Il pediatra per Beatrice (e altri 400 bambini) ha rinunciato, nelle Serre vibonesi l’emergenza continua nonostante le promesse
Sei comuni scoperti da oltre un mese. A farne le spese anche la bimba di Gerocarne con una grave disabilità che necessita di farmaci costosissimi e delle relative prescrizioni. Il sindaco di Dasà: «Impegni disattesi dall’Asp, siamo pronti anche ad autotassarci se necessario»
«Oggi doveva prendere servizio il pediatra, ma non è arrivato nessuno». Parte da qui l’intervento del sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, durante la conferenza dei sindaci riunita ieri a Palazzo Luigi Razza.
Il primo cittadino torna a denunciare la mancanza di assistenza pediatrica in sei comuni delle Serre vibonesi. Una situazione che si trascina da oltre un mese e che riguarda circa 400 bambini rimasti senza medico dopo le dimissioni del sostituto della pediatra titolare, assente per malattia.
«Mi hanno detto che il sostituto del sostituto (proprio così, ndr) ha rinunciato – ha spiegato – dunque i nostri territori sono ancora scoperti». Scaturchio parla di impegni non mantenuti da parte dell’Asp: «Avevano garantito che avrebbero nominato subito un pediatra. Non è stato fatto».
Tra i casi più delicati c’è quello di Beatrice, 11 anni, di Gerocarne, affetta da una grave disabilità congenita. La sua storia è stata raccontata da Il Vibonese e proprio intorno a questa vicenda il livello di attenzione sul problema si è alzato, ma a quanto pare non abbastanza. Beatrice ha bisogno di farmaci salvavita costosissimi, anche fino a 9 mila euro a confezione, ma non c’è un pediatra pubblico che possa prescriverli e seguirla.
Gerocarne, farmaci da 9mila euro e nessun pediatra che li prescriva alla piccola Beatrice. Il papà: «Aiutateci»Anche lei, come gli altri bambini, è rimasta senza assistenza dal mese di marzo. Il padre è riuscito ad ottenere le ricette solo grazie alla disponibilità temporanea di una pediatra del territorio, impossibilitata però a prenderla in carico perché già al limite massimo di pazienti.
«Mi sento preso in giro, ma non a livello personale - ha aggiunto il sindaco Scaturchio - come rappresentante di una comunità e di tutti i comuni coinvolti».
Il sindaco annuncia battaglia e chiede ai colleghi di non fermarsi: «Dobbiamo andare avanti e pretendere la presenza di un pediatra nel territorio di Acquaro, che serve tutti e sei i comuni».
Nel mirino anche altre decisioni dell’Asp, come la riduzione delle guardie mediche: «Un atto che ha penalizzato ulteriormente il territorio».
Scaturchio punta il dito su un possibile nodo economico alla base della mancanza di medici disponibili: «Fare il sostituto significa percepire uno stipendio ridotto. Se un pediatra deve venire da lontano, senza convenienza economica difficilmente accetterà».
Sette comuni vibonesi senza pediatra, il sindaco di Dasà diffida (ancora) l’Asp: «Tre giorni e vado in Procura»Da qui l’appello all’Azienda sanitaria: «Si trovi una soluzione. Se il problema è economico, si intervenga».
E poi la proposta, che rende l’idea della situazione: «Se necessario, siamo pronti ad autotassarci. Le famiglie potrebbero contribuire con piccole somme pur di garantire il servizio. Mi farò io promotore della raccolta».
Infine, l’impegno a non fermarsi: «Ho fatto diverse richieste di accesso agli atti e continuerò a farle. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità».
Entroterra vibonese senza pediatri, l’Asp trova una soluzione temporanea: «Un medico assicurerà assistenza settimanale»