Ospedale di Tropea, riparte la mobilitazione: «Servono medici e Radiologia». Il Comitato prepara una nuova manifestazione pubblica
L’associazione Costa degli Dei rilancia la battaglia dopo le iniziative della scorsa primavera. Tra le richieste il potenziamento dei reparti e del Pronto soccorso. Nei prossimi mesi assemblee nei comuni e banchetti informativi, poi una grande iniziativa di piazza
Il Comitato Costa degli Dei riapre il fronte sulla sanità e annuncia una nuova stagione di mobilitazione per l’ospedale di Tropea. Dopo le iniziative della scorsa primavera, il gruppo è pronto a tornare in campo per chiedere il potenziamento del presidio che serve la cittadina tirrenica e numerosi comuni del comprensorio.
Le linee della nuova fase sono state definite nel corso di una riunione interna svolta nei giorni scorsi. Il Comitato riparte dai risultati ottenuti dopo la mobilitazione dello scorso aprile e dalle interlocuzioni avviate con l’Azienda sanitaria provinciale e, in parte, con la Regione Calabria.
Tra i passi avanti vengono citati l’arrivo di nuovi infermieri, il completamento dell’ospedale di comunità e la richiesta di personale medico specialista. Misure considerate tuttavia insufficienti rispetto alle necessità del presidio tropeano.
Il Comitato torna infatti a contestare le conseguenze del piano di rientro sanitario regionale e punta il dito contro un sistema nel quale, sostiene, la sanità privata finisce per sottrarre risorse e professionisti al servizio pubblico, senza essere chiamata a garantire attività particolarmente onerose come quelle dell’emergenza-urgenza.
Le richieste per l’ospedale di Tropea
La piattaforma resta quella approvata lo scorso gennaio durante un’assemblea pubblica a Tropea. Al centro ci sono innanzitutto l’assunzione dei medici necessari al regolare funzionamento degli ambulatori e dei reparti esistenti e previsti e il rafforzamento del Pronto soccorso.
Tra le richieste figura in particolare l’attivazione della Radiologia con un radiologo presente in sede, insieme alla copertura delle figure specialistiche mancanti anche nelle ore notturne.
«La pretesa di avere un servizio sanitario capillare non può essere considerata un capriccio», sostiene il Comitato, secondo il quale esistono le professionalità necessarie per garantire al nosocomio tropeano la piena operatività e rendere effettivi i cinque reparti previsti dalla programmazione regionale.
Il problema, viene evidenziato nella nota, resta quello della difficoltà nel trattenere medici e specialisti nel servizio pubblico, tra professionisti che scelgono di lasciare la Calabria e altri assorbiti dalle strutture private.
Una questione che, secondo il Comitato, assume ancora maggiore rilevanza mentre procede la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia: il futuro presidio provinciale, sottolineano gli attivisti, non può tradursi in un ridimensionamento dell’offerta sanitaria sulla costa.
Verso una nuova manifestazione
Nei prossimi mesi il Comitato punta quindi ad allargare nuovamente la mobilitazione. Sono previste assemblee pubbliche nei comuni del comprensorio, banchetti informativi e iniziative di sensibilizzazione, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini e amministrazioni locali.
Il percorso dovrebbe culminare, alla fine della nuova stagione di iniziative, in una grande manifestazione a Tropea, concepita non soltanto come momento di protesta ma anche come occasione per rilanciare pubblicamente le proposte per il futuro dell’ospedale.