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23/11/2025 ore 16.25
Sanità

Ospedale Tropea in piena crisi, Piserà: «Le dimissioni del dottor Ventrice sono una denuncia pubblica. Il commissario eserciti a fondo i suoi poteri»

L’ex consigliere comunale interviene sull’emergenza attraversata dal nosocomio costiero alle prese con reparti chiusi e carenza di personale: «La sospensione delle attività chirurgiche è la prova di un fallimento gestionale che non può essere minimizzato»

di Redazione

«Le dimissioni del dottor Alberto Ventrice, urologo dell’Ospedale di Tropea, segnano un punto di non ritorno: non rappresentano una scelta personale, ma la presa di posizione di un medico che, con senso etico e responsabilità, ha voluto denunciare pubblicamente una situazione divenuta ormai incompatibile con l’esercizio della professione e con la tutela dei pazienti». Lo afferma Antonio Piserà, ex consigliere comunale, intervenuto in merito allo stato dell’ospedale di Tropea, progressivamente depauperato di servizi e personale. Per Piserà, la scelta dell’operatore sanitario «è il riflesso di un malessere profondo che investe l’intero presidio sanitario tropeano e che da troppo tempo viene sottovalutato o trattato come un problema ordinario. Non lo è. Non lo è mai stato».

Le criticità dell’ospedale di Tropea

In particolare, l’ex consigliere ricorda: «Il dottor Ventrice ha indicato con precisione le criticità che compromettono la sicurezza e la funzionalità dell'ospedale: assenza di anestesisti in grado di garantire la continuità chirurgica; impossibilità di effettuare interventi anche di routine; reparti formalmente attivi ma di fatto impossibilitati a operare; mancanza di condizioni minime di sicurezza per pazienti e operatori; progressivo depotenziamento dei servizi sanitari del territorio. Si tratta di problemi reali, concreti e confermati dalla stessa Azienda sanitaria provinciale».

L’appello al dottor Ventrice

Un quadro tutt’altro che roseo nel quale si inserisce l’appello di Piserà: «Interprete della volontà della Comunità e soprattutto dei suoi pazienti, faccio il mio appello serio e rispettoso al dottor Ventrice – dichiara l’ex congiliere – affinché valuti la possibilità di ritirare le dimissioni. La comunità è con lui, riconosce il suo valore professionale e umano, e comprende che la sua denuncia è un atto di coraggio nell’interesse dei cittadini. La sua presenza è fondamentale per il futuro dell’Ospedale di Tropea».

La posizione dell’Asp

Di fronte a una crisi così profonda, per l’ex amministratore «la risposta del commissario dell’Asp, Gianfranco Tomao, è apparsa insufficiente e in alcuni passaggi, persino inopportuna.
Nell’intervista rilasciata alla stampa, il commissario ha dichiarato: “La scelta è sua, se vuole andare vada, io non prego nessuno”. Una frase che, in un momento così delicato, nega il valore del dialogo istituzionale e non coglie la gravità dei problemi sollevati dal medico».

Eppure, fa rilevare Piserà, dinnanzi a un professionista che denuncia criticità strutturali, la comunità si aspetterebbe ascolto, rispetto, soluzioni, «non certo un “Se vuole andare, vada”.Quelle parole, più che rassicurare, rischiano di incrinare ulteriormente la fiducia dei cittadini nella guida commissariale dell’Asp, già segnata da anni di inefficienze e criticità».

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C’è un dato non negoziabile: «L’Asp di Vibo Valentia è un ente sciolto per infiltrazioni mafiose. Questo è un fatto storico, ufficiale e documentato. Un ente sciolto per mafia non è un ente come gli altri: è un’istituzione commissariata con poteri straordinari per ripristinare legalità, efficienza, trasparenza e corretto funzionamento». In tale solco, un commissario straordinario non può invocare “intoppi” né “burocrazia”. È stato nominato proprio perché la gestione ordinaria non era più in grado di garantire legalità e qualità dei servizi».

Il ruolo del commissario

Proprio per questo, secondo l’analisi di Piserà:

La situazione dell’Ospedale di Tropea e, più in generale, dell’intera Asp di Vibo Valentia richiede misure immediatamente operative. Per questo Piserà rivolge tre richieste precise:

Il commissariamento – sottolinea l’ex amministratore - non è uno stato di inerzia: è uno stato di intervento straordinario».

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La crisi dell’ospedale di Tropea

L’ex consigliere, nel ricordare il vasto territorio (a vocazione turistica) servito dal nosocomio, fa rilevare: «Oggi l’ospedale non può garantire interventi chirurgici, non ha anestesisti sufficienti, ha reparti che funzionano solo sulla carta, ospita personale che lavora in condizioni limite; assiste una popolazione che teme ogni giorno di non ricevere cure adeguate. La sospensione delle attività chirurgiche, pur motivata da esigenze di sicurezza, rappresenta la prova di un fallimento gestionale che non può essere minimizzato. Non è frutto del destino: è il risultato di anni di ritardi, scelte sbagliate e mancate decisioni».

In conclusione Piserà ribadisce l’esigenza della comunità di avere servizi degni: «Tropea non merita un ospedale sospeso tra incertezze e promesse né merita di vedere un medico stimato costretto a dimettersi per denunciare ciò che tutti conoscono. La legalità si ristabilisce con atti concreti, con il coraggio delle decisioni e con l’uso pieno dei poteri straordinari che lo Stato ha previsto per gli enti commissariati. Invito il commissario straordinario a esercitare fino in fondo questi poteri. E ribadisco al dottor Ventrice che i cittadini di Tropea e del comprensorio sono dalla sua parte, oggi più che mai».

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