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06/11/2026 ore 20.28
Sanità

Nuovo ospedale di Vibo, Occhiuto mostra i lavori sui social e promette: «Vedrete tra tre mesi». Ma dalla prima pietra sono passati 22 anni

VIDEO | Il governatore torna sul cantiere e annuncia per dicembre l'avvio del rivestimento esterno. La struttura prende forma, ma dopo decenni di promesse i vibonesi aspettano una data certa per l'apertura. E soprattutto medici, infermieri e oss che possano popolarlo

di Redazione

«Vedrete come sarà tra tre mesi». Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto torna nel cantiere del nuovo ospedale di Vibo Valentia e affida ancora una volta ai social il racconto dell'avanzamento dei lavori. Questa volta mostra la struttura da una prospettiva diversa, con lo scheletro dell'edificio che comincia a delineare le dimensioni del futuro presidio sanitario. Le immagini documentano un cantiere che procede, ma per i vibonesi, abituati a decenni di annunci, promesse e rinvii, la vera svolta arriverà soltanto quando l'ospedale sarà completato e finalmente operativo.

Nel video Occhiuto rivendica i risultati raggiunti dalla sua amministrazione. «Siamo a Vibo Valentia, questo è il nuovo ospedale, da questa angolazione non l'avevate mai visto», esordisce il governatore, prima di ripercorrere gli ultimi anni: «Il nuovo ospedale di Vibo è stato sulla carta per vent'anni. Fino a due anni fa non c'era nulla. In tre anni abbiamo fatto tutto questo lavoro».

Poi l'annuncio della prossima fase: «Ora da dicembre cominceranno a scatolarlo», spiega Occhiuto, riferendosi alla realizzazione dell'involucro esterno dell'edificio. «Si vedrà questa struttura imponente affacciata sul mare. È un grande ospedale che è stato sulla carta per vent'anni e che ora in Calabria invece finalmente viene edificato nella sua imponenza. Vedrete come sarà tra tre mesi. Andiamo avanti velocemente».

Una prima pietra posata nel 2004 e ventidue anni di attesa

L'avanzamento dei lavori rappresenta certamente una novità rispetto ai lunghi periodi di immobilismo che hanno caratterizzato la storia dell'opera. Ma la vicenda del nuovo ospedale di Vibo comincia molto prima dell'attuale legislatura regionale e porta con sé un'eredità di ritardi che pesa inevitabilmente sulla credibilità di ogni nuovo annuncio.

Era il 2004 quando venne posata la prima pietra del futuro nosocomio in località Cocari. Da allora sono passati ventidue anni. Un'intera generazione è cresciuta ascoltando parlare di una struttura destinata a rivoluzionare l'assistenza sanitaria nel Vibonese, senza averla mai vista entrare in funzione.

La storia del progetto è stata segnata da procedure amministrative travagliate, contenziosi, inchieste giudiziarie, problemi legati alla sicurezza idrogeologica dell'area e ripetute interruzioni. Non sono mancati neppure gli annunci di ripartenza, spesso accompagnati da previsioni sui tempi di realizzazione poi rimaste disattese. Una storia che ha progressivamente alimentato la sfiducia di una popolazione per la quale il nuovo ospedale è diventato il simbolo delle tante opere pubbliche promesse e mai portate a termine.

Il cantiere avanza, ma la sfida resta l'apertura

Oggi le immagini diffuse dal presidente della Regione mostrano una situazione diversa rispetto al passato. La struttura prende forma e i lavori sono visibilmente in corso. Un dato che va registrato, così come vanno registrati gli impegni assunti dalla Regione per imprimere un'accelerazione alla realizzazione dell'opera.

Resta però una distinzione fondamentale: vedere crescere un edificio non significa ancora disporre di un ospedale funzionante. Dopo il completamento delle opere edili serviranno gli impianti, le attrezzature, i collaudi e tutto ciò che è necessario per garantire l'effettiva operatività della struttura, compresa l'organizzazione dei servizi e del personale sanitario. E soprattutto serviranno medici e infermieri, che già oggi non bastano.

Ed è proprio su questo terreno che si misurerà il risultato dell'intervento. Perché il Vibonese continua a fare i conti con le difficoltà del sistema sanitario provinciale, a cominciare dalle criticità dell'ospedale Jazzolino, e attende da troppo tempo una risposta strutturale alle proprie esigenze di assistenza.

Il nuovo sopralluogo di Occhiuto aggiunge dunque un altro tassello al racconto di un'opera che sta finalmente assumendo una forma concreta. Ma dopo ventidue anni dalla posa della prima pietra, la comunità vibonese ha soprattutto bisogno di certezze sui tempi di completamento e di entrata in funzione.