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12/06/2026 ore 06.15
Sanità

L’ospedale di Vibo festeggia la nuova Tac da 1,5 milioni: «Nessuno ce l’ha in Calabria, verranno qui da tutta la regione»

VIDEO – Allo Jazzolino inaugurata l’apparecchiatura di ultima generazione per la tomografia computerizzata: esami in tempi rapidissimi in alta definizione con poche radiazioni (-95%). Il commissario Sestito: «È la dimostrazione che l’Asp funziona»

di Stefano Mandarano

La sanità vibonese è ancora in grado di regalare soddisfazioni. Sicuramente agli operatori sanitari - medici e tecnici del reparto di radiologia - che hanno salutato con sorrisi e una certa emozione, ieri, la presentazione alla stampa della nuova Tac di ultimissima generazione in dotazione al reparto.

Una tomografia computerizzata, il cui valore si aggira intorno al milione e mezzo di euro, in grado di eseguire esami diagnostici in tempi rapidissimi, abbattendo quasi totalmente le emissioni radioattive e fornendo referti ad altissima definizione. Per il simbolico taglio del nastro, nei locali del reparto, sono arrivati i vertici dell’azienda sanitaria provinciale, con il commissario Vittorio Sestito e il direttore sanitario Ilario Lazzaro in testa, ma anche il vescovo Attilio Nostro ad impartire la benedizione, i sindaci Fortunato Giordano e Sergio Pititto in rappresentanza della Conferenza dei primi cittadini, la direttrice sanitaria dell’ospedale Antonella Ascoli e diversi primari della struttura ospedaliera.

Nei loro occhi, l’orgoglio e la soddisfazione di poter salutare quello che è stato definito, per molti versi, un risultato straordinario per l’ospedale di Vibo Valentia. Dal punto tecnico, a spiegare perché si tratta di un passaggio di grande rilevanza per la sanità vibonese, è stato il direttore del reparto Francesco Loria, principale promotore di questo risultato.

«Si tratta di una macchina straordinaria ed iper-performante perché riesce ad acquisire in meno di un secondo, in appena 2 decimi, immagini ad alta definizione. Abbiamo già avviato esami su pazienti cardiologici e in alcuni casi non è stato necessario neppure somministrare farmaci betabloccanti. Inoltre, con questa Tac, finalmente i pazienti avranno un assorbimento di radiazioni inferiori di circa il 95 per cento rispetto alla tecnologia precedente: e questa credo sia una cosa che Vibo doveva ai suoi cittadini. Finalmente».

Il nome in codice è “Tc 256 Slices”, ma l’apparecchiatura di cui si è dotata la radiologia vibonese non è solo un dispositivo tecnologico ad elevate prestazioni. Rappresenta anche un esempio virtuoso sotto il profilo dei procedimenti amministrativi.

E siamo al secondo elemento di “straordinarietà”. A rimarcarlo è stato il commissario aziendale Vittorio Sestito. «Quest’operazione dimostra che a Vibo c’è un'azienda che può funzionare. Gli uffici, soprattutto quello amministrativo, hanno lavorato insieme al primario, hanno fatto squadra, e in pochi mesi siamo riusciti a portare a casa il risultato. Prima gli uffici avevano più difficoltà a dialogare, ora invece c’è un clima che ci ha consentito di ottenere non soltanto di questo risultato, ma anche altri importanti interventi come la ristrutturazione di due sale operatorie, la sostituzione delle lampade scialitiche che erano in degrado da anni, una nuova risonanza che verrà montata a breve: è l'inizio di un percorso più virtuoso e innovativo».

Sestito insiste sull’efficienza dei passaggi amministrativi. «Ci siamo messi all’opera quattro mesi fa quando il primario Loria, devo dire con grande impeto, ci ha chiesto questa strumentazione. Da lì nel giro di poco tempo siamo riusciti a recuperare fondi residui del Pnrr, a fare la gara tramite Consip e ad acquisire la macchina che è stata montata in appena un mese. Un lavoro straordinario, per il quale ringrazio l’ufficio tecnico, l’ingegner Soriano e la dottoressa Ciano, che ci ha consentito di avere la Tac “numero uno” in Calabria per caratteristiche tecniche, per bassa invasività e, ancora, per performance in termini di qualità delle immagini».

Un investimento anche in prospettiva futura. La Tac, infatti, potrà essere aggiornata nel tempo con nuovi software, mantenendo inalterata la sua struttura. Non a caso Sestito annota: «L’abbiamo montata qui, allo Jazzolino, ma chiaramente verrà trasferita al nuovo ospedale non appena sarà pronto».

Il terzo aspetto “eccezionale” ha a che vedere con il ruolo che l’ospedale di Vibo potrà assumere, in Calabria, nell’ambito della diagnostica per immagini. Ad annotarlo è il direttore sanitario Ilario Lazzaro. «Con la TAC 256 Slice, Vibo Valentia diventa l'ente più competitivo in Calabria nell’ambito della sanità pubblica. La tecnologia stimola il mercato, ma stimola anche la domanda dell'utente. Quindi l'utente che pretende prestazioni ad alta complessità e di alta qualità, trova a Vibo l’ospedale capofila in Calabria. Il nostro obiettivo è anzi proprio quello di fare in modo che anche dalle altre quattro province i pazienti possano venire a Vibo per trovare qualcosa che altrove non si trova. Ci candidiamo a dare credibilità al nuovo Jazzolino, che trasformerà la sanità dell'intera area centrale della Calabria. Qui avremo l'ospedale più moderno della Calabria».

Grande entusiasmo, dunque, ma resta il nodo delle dotazioni organiche carenti. Dettaglio che non sfugge al management aziendale. «Avendo una macchina più performante - ha detto Sestito -, abbiamo messo in piedi anche un piano di prestazioni aggiuntive per i medici, per dare loro la possibilità di lavorare non solo nei turni ordinari, ma anche fuori dall'orario di lavoro. Stiamo anche ipotizzando un Piano B, perché la Tac può lavorare H24: se le liste d'attesa diventeranno importanti, noi potremmo anche ingaggiare altri radiologi proprio per sfruttare tutta la capacità produttiva che la macchina ci dà».

Lazzaro, da parte sua, è entrato ancor di più nei dettagli finanziari. «Si sta valutando - ha detto - l'acquisizione di fondi speciali per l'abbattimento delle liste d'attesa che prevedono due radiologi in più per Vibo Valentia, ma anche di fondi particolari, come i Fondi nazionali per l'equità nella salute, che ci consentiranno di acquisire tutte le risorse utili allo scopo di accorciare le tempistiche».

Un aspetto che, come dimostra il recente blackout di sei mesi nello screening mammografico può assumere contorni problematici. «Quell’intoppo – ha annunciato Lazzaro – è stato superato: il commissario Sestito e il primario Loria hanno predisposto un piano che consentirà la ripresa degli esami, non solo a Vibo ma anche a Tropea e Serra San Bruno».

L’ultimo annuncio di una mattinata carica di positività lo consegna alle cronache il primario Loria: «Abbiamo da poco portato a termine anche la gara per l'acquisto di una risonanza magnetica di ultimissima generazione, top di gamma, capace di compiere tutte le sequenze in circa la metà del tempo rispetto alla precedente. Nell'arco di qualche mese - ha aggiunto con soddisfazione -, Vibo sarà quindi davvero all'avanguardia sia con le apparecchiature ecografiche che con le apparecchiature TC e la risonanza magnetica. Un risultato straordinario, raggiunto grazie al lavoro sinergico tra il commissario e i vari uffici e reparti».