Vibo, a 99 anni torna a vedere grazie ai chirurghi dello Jazzolino: «Mio padre a Catanzaro era stato giudicato inoperabile»
Una neoformazione grande come un mandarino sotto la palpebra gli impediva la vista e rendeva dolorose le medicazioni. L'équipe di Chirurgia generale ha affrontato il delicato intervento. La figlia ringrazia medici e infermieri dell'ospedale vibonese
Una sanità che arranca, alle prese con carenze di personale, servizi in difficoltà e un'emergenza che sembra non avere fine. Eppure, dentro gli stessi ospedali che ogni giorno fanno i conti con problemi strutturali e organizzativi, continuano a esserci medici e infermieri capaci di offrire prestazioni di grande valore professionale e umano. È il paradosso della sanità vibonese, dove alle criticità del sistema fanno da contraltare competenze ed esperienze che meriterebbero ben altre condizioni di lavoro e maggiori risorse. A ricordarlo è la storia di un uomo di 99 anni, sottoposto a un delicato intervento chirurgico all'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, dopo che in un'altra struttura era stata esclusa la possibilità di operarlo.
A raccontare la vicenda sono i figli Giulia, Costanza, Patrizia e Alessandro, che hanno affidato a una lettera aperta alla redazione il proprio ringraziamento ai medici e agli infermieri del reparto di Chirurgia generale dello Jazzolino.
Una massa grande come un mandarino e la diagnosi di inoperabilità
L'anziano padre della donna era affetto da una voluminosa neoformazione sotto la palpebra destra, cresciuta rapidamente fino a raggiungere le dimensioni di un mandarino. La massa gli impediva completamente la vista ed era diventata sanguinante, tanto da rendere difficili e dolorose anche le medicazioni quotidiane.
Dopo un primo contatto con il reparto di Chirurgia di Vibo Valentia, la famiglia era stata indirizzata alla Chirurgia plastica dell'ospedale Pugliese di Catanzaro. Qui, raccontano, considerate l'età avanzatissima del paziente, le dimensioni della lesione e la vicinanza all'occhio, il caso era stato giudicato inoperabile.
Ma la situazione continuava a peggiorare e la famiglia non voleva rassegnarsi a vedere il proprio congiunto soffrire. Da qui la decisione di rivolgersi nuovamente allo Jazzolino.
L'intervento allo Jazzolino e il recupero della vista
A prendere in carico il paziente è stato il dottor Giovanni Petracca, che, con il sostegno del primario Francesco Zappia e la collaborazione dell'équipe, ha deciso di procedere con l'intervento.
L'anziano è stato sottoposto all'asportazione della neoformazione e a un contestuale innesto cutaneo. Un'operazione particolarmente delicata, conclusasi, secondo la testimonianza, con un risultato che ha cambiato radicalmente la quotidianità del paziente.
«L'operazione è perfettamente riuscita: oggi nostro padre ha recuperato la vista, non ha più bisogno di dolorose medicazioni e ha ritrovato la serenità e la dignità della sua vita quotidiana», scrivono.
Il ringraziamento ai medici e agli infermieri
Il figli dell’anziano rivolgono un ringraziamento particolare al dottor Petracca, per la professionalità e l'umanità dimostrate, e al primario Zappia, per il sostegno e la disponibilità. Parole di gratitudine anche per tutto il personale medico e infermieristico della Chirurgia generale e per gli operatori del blocco operatorio.
«A loro va il nostro grazie di cuore per aver creduto nella possibilità di curare un paziente centenario, restituendogli la salute e regalandoci ancora del tempo prezioso al suo fianco», conclude la lettera.
Una storia che non cancella i problemi della sanità vibonese, ma ne mette in evidenza una contraddizione troppo spesso trascurata: un sistema sanitario in affanno che continua a reggersi anche sulla preparazione, sulla dedizione e sul senso di responsabilità dei suoi operatori. Professionisti che, nonostante le difficoltà, riescono a offrire risposte importanti ai pazienti. E che rappresentano una delle risorse più preziose di una sanità pubblica bisognosa di interventi, investimenti e attenzione.
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