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19/04/2026 ore 10.29
Sanità

Sanità vibonese, da Drapia riparte la mobilitazione per l’ospedale di Tropea in vista della protesta del 28 aprile

La comunità locale risponde all’iniziativa promossa dal Comitato Costa degli Dei insieme al Comune. Al centro dell’incontro le criticità che investono il presidio tropeano a cominciare dal trasferimento a Vibo del reparto di Urologia che però non è ancora operativo

di Redazione

Si rafforza la mobilitazione dei cittadini per la sanità del territorio. Lo dimostra l’ampia partecipazione all’assemblea pubblica organizzata a Brattirò di Drapia dal Comitato Costa degli Dei e dall’amministrazione comunale, segno di una preoccupazione sempre più diffusa per le sorti dell’ospedale di Tropea e, più in generale, dell’assistenza sanitaria nel Vibonese.

A pesare sul clima di allarme sono diverse criticità che stanno alimentando il malcontento dei cittadini. Tra queste, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, «il trasferimento all’ospedale di Vibo del reparto di Urologia», reparto però «paradossalmente non attivo». Ma a preoccupare è anche la prospettiva dell’accorpamento delle guardie mediche e «il rischio che il presidio tropeano rimanga addirittura senza anestesista».

L’attesa per la manifestazione del 28 aprile

In questo contesto si inserisce l’attesa per la manifestazione in programma il 28 aprile a Tropea, appuntamento al quale ha già aderito l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Porcelli. Un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà servire a rafforzare il fronte dei territori e a portare la questione sanitaria al centro del confronto pubblico.

Il comitato ha ribadito che l’obiettivo della mobilitazione sarà «l’ottenimento di un tavolo per richiedere l’attivazione immediata dei reparti previsti dal Dca 360/2024», individuando dunque in quel provvedimento il riferimento da cui partire per chiedere risposte concrete e immediate.

«Opposizione dal basso» contro i tagli

Nel corso dell’assemblea, il Comitato Costa degli Dei ha posto l’accento sulla necessità di una reazione collettiva e strutturata: «È urgente consolidare una rete che faccia opposizione dal basso alle politiche di taglio al diritto alla cura, e che svolga l’importante compito di controllo popolare sulle decisioni di Asp e Regione».

Una presa di posizione che lega la protesta non solo alla situazione contingente del presidio di Tropea, ma anche a un’idea più ampia di partecipazione civica. Per il comitato, infatti, i cittadini devono poter conoscere fino in fondo le ragioni delle carenze che si registrano nei servizi: «Se un concorso per nuovo personale va deserto perché si offrono termini inaccettabili i pazienti lo devono sapere, se un medico vince un concorso e poi “stranamente” rinuncia a insediarsi la cosa deve essere indagata».

Le accuse sulla gestione dell’Asp

Non sono mancate esplicite critiche all’Asp di Vibo Valentia e in merito alle politiche adottate negli ultimi anni. Il riferimento è alla precedente struttura commissariale, accusata di avere privilegiato il contenimento della spesa rispetto ai bisogni reali del territorio.

«La vecchia triade commissariale dell’Asp è andata via vantando i risultati sulla riduzione del debito, ma è facile se il mezzo per farlo è tagliare sui servizi del territorio», afferma il comitato, che conclude con una posizione destinata a riassumere il senso della protesta: «Non vogliamo essere l’ennesimo esperimento di spending review».