presidi protesici in comodato d’uso, nonché le richieste di visite oculistiche ed esami strumentali sollecitati, con tempistiche ridotte, dalle varie commissioni sanitarie o dai ctu.

Il presidente Uici Vibo fa presente: «Sappiamo che dire ciò che avviene nella nostra provincia in ambito sanitario significa spesso aprire un triste libro già letto e questo ci dispiace molto, ma non possiamo più tacere rispetto ai diritti da tempo negati a tante persone con disabilità visiva, o con pluriminorazione. Le rivendicazioni seguono ripetuti tentativi di dialogo risolutivo con medici e dirigenti Asp, i quali non hanno mai approfondito e compreso concretamente le fondate istanze, mettendo sempre le mani avanti, come se si chiedessero illegittimi favori».

Entrando nel dettaglio: «Nonostante la legge dia ai non vedenti la possibilità di ottenere dall’Azienda Sanitaria una serie di ausili protesici in comodato d’uso gratuito, diversi nostri associati – dopo aver atteso per tanti mesi il loro turno di visita – si sono visti negare dall’oculista la necessaria prescrizione, senza un motivo fondato sulle norme in materia o sulla sussistenza dei requisiti sanitari, ma palesando frequentemente evidenti remore dettate da paure frutto di scarsa conoscenza, o derivanti da pressioni di presunti superiori o responsabili di settore. A nulla sono serviti i nostri tentativi chiarificatori, perché quella del disimpegno è stata la via più semplice. Laddove i problemi non siano nati in fase prescrittiva, ci ha pensato a bloccare o rallentare l’iter il competente ufficio protesico, incaricato a seguire la fase autorizzativa. Ci riferiamo particolarmente all’Ufficio protesico di Tropea, sempre pronto a cavillare su tutto, come se le spese legate ad ausili capaci d’offrire autonomia e libertà a persone con disabilità molto gravi fossero le sole da evitare ad ogni costo per salvare una sanità ridotta sul lastrico».

Altra questione riguarda le «visite oculistiche e degli esami strumentali richiesti, in tempi decisamente ridotti, dalle commissioni sanitarie o dai ctu, con conseguente impossibilità di produrre la necessaria documentazione sanitaria entro le scadenze indicate, ciò in assenza di una via privilegiata che consenta il rispetto dei termini. Risultato? I non vedenti chiedono a noi dell’Uici un aiuto e, nonostante le valide motivazioni, i dinieghi sono sempre dietro l’angolo, così come nel caso in cui si domandino tempi ragionevoli per visite tese alla prescrizione dei citati ausili protesici.

In poche parole – conclude Bartucca - quanto dovrebbe essere di normale gestione si trasforma in un susseguirsi di ulteriori difficoltà per persone già caricate dal peso delle loro patologie, senza che nessuno intervenga e, anzi, calpestando spesso la dignità di quanti chiedono soltanto la giusta attenzione ed il rispetto umano»,