Servizi sanitari carenti e reparti a singhiozzo, a Vibo comitati civici ancora in strada e poi dai carabinieri
Prima il sit-in davanti all’Asp, dopo la denuncia al Comando provinciale dell’Arma. A firmare anche semplici cittadini. Gli esponenti dei sodalizi sui social: «Nessuno deve abituarsi all’idea che ai diritti si può rinunciare»
«Il diritto alla salute viene prima di tutto». Partendo da questo principio l’Osservatorio civico Città attiva, il Comitato Costa degli dei e il Comitato San Bruno si sono dati appuntamento stamani davanti alla sede dell’Asp di Vibo per un presidio di protesta. In particolare, i volontari hanno voluto accendere i riflettori sul alcuni gravi disservizi che stanno minando il diritto alla salute dei cittadini. Tra questi: l’interruzione dell’ambulatorio di neurologia, del servizio di reperibilità notturna di Ortopedia all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia (durato circa 15 giorni) e delle carenze inerenti la fisioterapia per i degenti del reparto.
In merito a tali questioni, i componenti dei comitati e delle associazioni civiche, insieme a diversi cittadini, semplici esponenti della società civile, hanno deciso di presentare denuncia presso i carabinieri del comando provinciale. «Nessuno deve abituarsi all’idea che ai diritti si può rinunciare. Nessuno può pensare di interrompere un servizio pubblico senza conseguenze», hanno scandito i rappresentati dei sodalizi anche sui social.
Lo stop all’ambulatorio di Neurologia
La prima denuncia-querela riguarda l'interruzione delle attività ambulatoriale del reparto di neurologia (da fine dicembre): «Ciò – fanno rilevare i rappresentati dei comitati e i cittadini - sta causando alla cittadinanza enormi disagi visti che la sospensione delle prestazioni ambulatoriali impedisce ai pazienti, non ospedalizzati, di sottoporsi a visite ed esami già prenotati da mesi e che adesso si trovano costretti a rivolgersi ad altre Asp della Calabria per questo tipo di cure, con conseguente depauperamento anche del bilancio aziendale». Tali servizi «sono stati bloccati verosimilmente per la grave carenza di personale che si è determinata nel corso degli anni». Fatti di «assoluta gravità» che rappresentano «una inammissibile violazione del diritto alla salute».
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Altro atto di denuncia-querela si riferisce all'interruzione (per giorni) del servizio di reperibilità notturna del reparto ortopedia. Una decisione che causò enormi disagi «poiché il servizio offre assistenza a tutta la Provincia di Vibo», costringendo i pazienti a rivolgersi altrove.
Chiesto alla Procura della Repubblica e Procura generale della Corte dei conti anche di accertare eventuali danni erariali. I denuncianti hanno poi manifestato la volontà di costituirsi parte civile in eventuale procedimento penale, «al fine di ottener il risarcimento di tutti i danni morali e patrimoniali subiti e subendi». L'ultima denuncia-querela si riferisce all'interruzione del servizio di fisioterapia nel reparto di Ortopedia dello Jazzolino dove, secondo i componenti delle associazioni e comitati «da oltre un mese i pazienti non vengono adeguatamente movimentati per la mancanza di figure professionali come i fisioterapisti, indispensabili per garantire recupero e riabilitazione e per ripristinare le funzioni fisiologiche» degli ammalati.
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