Ticket non pagati, partono gli avvisi dell’Asp di Vibo che cerca di tranquillizzare gli utenti: «Non allarmatevi, per ora è chiesta solo una verifica»
L’Azienda sanitaria chiarisce la procedura di recupero dei crediti: nella prima fase niente interessi e sanzioni. E invita chi riceverà la comunicazione a controllare se ha già versato quanto richiesto. Le posizioni derivano delle procedure del Sistema Tessera Sanitaria sulle prestazioni effettuate in esenzione
Niente sanzioni o interessi nella prima fase e nessun pagamento per chi potrà dimostrare di avere già versato quanto richiesto. L’Asp di Vibo Valentia interviene per chiarire modalità e conseguenze dell’avvio della procedura di recupero dei ticket sanitari relativi a prestazioni per le quali, sulla base dei controlli effettuati attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, gli utenti sono risultati non esenti.
L’Azienda sanitaria spiega che si tratta di un adempimento amministrativo necessario per recuperare somme che risultano non corrisposte, e non di una nuova misura sanzionatoria nei confronti dei cittadini. La procedura, secondo quanto riferisce l’Asp, è stata formalmente avviata sulla base della deliberazione aziendale n. 123 del 28 marzo 2025.
Prima arriva l’avviso bonario
Il primo passaggio sarà dunque l’invio di un avviso bonario, attraverso l’Agenzia delle Entrate, nel quale sarà indicata la somma che risulta dovuta per le prestazioni sanitarie effettuate.
È questo il punto sul quale l’Asp vuole rassicurare soprattutto chi dovesse ricevere la comunicazione: l’avviso non comporta in questa fase l'applicazione di interessi o sanzioni. Il cittadino dovrà innanzitutto controllare che i dati indicati siano corretti e verificare se la somma richiesta sia stata effettivamente lasciata insoluta.
Un esempio concreto: come può nascere il debito
Il meccanismo può essere compreso con un caso pratico. Un cittadino effettua, ad esempio, una visita specialistica e alcuni esami usufruendo dell’esenzione dal ticket per reddito. Al momento della prestazione non versa quindi la quota di compartecipazione. Successivamente, attraverso i controlli effettuati sui dati disponibili nel Sistema Tessera Sanitaria, emerge che per quel periodo la persona non possedeva i requisiti necessari per beneficiare dell’esenzione.
In questo caso non viene chiesto al cittadino di pagare l'intero costo sanitario della visita o degli esami, ma di corrispondere il ticket che avrebbe dovuto versare per quelle prestazioni.
La situazione cambia, naturalmente, se il cittadino riesce a dimostrare che quel ticket era stato già pagato. Se, per esempio, conserva la ricevuta del versamento relativo alla prestazione indicata nell’avviso, potrà documentare l’avvenuto pagamento e non sarà tenuto a versare nuovamente la somma.
L’Asp: controllare la propria posizione senza allarmarsi
È per questo che l’Azienda invita chi riceverà le comunicazioni a non considerarle automaticamente come una contestazione definitiva, ma a verificare attentamente la propria posizione. La fase bonaria serve infatti anche a distinguere i crediti effettivamente ancora da riscuotere dalle situazioni nelle quali il pagamento sia già avvenuto o siano necessari ulteriori accertamenti.
L’Asp ribadisce che il recupero deriva dalle verifiche effettuate attraverso i sistemi informativi sanitari e dalle risultanze del Sistema Tessera Sanitaria. L’obiettivo dichiarato è quello di recuperare le somme realmente dovute senza gravare con interessi o sanzioni sulla prima richiesta e consentendo agli utenti di documentare eventuali errori o pagamenti già effettuati.