Sezioni
22/07/2026 ore 06.15
Sanità

Reparto di Urologia a Tropea, l’Asp richiama in servizio Rodolico con contratto a tempo per fronteggiare l’emergenza

Il medico in pensione percepirà un compenso lordo di 80 euro l’ora per 36 ore settimanali. In passato ha diretto l’Unità operativa complessa di Urologia dell’Asp dal 2009 al 2024. Già sindaco della città tirrenica, è stato battuto da Macrì per una manciata di voti alle ultime elezioni

di Cristina Iannuzzi

L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia prova a rimettere in moto l’Urologia affidandosi a uno dei professionisti che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per il reparto. Giuseppe Rodolico ha accettato l’incarico libero professionale conferitogli dall’Asp e ha già sottoscritto il relativo contratto, tornando così a disposizione dell’Azienda dopo il pensionamento.
Il provvedimento è contenuto nella deliberazione numero 403 del 7 luglio 2026, adottata dal commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito. L’incarico, a tempo determinato ed eventualmente rinnovabile, prevede un compenso lordo omnicomprensivo di 80 euro l’ora, per un massimo di 36 ore settimanali (pari a circa11.500 euro lorde al mese). La normativa richiamata nella delibera consente questi contratti con medici in quiescenza fino al 31 dicembre 2026. La durata è quindi, di fatto, semestrale, fino alla fine dell’anno, eventualmente rinnovabile qualora la legge lo consenta. La spesa complessivamente autorizzata ammonta a 70mila euro, Iva compresa.
Si tratta di una decisione destinata ad assumere un peso particolare dopo i lunghi mesi di sostanziale paralisi dell’attività urologica, durante i quali numerosi pazienti della provincia sono stati costretti a rivolgersi ad altre strutture, affrontando trasferte, rinvii e, in alcuni casi, il ricorso alla sanità privata.

La carenza di specialisti

Nella delibera l’Asp prende atto delle «costanti difficoltà» incontrate nel reclutamento di dirigenti medici specializzati in Urologia, nonostante le procedure concorsuali e il tentativo di utilizzare le graduatorie del Servizio sanitario regionale.
Già il 3 febbraio scorso l’allora struttura commissariale aveva chiesto ad Azienda Zero di procedere al reclutamento di urologi. Alla data di adozione del provvedimento, però, nessuna risposta era ancora arrivata. Di fronte alla necessità di garantire i Livelli essenziali di assistenza e di colmare le carenze che mettevano a rischio persino i turni minimi, l’Asp aveva quindi pubblicato un avviso per l’affidamento di incarichi libero professionali. Rodolico aveva presentato la propria candidatura l’11 febbraio.

In piazza a difesa dell’ospedale, in migliaia a Tropea: «Chiediamo servizi e un’emergenza-urgenza funzionante»

Il parere favorevole alla sua contrattualizzazione è stato espresso il 29 giugno dal direttore sanitario aziendale, che ha richiamato l’«altamente qualificata esperienza professionale in campo urologico» del medico. Rodolico ha infatti diretto l’Unità operativa complessa di Urologia dell’Asp di Vibo Valentia dal 2009 al 2024, conseguendo, secondo quanto riportato nell’atto, risultati positivi in termini di esiti clinici, qualità percepita dagli utenti e contenimento della mobilità sanitaria passiva.

La normativa regionale consente alle Aziende sanitarie calabresi di ricorrere temporaneamente anche a medici in pensione per garantire la continuità dei servizi essenziali nei presidi in sofferenza. Nel caso di Rodolico, l’attività sarà programmata dal Dipartimento di Chirurgia, che dovrà organizzare i turni e certificare le prestazioni effettuate.

Lo stop dell’attività e i disagi per i pazienti

Il ritorno di Rodolico arriva dopo una lunga fase di difficoltà cominciata proprio in seguito al suo pensionamento. Nell’autunno del 2025 l’attività chirurgica di Urologia all’ospedale di Tropea era praticamente ferma e ai pazienti veniva riferito che la sala operatoria era temporaneamente chiusa. Una situazione che gravava su un bacino comprendente almeno quindici Comuni e che aveva costretto diversi cittadini a cercare assistenza altrove.
Alle carenze di organico si era aggiunta la cronica mancanza di anestesisti. Il reparto era rimasto affidato ad appena due urologi, Alberto Ventrice e Luca Cosentino, impossibilitati però a svolgere regolarmente gli interventi programmati. L’unico anestesista disponibile a Tropea doveva infatti essere impiegato soprattutto per mantenere operativo il Pronto soccorso.

Ospedale di Tropea in crisi, parla il commissario dell’Asp: «Il dottor Ventrice vuole andare via? Non prego nessuno, ma ci pensi»

La situazione aveva spinto Ventrice a presentare le dimissioni, denunciando condizioni professionali diventate insostenibili. Senza attività chirurgica, avevano spiegato i medici, il reparto poteva garantire soltanto visite ambulatoriali e una limitata gestione delle urgenze, senza offrire ai pazienti il necessario seguito terapeutico. Lo stesso Rodolico, intervenendo pubblicamente sulla vicenda, aveva avvertito che un’Urologia impossibilitata a operare rischiava di esistere soltanto sulla carta.
Nei mesi successivi era stato disposto il trasferimento dell’Urologia da Tropea allo Jazzolino di Vibo Valentia. Ancora ad aprile, però, il reparto trasferito risultava non operativo, circostanza finita al centro delle proteste promosse dai comitati e dai cittadini della Costa degli Dei.

Urologia di Tropea a rischio chiusura, parlano il collega del dimissionario Ventrice e il dottor Rodolico: «Dall’Asp zero risposte»

Dal Comune di Tropea al ritorno in corsia

Accanto alla lunga attività medica, Rodolico ha avuto anche un ruolo di primo piano nella vita politica tropeana. Già sindaco della città, alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio scorso si è ripresentato come candidato alla guida della lista Insieme per Tropea.
La competizione è stata vinta da Giovanni Macrì al termine di un testa a testa deciso da appena 59 voti: 1.743 preferenze per Macrì e 1.684 per Rodolico, entrato poi in Consiglio comunale alla guida dell’opposizione.
Il nuovo incarico rappresenta ora un primo tentativo di restituire stabilità all’Urologia vibonese, ma da solo non cancella tutte le criticità. Restano da risolvere la carenza strutturale di medici e anestesisti, la piena organizzazione dei turni e la concreta riattivazione dell’attività chirurgica. La stessa Asp considera quello affidato a Rodolico un incarico temporaneo. L’Azienda potrà interrompere il contratto con un preavviso di trenta giorni qualora riesca ad assumere urologi a tempo indeterminato attraverso le procedure ordinarie.