Soriano, Casa e Ospedale di comunità già operativi. Il Comitato dell’Alto Mesima: «Una nuova speranza per la sanità territoriale»
L’esito dell’incontro con il commissario dell’Asp Vittorio Sestito: imminente l’attivazione della Moc e della sala radiologica, mentre ogni lunedì saranno effettuati gli screening mammografici. L’Ospedale di comunità dispone di 20 posti letto per le cure intermedie
La Casa della comunità e l’Ospedale di comunità di Soriano Calabro sono già operativi, mentre si attende l’imminente attivazione della Moc e della sala radiologica. È quanto emerso dall’incontro tra il Comitato per l’ospedale dell’Alto Mesima e il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, Vittorio Sestito.
Un confronto definito «molto proficuo» dal Comitato, che guarda alle strutture realizzate nell’ambito del Pnrr non come a un semplice intervento edilizio, ma come a un passaggio importante per il rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale.
«A Soriano Calabro il piano Pnrr per la Casa e l’Ospedale di comunità non è solo un edificio ristrutturato, ma una realtà e una nuova speranza per la sanità del nostro comprensorio», affermano i rappresentanti del Comitato.
Casa e Ospedale di comunità già operativi
«Siamo felici di annunciare che la Casa e l’Ospedale della comunità sono ufficialmente già operativi», prosegue il Comitato, dando conto delle rassicurazioni ricevute durante l’incontro con il commissario dell’Asp.
Restano ancora da avviare alcuni servizi diagnostici. «Manca, a dire il vero, l’apertura della Moc e della sala raggi, ma il commissario ci ha garantito l’imminente inizio del servizio», spiegano i rappresentanti del territorio.
Novità anche sul fronte della prevenzione oncologica. «Per quanto riguarda la mammografia, siamo felici di informare i cittadini che, dietro nostra richiesta, anche a Soriano ogni lunedì saranno effettuati gli screening mammografici», comunica il Comitato.
L’introduzione dell’appuntamento settimanale consentirà alle donne del comprensorio di accedere agli esami di prevenzione direttamente sul territorio, senza la necessità di raggiungere strutture più lontane.
I servizi previsti nella Casa della comunità
Il Comitato ha quindi illustrato le attività che la Casa della comunità dovrà assicurare una volta raggiunta la piena operatività. La struttura sarà chiamata a rappresentare un punto di accesso unitario ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali, garantendo assistenza continuativa e una maggiore integrazione tra medici, infermieri, specialisti e servizi domiciliari.
«A pieno regime la nuova Casa della comunità offrirà uno sportello di assistenza, l’ambulatorio infermieristico, un ambulatorio medico aperto sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro, il punto prelievi e la presenza dei medici di assistenza primaria», evidenzia il Comitato.
Tra i servizi annunciati figurano inoltre il Punto unico di accesso, il Servizio infermieristico domiciliare, le attività di specialistica ambulatoriale, il Centro distrettuale per i disturbi cognitivi e le demenze e la presenza dei pediatri di comunità. All’interno della struttura potranno trovare spazio anche le associazioni di volontariato, chiamate a collaborare con i servizi pubblici nell’assistenza alle persone più fragili.
Venti posti letto per le cure intermedie
Un ruolo differente, ma complementare, sarà svolto dall’Ospedale di comunità, dotato di venti posti letto e attivo sette giorni su sette. La struttura è destinata ai pazienti che non necessitano di un ricovero ospedaliero per acuti, ma che non possono ancora essere assistiti adeguatamente nella propria abitazione.
«L’Ospedale di comunità offre il cosiddetto ricovero intermedio, a partire da una valutazione multidimensionale e attraverso un piano individualizzato capace di garantire continuità delle cure, assistenza infermieristica e accompagnamento verso il rientro a casa o verso gli altri servizi territoriali», precisa il Comitato.
L’obiettivo è evitare ricoveri impropri negli ospedali per acuti e accompagnare i pazienti nella fase successiva a una dimissione, garantendo il recupero delle condizioni cliniche e dell’autonomia personale.
«Nella struttura opera un gruppo multiprofessionale in grado di prendersi cura dei bisogni clinici, assistenziali e sociali del paziente», sottolineano ancora i rappresentanti del Comitato. La squadra comprende l’infermiere case manager, il responsabile delle professioni sanitarie, i medici presenti nelle ore diurne, gli infermieri, gli operatori sociosanitari, i fisioterapisti, l’assistente sociale e le altre figure sanitarie necessarie.
L’attenzione sulla Rsa pubblica
Il Comitato assicura che continuerà a vigilare anche sull’attività della Rsa di Soriano, indicata come l’unica residenza sanitaria assistenziale pubblica della Calabria.
«Resta vigile il nostro occhio sulla Rsa, unica struttura pubblica in Calabria, affinché diventi sempre più efficiente», affermano i rappresentanti del territorio, ribadendo la volontà di seguire da vicino il funzionamento complessivo del presidio sanitario.
Al termine dell’incontro, il Comitato ha rivolto un ringraziamento all’ingegnera dell’Asp Michela Soriano «per la professionalità, l’impegno e la collaborazione» dimostrati durante il percorso di realizzazione e attivazione delle nuove strutture.
«I diversi commissari che si sono succeduti, chi più e chi meno, hanno contribuito a portare avanti il progetto – conclude il Comitato -. Non ultimo il commissario Sestito, con il quale, visto il buon inizio, speriamo di continuare a collaborare per rendere la nostra sanità più umana e più vicina ai bisogni dei cittadini».
