Riorganizzazione guardie mediche, i sindaci di Fabrizia e Mongiana contro l’Asp: «Guardano solo ai numeri e non alle esigenze del territorio»
Fazio e Angilletta contestano la delibera che accorpa i presidi di continuità assistenziale dei loro comuni: «Non hanno considerato l'elevata presenza di anziani, le condizioni della viabilità e quelle legate al clima». E criticano il mancato coinvolgimento: «Bypassato ogni confronto»
I comuni delle Serre non ci stanno. Aumentano le voci di protesta contro la delibera adottata oggi dalla Commissione straordinaria dell'Asp di Vibo Valentia, per la riorganizzazione della rete delle guardie mediche. Il documento prevede l’accorpamento di alcune postazioni e introduce servizi a giorni alterni nelle aree montane.
Il “regalo” dei commissari Asp mentre vanno via, nuova rete delle guardie mediche nel Vibonese: ecco cosa cambia comune per comuneI primi cittadini denunciano un provvedimento calato dall'alto, firmato nell'ultimo giorno di mandato della Commissione e in contraddizione con quanto concordato nell'ultima conferenza dei sindaci, dove era stato assicurato che nessuna postazione sarebbe stata soppressa.
Dopo il primo cittadino di Simbario, Gennaro Crispo, anche i sindaci di Mongiana, Francesco Angilletta, e di Fabrizia, Francesco Fazio, prendono posizione. «Apprendiamo con stupore della delibera», scrivono in una nota.
Guardia medica nelle Serre, il sindaco di Simbario attacca l’Asp di Vibo: «Tradimento istituzionale, avevano escluso ogni chiusura. Pronti alla lotta»Uno dei passaggi più rilevanti del provvedimento infatti riguarda direttamente i due comuni delle Serre. «La delibera prevede, tra l'altro, che la postazione di continuità assistenziale del Comune di Mongiana – popolazione residente: 570 abitanti –sia unificata a quella del Comune di Fabrizia – popolazione residente: 1.940 abitanti –, in quanto le due sedi distano tra loro 7,3 km, percorribili in circa 12 minuti di auto», con un presidio attivo «a giorni alterni». E Mongiana e Fabrizia non sono un caso isolato: «Numerose sono le postazioni, soprattutto nelle aree interne, interessate da questa determinazione».
«Meri parametri numerici»
Al cuore della contestazione c'è il metodo seguito dall'Asp. «Si tratta di una riorganizzazione basata su meri parametri numerici – distanza e popolazione – che non tiene in alcun modo conto delle reali esigenze del territorio, troppo spesso oggetto di scarsa attenzione». Vengono così «ignorati fattori fondamentali quali l'elevata presenza di popolazione anziana, le condizioni della viabilità e le criticità climatiche, che in molti casi determinano situazioni di grave disagio». A sostegno della tesi, i sindaci richiamano la cronaca recente: «È sufficiente ricordare le difficoltà registrate durante le recenti allerte meteo, con strade chiuse e l'impossibilità per i mezzi di soccorso di raggiungere i centri montani».
Il confronto mancato con i territori
Sul metodo, la critica si fa ancora più dura: «Ancora più grave appare la totale mancanza di coinvolgimento delle comunità locali e, in particolare, dei sindaci, democraticamente eletti e rappresentanti diretti delle popolazioni, nonché prime autorità sanitarie nei rispettivi territori». Nel testo della delibera si cita la Conferenza dei sindaci del 22 gennaio 2026 quasi a voler attribuire a quella sede una condivisione delle scelte, ma per Angilletta e Fazio si tratta di una lettura distorta: «In quella occasione si era stabilito che dovesse essere presentata una proposta sulla quale l'assemblea avrebbe dovuto esprimersi. Nulla di più lontano dalla realtà».
«Deliberato nell'ultimo giorno di mandato»
Le circostanze in cui la delibera è stata adottata aggravano ulteriormente il quadro. «La Commissione straordinaria ha invece deliberato autonomamente, peraltro nell'ultimo giorno del proprio mandato, senza concedere ai sindaci la possibilità di esprimere il proprio parere». Né sussistono, secondo i due primi cittadini, ragioni che giustifichino quella tempistica: «Non si ravvisa alcun carattere di urgenza tale da giustificare una simile decisione. Sarebbe stato più opportuno demandare alla futura gestione dell'azienda il compito di individuare una soluzione più equilibrata e condivisa».
La protesta dei sindaci
La nota si chiude con un impegno formale alla resistenza. «Come sindaci dei Comuni di Fabrizia e Mongiana, esprimiamo formale protesta contro questa decisione e ci impegniamo, insieme agli altri amministratori locali, a contrastare con ogni mezzo consentito ogni possibile violazione del diritto alla salute dei cittadini che rappresentiamo».