Emodinamica a Vibo, cresce il fronte contro il modello itinerante: «Lo Jazzolino deve avere un servizio stabile H24»
Da Varvaglione a Petrolo e Marasco si moltiplicano le richieste alla Regione di ripristinare il presidio fisso. La consigliera regionale Madeo annuncia un’interrogazione
L’Emodinamica dello Jazzolino resta al centro del confronto politico e istituzionale nel Vibonese. In vista della Conferenza dei sindaci, chiamata ieri a discutere anche del futuro del servizio, si sono moltiplicate le prese di posizione contro il modello delle équipe itineranti previsto dalla nuova impostazione regionale per la Rete delle sindromi coronariche acute. La delibera di Giunta regionale n. 400 del 21 luglio 2026 ha infatti dato indirizzo per sviluppare un sistema basato su protocolli condivisi con i centri Hub e sull’impiego di équipe mobili, mentre per Vibo occorrerebbe prima predisporre una sala dedicata allo Jazzolino. Una soluzione che ha riaperto il confronto con la precedente programmazione, richiamata da più parti, che nel Dca 78 del 2024 prevedeva l’Emodinamica per l’ospedale vibonese.
E nonostante la rassicurazioni dei cardiologi calabresi, che fanno fronte comune per chiarire il nuovo modello organizzativo e respingere le ricostruzioni secondo cui sarebbero state chiuse o soppresse strutture dedicate all’emergenza, le posizioni critiche restano.
Varvaglione: «Vibo non può essere trattata come una periferia della sanità»
Per Marika Varvaglione, del Coordinamento provinciale di Liberamente Progressisti, l’ipotesi itinerante non può rappresentare una risposta strutturale. «Vibo Valentia non può essere trattata come una periferia della sanità calabrese», afferma, ricordando che l’Emodinamica «non è un servizio qualsiasi» e che, in presenza di un infarto, il tempo può segnare la differenza tra la vita e la morte. Da qui la richiesta di una struttura con personale, organizzazione e continuità assistenziale. Il modello mobile, sostiene, «può eventualmente rappresentare una soluzione temporanea», ma non una programmazione adeguata per un’intera provincia. «La salute dei cittadini non può dipendere dal calendario di una struttura itinerante. A Vibo servono servizi sanitari veri, stabili, efficienti e accessibili».
Petrolo: «Respingeremo la delibera 400, serve una grande mobilitazione»
Toni ancora più duri da Fortunato Petrolo, segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs, che rivendica la previsione contenuta nel Dca 78 del 2024 e contesta la successiva cancellazione del presidio fisso. Petrolo definisce «vergognosa» la scelta di sostituire l’Emodinamica stabile con un servizio itinerante e chiede perché, se il problema è l’assenza di una sala attrezzata, non si sia provveduto a realizzarla nei due anni trascorsi dalla precedente programmazione. Il segretario provinciale sollecita quindi ad assumere «una posizione politica chiara e netta» e propone una mobilitazione fino alla modifica della delibera 400: «Bisogna preparare un documento unitario e mettere in campo una grande manifestazione di protesta, con un presidio permanente alla Cittadella regionale».
Marasco: «Non un esperimento sulla pelle dei vibonesi, ma un servizio stabile H24»
Anche il sindaco di Nicotera Giuseppe Marasco parla di «ennesima penalizzazione» per il territorio. Ricorda che pochi mesi fa, durante la presentazione del nuovo Atto aziendale dell’Asp, l’attivazione di un’Emodinamica stabile allo Jazzolino era stata indicata come un obiettivo concreto, mentre la nuova delibera prevede per Vibo una seconda fase, dopo la predisposizione delle sale dedicate. «Di quale tempestività stiamo parlando?», domanda Marasco, che chiede al presidente della Regione Roberto Occhiuto di inserire da subito Vibo tra gli ospedali con un servizio «stabile, accreditato, H24». «Non chiediamo un privilegio, chiediamo parità di diritti. Non chiediamo un esperimento unico in Italia sulla pelle dei vibonesi, chiediamo una sanità moderna, efficiente e giusta».
Madeo: «Perché cancellare Vibo e Corigliano Rossano? Pronta un’interrogazione»
Contro le scelte regionali interviene anche Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, che mette sullo stesso piano i casi di Vibo Valentia e Corigliano Rossano. «La cancellazione dell’Emodinamica è la conferma di una riorganizzazione sanitaria che si fa bella sulla carta ma non tiene conto delle reali esigenze dei territori», sostiene. Madeo annuncia un’interrogazione al presidente e alla Giunta regionale per chiedere conto delle ragioni che hanno portato a eliminare servizi già previsti nella precedente programmazione. Il nodo, ribadisce, è quello delle patologie tempo-dipendenti, per le quali la rapidità di intervento è decisiva. «Depennare un servizio che avrebbe garantito una speranza di salvezza a un grande bacino di cittadini non solo non ha alcun senso, ma nega di fatto il diritto alla salute di molti calabresi». E chiude sollevando anche un dubbio politico: la scomparsa dell’Emodinamica riguarda «città amministrate dal centrosinistra. Una casualità? Mi voglio augurare».