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12/02/2026 ore 15.30
Sanità

Prosegue la mobilitazione per l’emergenza sanitaria a Vibo, Petrolo (SI): «Serve una legge speciale»

Previsti due sit-in il 14 febbraio davanti all’ospedale Jazzolino di Vibo e il 21 a Serra San Bruno, prima della conferenza di marzo alla Camera dei Deputati. Il segretario provinciale: «Ospedali al collasso, medici mancanti e reparti chiusi, chiediamo scorporo del debito e assunzioni a tempo indeterminato»

di Redazione

La protesta riparte dagli ospedali e punta dritto a Roma. Dopo la manifestazione davanti al presidio di Tropea, Sinistra Italiana/Alleanza Verdi e Sinistra prosegue la mobilitazione sulla sanità calabrese con una serie di iniziative davanti agli ospedali del territorio. Al centro, la proposta di legge per chiedere al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria in Calabria.

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«Sinistra Italiana dice basta. Insieme possiamo cambiare questa grave e incomprensibile situazione, che non è figlia di un Dio minore ma il frutto di una scelta politica sbagliata, di una cattiva gestione delle risorse finanziarie e umane e di una totale assenza di programmazione», afferma il segretario provinciale Fortunato Petrolo.

Nel mirino finiscono i sedici anni di commissariamento: «Non sono bastati per far uscire dal guado la sanità calabrese. In questi anni è stata massacrata: i cittadini pagano più IRAP e più ticket, ricevendo in cambio meno servizi e meno diritti».

La fotografia scattata da Sinistra Italiana è impietosa, soprattutto per il Vibonese. «Gli ospedali di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno sono sull’orlo della crisi irreversibile. Mancano medici in rianimazione, pronto soccorso, dialisi, urologia e nel 118, dove le ambulanze partono senza medico a bordo». E ancora: «Si chiudono reparti, TAC e risonanze restano guaste. Alcuni medici pensionabili avevano chiesto di restare in servizio, ma è stato negato».

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Petrolo punta il dito anche contro le modalità di reclutamento del personale: «Si continua con contratti a tempo determinato e libero-professionali. Ci chiediamo perché i bandi vengano disertati. Le ragioni sono chiare: stipendi insufficienti e condizioni di lavoro insostenibili, con carichi e turni massacranti, soprattutto al pronto soccorso e nel 118».

Da qui la proposta politica: «Chiediamo una legge speciale per dichiarare lo stato di emergenza sanitaria in Calabria, con lo scorporo del debito, la fine del piano di rientro, assunzioni a tempo indeterminato e il rilancio della sanità pubblica».

La mobilitazione proseguirà sabato 14 febbraio davanti all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e il 21 febbraio davanti al presidio di Serra San Bruno. «Invitiamo cittadini, sindacati, movimenti e stampa a essere presenti per affermare il diritto alla salute costituzionalmente garantito». Saranno presenti a questi appuntamenti il segretario regionale di Sinistra Italiana Fernando Pignataro e il portavoce di Europa Verde Giuseppe Campana.

A marzo, infine, l’iniziativa approderà alla Camera dei Deputati per una conferenza stampa con il gruppo parlamentare AVS.