Sanità, Vibo sceglie un corteo silenzioso per protestare ma non sta zitta: «Questa è un’emergenza nazionale»
Su LaC Tv la trasmissione Dentro la Notizia ha aperto un’ampia finestra informativa sulla grande manifestazione che oggi ha animato il centro storico con la partecipazione di centinaia di cittadini. Ecco cosa hanno detto
Una finestra informativa aperta sulla grande manifestazione che oggi ha animato il centro storico di Vibo. È quanto ha fatto oggi Dentro la Notizia (rivedi QUI la puntata), la trasmissione di LaC Tv condotta da Pier Paolo Cambareri, che è stata interamente dedicata al corteo silenzioso promosso da Ali di Vibonesità che ha raccolto l’adesione di tantissimi cittadini. Un racconto corale, costruito attraverso il collegamento in diretta curato da Alessandro Stella, che ha raccolto le voci di cittadini, studenti, medici, amministratori e rappresentanti istituzionali.
Partendo dall’ospedale Jazzolino e arrivando fino alla Prefettura, centinaia di persone sono scese in piazza, senza bandiere né simboli di partito, unite dalla richiesta di un diritto ritenuto non più garantito: quello alla salute e alle cure.
Dal piazzale dell’ospedale, Stella ha raccolto il senso profondo della manifestazione insieme ai suoi ospiti. Giuseppe Sarlo, presidente dell’associazione Ali di Vibonesità, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «Abbiamo dimostrato che di fronte a un problema così importante la città c’è. Ora serve un’inversione di tendenza, perché le strutture ospedaliere e i servizi territoriali sono in uno stato di abbandono».
Ampio spazio è stato dato al mondo della scuola, con la partecipazione di numerosi studenti. La professoressa Eleonora Cannatelli, docente del liceo Scientifico, ha definito la manifestazione «un momento autentico di cittadinanza attiva», richiamando l’attenzione sulle fragilità presenti anche negli istituti scolastici: «Formiamo ogni giorno centinaia di studenti, molti dei quali con patologie che richiederebbero assistenza sanitaria costante». Da qui il confronto con un futuro che i giovani studiano sui libri: «Parlano di ospedali virtuali, di terapie digitali, di intelligenza artificiale. E poi guardano la realtà del territorio. Che cosa sceglieranno?».
Durante la puntata, Dentro la Notizia ha dato voce anche alle testimonianze raccolte lungo il corteo. Tra queste, quella di un cittadino che ha raccontato l’impossibilità di prenotare un’ecografia in tempi accettabili nel servizio pubblico, costretto a rivolgersi al privato: «Al Cup mi hanno detto che la prima data utile è a luglio e non a Vibo. Se la voglio fare qui se ne parla ad ottobre. Mi sono rivolto a due studi privati che mi chiedono circa 90 euro. Se uno non se lo può permettere, che deve fare? Deve morire». Parole che hanno trovato eco nelle dichiarazioni di due giovani studenti, determinati a non fermarsi: «Questa è la prima di tante manifestazioni. Siamo noi il futuro e non possiamo continuare così».
Sul piano tecnico e professionale, il chirurgo Giuseppe Borrello ha tracciato un quadro severo: «La sanità vibonese necessita di essere rifondata dalle basi. I cittadini non hanno più servizi e noi medici spesso non abbiamo la possibilità di essere utili». Borrello ha denunciato la mancanza di organizzazione e di équipe complete: «Non basta costruire muri, come gli ospedali di comunità. Senza personale e organizzazione restano scatole vuote, come accaduto con molte strutture della sanità territoriale».
A queste valutazioni si sono aggiunte quelle di Soccorso Capomolla, direttore sanitario del Don Mottola Medical Center di Drapia, che ha parlato di responsabilità organizzative precise: «È finito il tempo del continuo rimando. Oggi le risorse ci sono, ma manca la governance. Questo produce scoperture a tutti i livelli, dall’ospedale alla prevenzione». Capomolla ha ricordato come fondi già assegnati non abbiano ancora prodotto effetti concreti: «La gente continua a pagare di tasca propria per l’assistenza nella nostra Rsa che è accreditata ma non ancora coperta dal sistema sanitario pubblico».
Nel corso della trasmissione sono intervenute anche voci istituzionali e politiche. L’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha definito la situazione «un’emergenza nazionale», chiedendo uno stato di emergenza per la Calabria: «Il commissariamento ha prodotto un blocco del turnover di cui oggi vediamo le conseguenze, senza investimenti adeguati». Una linea condivisa, da un punto di vista tecnico, anche da Michelangelo Miceli, ex direttore sanitario dell’Asp di Vibo: «Senza il superamento del commissariamento non sarà possibile garantire una gestione proporzionata alle esigenze. Negli ultimi anni le criticità si sono accentuate come mai prima».
Dal fronte degli enti locali, Salvatore Giordano, presidente della Conferenza dei sindaci del Vibonese, ha ribadito la vicinanza dei primi cittadini alla protesta: «Siamo qui per rivendicare maggiori servizi sul territorio. La Conferenza dei sindaci dovrà fare chiarezza anche sull’utilizzo dei fondi regionali».
In chiusura di collegamento, Sarlo ha annunciato la redazione di un documento da sottoporre al presidente della Regione e commissario ad acta: «Non interventi tampone, ma un programma fondato sull’organizzazione e sulle reali esigenze del territorio». E dalla scuola è arrivato l’ultimo appello della professoressa Cannatelli: «La cura comincia dall’attenzione. Un territorio che non garantisce sanità non ha futuro, nemmeno dal punto di vista economico».