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07/02/2026 ore 14.41
Sanità

Piano triennale del fabbisogno, dopo le proteste l’Asp di Vibo convoca i sindacati di categoria

VIDEO – L’incontro con la commissione straordinaria fissato per mercoledì 11 febbraio. Le sigle di rappresentanza denunciano la cronica carenza di anestesisti e sottolineano: «Serve maggiore continuità nella gestione dell’azienda»

di Stefano Mandarano

Alla fine la convocazione è arrivata per mercoledì 11 febbraio. La commissione straordinaria dell’Asp di Vibo Valentia ha dunque recepito la richiesta delle organizzazioni sindacali di categoria Cisl-Fp, Fials, Nursind e Nursing Up, che nei giorni scorsi avevano fortemente stigmatizzato la mancata concertazione nella definizione del Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028. Al coro si è unita, successivamente, anche la Fp Cgil, che ha parlato di una pianificazione «politicamente e tecnicamente inadeguata».

Il Piano triennale del fabbisogno, su questo sono tutti d’accordo, appare sottostimato e insufficiente a colmare le profonde lacune di personale di cui soffre la sanità vibonese. In più la programmazione approvata dall’Azienda sanitaria provinciale, come detto, non è passata da un’informativa ai sindacati firmatari di contratto e, anche e soprattutto per questa ragione, è stata fortemente osteggiata dalle sigle di categoria.

«L’abbiamo appreso dalla stampa - spiega il segretario della Cisl-Fp Magna Graecia Antonino D’Aloi - e questo va apertamente in contrasto con tutti i dettami contrattuali perché c’è un preciso obbligo d’informativa». Sul piano dei contenuti, viene evidenziato come non esista «corrispondenza con i vari Dca e con la reale necessità di personale che possa garantire i servizi sanitari nel territorio vibonese. Per questo rivendichiamo la necessità di consentire ai sindacati di esercitare il loro ruolo: concertare, dialogare, far valere le proprie ragioni nel rispetto normativa, per far capire la differenza tra ciò che è stato approvato e ciò che a nostro avviso dovrebbe essere».

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«I sindacati vogliono chiarezza - incalza Domenico Pafumi, segretario provinciale Fials -, e chiedono un sistema di programmazione e confronto nella convinzione che si siamo molte situazioni critiche da affrontare». La terna commissariale, tuttavia, per Pafumi, «non ha colpe. Sono gli uffici giuridici e del personale a tralasciare qualcosa. Qualcuno ha definito i commissari “incompetenti” (la Cgil, ndr), non è la nostra posizione perché noi abbiamo rispetto delle Istituzioni, però sicuramente sappiamo più cose noi che loro che vengono dall’esterno. Il territorio soffre, i malati soffrono, ci sono lavoratori che fanno enormi sacrifici, i coordinatori non sanno come organizzare i turni perché la carenza di personale si fa sentire in tutta la sua gravità. Esiste personale medico che “avanza” mesi e mesi di ferie, da anni».

C’è, ancora per Pafumi, da segnalare la drammatica penuria si anestesisti: «Il territorio soffre questa enorme carenza e senza anestesisti gli ospedali non possono andare avanti, lo stesso Jazzolino rischia seriamente il declassamento. Faccio un appello al presidente Occhiuto perché vengano avviati corsi di specializzazione in anestesia vista la situazione in tutta la Calabria».

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Fortemente sottolineata da parte delle sigle sindacali anche la necessità e l’auspicio che, dopo la fase commissariale, per l’Asp possa aprirsi un periodo di maggiore continuità gestionale. «Non andiamo contro nessuno - ha riferito Domenico La Bella, segretario provinciale Nursind -. Ci poniamo come interlocutori dell’azienda affinché possa essere definito un piano di sviluppo serio, perché non possiamo più permetterci di registrare quelle deficienze che quotidianamente emergono sulla stampa».

Quindi l’augurio, espresso da Giuseppe Gliozzi, segretario provinciale Nursing Up, che «l’azienda possa nel prossimo futuro divenire più attrattiva per far arrivare professionisti anche da fuori. Per far sì che questo avvenga, serve un forte investimento organizzativo e strutturale. Noi possiamo dare il nostro contributo in termini di programmazione».