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25/04/2026 ore 19.41
Sanità

Ospedale di Tropea, lettera aperta ai candidati a sindaco: «Basta silenzi ambigui, ora si schierino in sua difesa»

Dal Comitato civico la richiesta di una presa di posizione ufficiale per chiarire se intendono difendere apertamente il presidio sanitario e come: «Non servono promesse elettorali ma impegni concreti»

di Redazione

Un appello pubblico ai tre candidati alla carica di sindaco di Tropea, con al centro una delle questioni più sentite dalla comunità: il futuro dell’ospedale cittadino. A firmarlo è l’avvocato Francesco Rotolo, del Comitato civico Pro Ospedale Tropea, che sceglie la forma della lettera aperta per chiedere ai protagonisti della campagna elettorale una presa di posizione esplicita sul destino del presidio sanitario.

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«Mi rivolgo a voi pubblicamente, come cittadino profondamente legato a questa comunità e come volontario che, insieme a molti altri, si occupa da anni della questione sanitaria», scrive Rotolo, spiegando di essere «preoccupato per il futuro di un presidio essenziale per la vita del nostro territorio: l’Ospedale di Tropea».

Il nodo, secondo il Comitato, è il progressivo svuotamento della struttura ospedaliera, avvenuto negli anni tra riduzioni di reparti, carenze di organico e servizi sempre più limitati. Una situazione che, si sottolinea, pesa ancora di più in una città a forte vocazione turistica come Tropea, dove durante l’estate la popolazione cresce in modo significativo e con essa aumentano emergenze e necessità sanitarie.

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«Negli ultimi anni abbiamo assistito, spesso in silenzio e con crescente rassegnazione, a un progressivo depotenziamento della struttura ospedaliera cittadina: reparti ridimensionati o chiusi, servizi ridotti, carenza di personale, tempi di attesa sempre più lunghi e una generale perdita di fiducia da parte dei cittadini».

Rotolo insiste su questo punto, mettendo in relazione la crisi del presidio tropeano con le difficoltà dell’intero sistema sanitario provinciale: «Un presidio che muore mentre a Vibo non si vedono investimenti, un presidio che muore e che ingolfa l’esile ospedale del capoluogo, un presidio che muore come i nostri diritti e con i nostri diritti».

Nel ricostruire la trasformazione della struttura, il riferimento è a ciò che l’ospedale avrebbe dovuto essere e a ciò che invece oggi rappresenta. «Doveva essere un ospedale generale, con medicina, ortopedia, chirurgia, pneumologia e tutti i servizi accessori, oggi tre reparti su quattro sono chiusi. E la politica tace…».

Da qui anche la critica all’ipotesi dell’ospedale di comunità, definita senza mezzi termini «la truffa dell’Ospedale di comunità». Rotolo scrive: «Un qualcosa che non è un ospedale (pur avendone il nome) che non serve agli acuti, e che rischia di chiudere definitivamente il presidio per come dovrebbe essere».

La richiesta rivolta ai candidati è quella di uscire dall’ambiguità e assumere una posizione pubblica. «Per queste ragioni vi chiedo, con chiarezza e senza ambiguità, di prendere una posizione pubblica sul futuro dell’Ospedale di Tropea».

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Le domande poste sono dirette: se ritengano accettabile la situazione attuale dell’ospedale, quale sia il loro giudizio sul ridimensionamento dei servizi sanitari locali, se intendano opporsi al depotenziamento della struttura e quali iniziative concrete pensino di avviare nei confronti della Regione Calabria, dell’Asp e degli altri organi competenti.

Il Comitato chiede anche la disponibilità a promuovere «un tavolo istituzionale permanente per il rilancio dell’ospedale» e l’impegno a informare periodicamente la cittadinanza sugli sviluppi e sulle azioni intraprese.

«Non bastano dichiarazioni generiche o promesse elettorali. Serve una presa di posizione, con impegni precisi, tempi certi e una strategia per difendere il diritto alla salute dei tropeani e di tutto il comprensorio».

Per Rotolo, il tema non può essere relegato a una questione di campagna elettorale né trattato come un argomento marginale. «L’ospedale di Tropea non è un tema secondario. È una priorità sociale, civile e territoriale. Riguarda gli anziani, le famiglie, i lavoratori, i giovani, i turisti e chiunque viva o frequenti questa parte di Calabria».

Il passaggio finale della lettera è anche il più politico: «Chi si candida a guidare Tropea deve dire con coraggio da che parte sta: dalla parte del silenzio e del declino, oppure dalla parte della difesa dei servizi essenziali e della dignità del territorio».

E ancora: «Chi vota ha diritto di sapere cosa avete intenzione di fare in concreto per la nostra comunità al di fuori della retorica elettorale». L’attesa, adesso, è per le risposte dei candidati. «Attendiamo risposte pubbliche, chiare e responsabili… chi tace è complice».

Il 28 aprile è già in programma un corteo, promosso dai comitati cittadini, per riaccendere i riflettori sull’ospedale di Tropea.