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09/06/2026 ore 16.25
Sanità

Screening mammografici fermi da sei mesi nel Vibonese, Alecci (Pd) attacca: «Diritti delle donne calpestati»

Il capogruppo dem in Consiglio regionale denuncia il blocco delle prestazioni e chiede interventi immediati: «Una vergogna della sanità calabrese»

di Redazione

La denuncia delle associazioni del territorio sul blocco degli screening mammografici nel Vibonese trova ora una sponda istituzionale. Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'Osservatorio Civico Città Attiva e dal Comitato San Bruno, che hanno parlato di esami fermi da sei mesi e annunciato persino una lettera al Papa affinché «preghi per le donne di Vibo», anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, interviene sulla vicenda denunciando una situazione «scandalosa» e presentando un'interrogazione alla Regione per chiedere l'immediata riattivazione del servizio.

Screening mammografici fermi nel Vibonese: «Impossibili da sei mesi. Scriveremo anche al Papa perché preghi per noi»

«Un’altra provincia, un’altra vergogna della sanità calabrese. Questa volta non volevo davvero crederci. Mi sono recato, a seguito della segnalazione da parte di alcune associazioni del territorio, presso l’Ospedale di Vibo Valentia per fare chiarezza su una situazione a dir poco scandalosa: in tutta la provincia di Vibo da sei mesi sono fermi tutti gli screening mammografici», afferma il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci.

«Sembra incredibile, ma è così: in questa provincia non è possibile per una donna fare una mammografia presso gli ospedali pubblici. Stiamo parlando di uno strumento imprescindibile di prevenzione e diagnosi precoce del tumore al seno previsto, tra l’altro, all’interno dei Lea (Livelli essenziali di assistenza)», sostiene il consigliere regionale.

Alecci richiama quindi l’attenzione sull’importanza della prevenzione oncologica.

«Occorre ricordare come quello al seno sia il tumore femminile maggiormente diagnosticato, rappresentando circa il 30 per cento di tutti i tumori femminili. Ogni anno sono circa 60mila i nuovi casi di tumore al seno e se la sopravvivenza a questa malattia è aumentata negli ultimi tempi, il merito è proprio della frequenza con cui le donne si sottopongono a questo tipo di esame diagnostico».

Il capogruppo dem evidenzia poi come la tempestività degli accertamenti possa risultare decisiva.

«L’anticipo e la costanza con cui si effettuano le mammografie è decisivo per la sopravvivenza di una donna: sottoporsi in tempo ad una mammografia vuol dire spesso vivere o morire».

Nel corso del sopralluogo, spiega Alecci, erano presenti anche altri rappresentanti del Partito Democratico.

«A constatare con me questa assurda situazione durante l’ispezione presso l’Ospedale di Vibo Valentia anche Laura Pugliese, capogruppo Pd in Consiglio comunale, Alessandra Grimaldi, capogruppo Democratici e Progressisti in Consiglio comunale, e Teresa Esposito, segretaria provinciale Pd».

Alecci rivolge quindi un ringraziamento al personale sanitario.

«Con loro abbiamo potuto toccare con mano lo spirito di abnegazione del primario del reparto e della sua squadra che, sebbene sottodimensionati a livello di personale, ogni giorno danno il massimo per garantire tutte le prestazioni sanitarie possibili. Anche in questo caso, l’organizzazione del comparto sanitario dovrebbe andare incontro ai medici e a tutto il personale per assicurare condizioni di lavoro adeguate».

Il consigliere regionale annuncia poi l’iniziativa assunta dal gruppo del Partito democratico.

«Per questo motivo, come Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale abbiamo presentato un’interrogazione per capire i motivi di questa vergogna: quali siano le cause specifiche che hanno determinato la sospensione degli screening mammografici, quali responsabilità organizzative e gestionali siano state accertate in relazione a tale disservizio e quali misure urgenti si intendano adottare per garantire la ripresa immediata e continuativa».

L’esponente dem chiede inoltre risposte sul recupero delle prestazioni non erogate.

«Abbiamo chiesto quali azioni siano previste per il recupero delle prestazioni non erogate e per la presa in carico delle utenti rimaste escluse dai programmi di prevenzione e se siano previsti interventi strutturali per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, con particolare riferimento alla prevenzione oncologica e alla salute della donna».

In conclusione, Alecci punta il dito contro la gestione della sanità regionale.

«Non possiamo accettare che, ancora una volta, il diritto alla salute delle calabresi e dei calabresi venga così brutalmente calpestato. Il presidente Roberto Occhiuto dovrebbe uscire dal fantastico mondo che vuole dipingere per i calabresi e scendere tra le persone per comprendere quali sono i reali disagi che ogni giorno essi vivono».