«Il soccorso non è burocrazia, ogni minuto fa la differenza»: il sindacato Sgb risponde ad Azienda zero dopo le precisazioni sull’incidente di Vibo
L’ente aveva ribattuto alla famiglia della ragazza investita sottolineando che l’ambulanza era arrivata 24 minuti dopo la chiamata e non 50. Secondo il sindacato «se la risposta istituzionale a tragedie come questa si limita alla difesa dell'apparato amministrativo anziché aprire una riflessione sull'organizzazione del servizio, significa che questa gestione ha ormai mostrato tutti i propri limiti»
«Il soccorso non è un esercizio amministrativo e ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte». È quanto scrive il sindacato Sindacato generale di base (Sgb) Calabria in una nota diffusa dopo le dichiarazioni di Azienda Zero sulla vicenda di Andrea, la giovane di Vibo che lotta per la vita dopo essere stata investita sulle strisce pedonali. L’ente di governance della sanità calabrese ha infatti puntualizzato che l’ambulanza è arrivata sul posto dell’incidente 24 minuti dopo la chiamata al numero di emergenza, e non 50 come denunciato dalla famiglia della ventitreenne. Per l'organizzazione sindacale, il dibattito non può limitarsi all'analisi dei tempi, procedure e aspetti burocratici, ma deve aprire una riflessione più ampia sull'organizzazione dell'emergenza-urgenza.
Incidente a Vibo, Azienda Zero risponde alla famiglia di Andrea: «Ambulanza arrivata 24 minuti dopo la chiamata, non 50»«Riteniamo doveroso richiamare l'attenzione su un principio fondamentale che non può essere offuscato da comunicati incentrati esclusivamente su tempi, procedure e aspetti burocratici», scrive Sgb, sottolineando come il servizio di emergenza-urgenza «si chiami Soccorso Tecnico Urgente proprio perché la sua natura impone interventi tempestivi, efficaci e coordinati».
Secondo il sindacato, il termine urgenza non può essere interpretato in un'ottica esclusivamente amministrativa. «La parola "urgenza" non è un termine amministrativo: significa che ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo motivo, il sistema dell'emergenza territoriale non può essere valutato solo attraverso il rispetto formale di procedure o la mera esposizione di cronologie degli eventi».
La famiglia di Andrea ad Azienda Zero: «Basta polemiche sui minuti, si lavori per migliorare il sistema di emergenza per tutti»La presa di posizione insiste sul fatto che la qualità del servizio debba essere misurata soprattutto dalla capacità di garantire interventi rapidi e coordinati. «Gli standard del soccorso sanitario si fondano su un principio imprescindibile: garantire la risposta più rapida possibile e assicurare che ogni anello della catena dell'emergenza operi con efficienza, competenza e capacità decisionale. Il soccorso non è burocrazia. Il soccorso è organizzazione, esperienza, formazione continua e conoscenza concreta delle dinamiche operative».
Nel documento viene poi criticato l'approccio attribuito ad Azienda Zero. «È inaccettabile che un'Azienda organizzata secondo logiche manageriali continui a parlare quasi esclusivamente di numeri, tempi e tecnicismi, e non di una riorganizzazione del sistema del Soccorso Tecnico Urgente sanitario».
Per Sgb, il rischio è quello di costruire un modello distante dalla realtà operativa del 118. «Chi assume decisioni senza conoscere la realtà quotidiana del servizio di emergenza-urgenza rischia inevitabilmente di costruire un sistema distante dalle esigenze operative, compromettendo l'efficienza del soccorso e mortificando il lavoro degli operatori che ogni giorno, tra enormi difficoltà, garantiscono assistenza ai cittadini».
Da qui la richiesta che le scelte strategiche siano affidate a figure con esperienza diretta nel settore. «L'emergenza sanitaria non può essere governata esclusivamente da logiche amministrative. Servono competenze specifiche, esperienza maturata sul campo e una conoscenza diretta delle criticità che caratterizzano il sistema del 118. Le decisioni strategiche devono essere assunte da chi conosce realmente il significato del soccorso tecnico urgente e le responsabilità che esso comporta».
Il sindacato ribadisce quindi che «la tutela della salute dei cittadini passa attraverso una gestione dell'emergenza fondata sulla qualità dell'organizzazione, sull'ascolto degli operatori e sulla valorizzazione delle professionalità che quotidianamente operano in prima linea».
«Per il 118 vibonese il modello importato dal Nord non funziona, senza personale il sistema crolla»: Fp Cgil chiede a Occhiuto un confronto immediatoLa nota si conclude con un giudizio severo sull'attuale gestione del sistema. «Se la risposta istituzionale a tragedie come questa continua a limitarsi alla difesa dell'apparato amministrativo anziché aprire una seria riflessione sull'organizzazione del servizio, significa che questa gestione ha ormai mostrato tutti i propri limiti». Per questo, Sgb chiede «un profondo cambio di rotta, con una governance affidata a persone realmente competenti nel settore dell'emergenza-urgenza e del soccorso operativo» e aggiunge: «Se chi oggi guida il sistema non è in grado di comprendere cosa significhi garantire un servizio di emergenza-urgenza efficiente, assumendosi fino in fondo le responsabilità che tale ruolo impone, allora esiste una sola scelta coerente: fare un passo indietro e lasciare spazio a chi possiede competenza, esperienza e conoscenza del soccorso».
L'ultima riflessione racchiude il senso dell'intervento: «Il soccorso non si misura soltanto con un cronometro. Si misura con la capacità del sistema di salvare vite umane. Ed è su questo che ogni organizzazione dovrebbe essere giudicata».