Il “regalo” dei commissari Asp mentre vanno via, nuova rete delle guardie mediche nel Vibonese: ecco cosa cambia comune per comune
La delibera ridisegna la continuità assistenziale con sedi condivise tra più comuni e presenza non più quotidiana in diversi centri montani. L’Azienda parla di ottimizzazione legata alla carenza di medici, ma i sindaci sono sul piede di guerra e denunciano una scelta senza confronto
La triade commissariale dell’Asp di Vibo va via per scadenza del mandato (18 mesi dallo scioglimento per mafia) ma come ultimo atto ridisegna la rete delle guardie mediche, pubblicando a sorpresa la relativa delibera che ha fatto saltare sulla sedia molti sindaci. Mentre l’atto approvato dalla Commissione straordinaria parla di efficientamento e ottimizzazione, dai centri montani arrivano già le prime reazioni critiche dei primi cittadini, che lamentano una scelta non concertata e penalizzante per le aree interne. La delibera n. 176 dell’8 aprile 2026 dispone la «riorganizzazione territoriale ed efficientamento delle postazioni di continuità assistenziale», intervenendo sulla distribuzione delle sedi e sull’organizzazione dei turni
Le motivazioni dell’Asp
Nell’atto, l’Asp richiama in primo luogo la carenza di personale e il nuovo assetto della medicina territoriale. Si parla infatti della «necessità di far fronte alla carenza di personale medico» e di garantire «standard di sicurezza e qualità del servizio attraverso l’ottimizzazione delle risorse» Viene inoltre sottolineato che la riorganizzazione tiene conto «della popolazione residente», ma anche «della distanza chilometrica e del tempo di percorrenza tra le varie postazioni» Un passaggio chiave riguarda la scelta di non chiudere formalmente le sedi: «non si ritiene di dover procedere ad alcuna riduzione o soppressione degli attuali presidi logistici», pur prevedendo una diversa organizzazione dei turni
Come cambia la rete: lo schema comune per comune
Il prospetto allegato alla delibera restituisce il nuovo assetto della continuità assistenziale, articolato in tre macro-aree – Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno – per un totale di 39 postazioni.
Nell’area di Vibo Valentia restano attive tutti i giorni le sedi principali (Vibo città, Vibo Marina, Cessaniti, Pizzo, Maierato, Mileto, San Costantino Calabro, Filadelfia), mentre alcune vengono accorpate con turnazione alternata: Stefanaconi e Sant’Onofrio si dividono i giorni della settimana e i weekend Polia e Monterosso Calabro funzionano a rotazione Jonadi e San Gregorio d’Ippona condividono la stessa postazione con turni alterni.
Nell’area costiera tra Nicotera, Tropea e Ricadi, invece, il servizio resta quotidiano su tutte le sedi, con due postazioni “doppie” (Vibo Valentia e Nicotera) che prevedono due medici per turno. Guardia medica tutti i giorni, quindi, anche a Joppolo, Rombiolo, San Calogero, Briatico, Zambrone, Zungri, Drapia e Spilinga.
Più incisivi gli interventi nell’area delle Serre, dove a fronte del servizio previsto tutti i giorni a Nardodipace, Cassari, Gerocarne e Dinami - il modello della turnazione alternata riguarda diverse coppie di comuni: San Nicola da Crissa con Capistrano, Simbario con Serra San Bruno, Mongiana con Fabrizia, Pizzoni con Soriano Calabro, Arena con Acquaro. In queste sedi, il servizio non sarà più quotidiano ma distribuito su giorni alterni, con una suddivisione che prevede lunedì, mercoledì e venerdì (più primo e terzo weekend del mese) per una sede, e martedì, giovedì (più secondo e quarto weekend) per l’altra.
Il nodo delle aree interne
È proprio questo il punto più contestato dai sindaci dei centri montani. Se sulla carta le postazioni restano, nella pratica il servizio viene ridotto in termini di presenza quotidiana. Un elemento che, secondo gli amministratori locali, rischia di incidere sui tempi di intervento in territori già caratterizzati da viabilità complessa e da una popolazione anziana. L’Asp, nell’atto, definisce questa scelta una «temporanea riorganizzazione» che consente «di ottimizzare le risorse mediche disponibili mediante una alternanza sulle due postazioni logistiche della stessa sede»
Una riorganizzazione “provvisoria” e il confronto con i territori
La delibera chiarisce che il nuovo assetto potrà essere rivisto «al venir meno della contingente carenza di personale medico». Resta però aperto il fronte politico-istituzionale. Diversi sindaci contestano la mancata concertazione preventiva e chiedono un confronto immediato con l’Asp, sostenendo che la riorganizzazione, così com’è, rischia di accentuare il divario tra costa ed entroterra.
Conferenza dei sindaci convocata d’urgenza
In questa cornice di profondo dissenso va letta anche la convocazione d’urgenza della Conferenza dei sindaci presieduta dal primo cittadino di Mileto Salvatore Fortunato Giordano, fissata per lunedì 13 alle ore 16 nell’aula consiliare del Comune di Vibo. Sebbene Giordano non si sbilanci con un giudizio negativo, conferma il forte malcontento dei suoi colleghi: «Dobbiamo analizzare bene il documento insieme, poi ci determineremo. Una cosa è certa, però, questa riorganizzazione non ha incassato il via libera preventivo dei Comuni. Nell’ultima conferenza dei sindaci, l’Asp ci aveva accennato all’intenzione di mettere mano alla rete delle guardie mediche, ma poi non ci ha coinvolto nella rielaborazione dell’assetto definitivo, per questa la sorpresa è stata grande quando abbiamo scoperto che la delibera era già stata pubblicata».