Malattie polmonari croniche, giornata di approfondimento al Moscati di Vibo
L’evento ha offerto strumenti concreti e analisi di casi clinici per la costruzione di un modello di gestione condiviso
La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è stata al centro dell’evento formativo svoltosi nei giorni scorsi nella sede dell’Aggregazione funzionale territoriale San Giuseppe Moscati di Vibo Valentia, denominato “Bpco next, percorsi innovativi di gestione territoriale. Approcci integrati per migliorare la presa in carico del paziente con Bpco tra medicina generale e specialistica”.
L’evento, curato dal referente medico dell’Aft Moscati, Antonino Contartese, ha visto il contributo di Giuseppe Barbuto, specialista pneumologo, e di Nicola Crupi e Francesco Salvatore Ranieri, medici di medicina generale del Moscati.
La Bpco, è stato chiarito «rappresenta una delle principali condizioni croniche a elevato impatto clinico, assistenziale ed economico. L’andamento progressivo della patologia, unito alla frequente sottostima diagnostica e alla disomogeneità dei percorsi di cura, contribuisce a un aumento delle riacutizzazioni, delle ospedalizzazioni e della mortalità».
Una gestione efficace della Bpco «richiede un modello assistenziale strutturato, continuo e anticipatorio, focalizzato sul controllo dei sintomi, sulla prevenzione delle fasi acute e sul mantenimento della funzionalità e della qualità di vita del paziente. In questo contesto, l’integrazione operativa tra medico di medicina generale e specialista riveste un ruolo centrale per garantire appropriatezza, tempestività degli interventi e continuità di cura».
Il progetto Bpco next si propone di «favorire il dialogo e la collaborazione multidisciplinare tra Mmg e specialisti; potenziare le competenze cliniche nella diagnosi e nel follow-up della Bpco; individuare precocemente i pazienti con elevato rischio di riacutizzazione e comorbidità cardiovascolari; condividere percorsi assistenziali e modelli organizzativi applicabili nella pratica territoriale».
L’incontro formativo, accreditato per 25 medici chirurghi, ha offerto «strumenti concreti e immediatamente spendibili, attraverso l’analisi di casi clinici, momenti di confronto interattivo e la costruzione di un modello di gestione condiviso».