Emodinamica a Vibo, Città Attiva e Comitato San Bruno contro il modello “itinerante”: «Serve un servizio stabile H24»
Alla vigilia della Conferenza dei sindaci le due realtà chiedono di bocciare l’ipotesi delle équipe mobili e di sollecitare la Regione a ripristinare quanto previsto dalla precedente programmazione: una struttura ospedaliera permanente con personale dedicato e operatività continua per il trattamento delle sindromi coronariche acute
Alla vigilia della Conferenza dei sindaci del Vibonese, convocata per domani 17 agosto, torna ad alzarsi il livello dello scontro sul futuro dell’Emodinamica all’ospedale Jazzolino. L’Osservatorio civico Città Attiva e il Comitato San Bruno chiedono ai primi cittadini di assumere una posizione unitaria e di sollecitare la Regione Calabria affinché venga ripristinata la previsione di un servizio stabile di Emodinamica a Vibo Valentia, superando l’ipotesi delle équipe itineranti che invece rappresenta il punto di partenza della proposta destinata ad approdare domani sul tavolo della Conferenza.
La presa di posizione arriva attraverso una nota indirizzata al sindaco di Mileto e presidente della Conferenza Salvatore Fortunato Giordano, e per conoscenza al commissario straordinario dell’Asp Angelo Vittorio Sestito. Le due realtà richiamano l’attenzione sulla «mancata conferma dell’Emodinamica presso l’ospedale Jazzolino», che – sostengono – era prevista dalla precedente programmazione della rete ospedaliera e destinata all’inserimento nella Rete per il trattamento delle Sindromi coronariche acute.
La Conferenza dei sindaci e la proposta sul tavolo
La riunione è stata convocata d’urgenza da Giordano nella sala consiliare del Comune di Vibo Valentia, con prima convocazione alle 9 e seconda alle 10. Due i temi all’ordine del giorno: la realizzazione del canile provinciale finanziato dalla Regione con 1,2 milioni di euro e, appunto, l’Emodinamica dello Jazzolino.
Sul secondo punto, la proposta predisposta per la Conferenza parte dalla nuova impostazione regionale. La delibera di Giunta numero 400 del 21 luglio 2026 ha infatti dato indirizzo al Dipartimento Salute per lo sviluppo di un modello basato su protocolli condivisi con i centri Hub e sull’impiego di équipe itineranti di Emodinamica. Per Vibo la proposta individua come possibile sede una sala dell’ex blocco operatorio di Ortopedia, al piano terra dello Jazzolino, che dovrebbe essere ristrutturata e adeguata prima di chiedere l’inserimento dell’ospedale nel sistema delle équipe mobili.
Una soluzione che Città Attiva e Comitato San Bruno contestano apertamente. «La scelta di sostituire una struttura stabile con un modello di Emodinamica itinerante desta forti perplessità», scrivono, sottolineando come nel trattamento dell’infarto la rapidità dell’intervento sia determinante e come, a loro giudizio, una modalità itinerante non possa essere considerata equivalente a «un servizio organizzato, con personale dedicato e operatività 24 ore su 24, 7 giorni su 7».
«Il territorio vibonese penalizzato dai tempi di trasferimento»
Al centro delle preoccupazioni c’è anche la particolare conformazione geografica della provincia e la rete dei collegamenti, fattori che possono incidere sui tempi necessari per raggiungere altri presidi ospedalieri. Per questo, sostengono le associazioni, un’Emodinamica stabile rappresenterebbe una fondamentale esigenza di sicurezza e tutela della salute pubblica.
La questione era già emersa nelle scorse settimane, quando proprio Città Attiva e Comitato San Bruno avevano contestato il mancato inserimento dello Jazzolino nella rete regionale per la Sindrome coronarica acuta e chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei sindaci. Giordano aveva successivamente distinto la possibilità di un’Emodinamica H24 dedicata alle emergenze dal modello applicabile a un ospedale Spoke come quello di Vibo, richiamando il quadro normativo nazionale e la possibilità di sviluppare sul territorio attività attraverso équipe itineranti.
È proprio su questo passaggio che oggi emerge una divergenza sostanziale. Mentre la proposta destinata alla Conferenza punta a creare allo Jazzolino le condizioni strutturali necessarie per entrare nel modello itinerante regionale, le associazioni chiedono ai sindaci di andare oltre e rivendicare una soluzione permanente.
Le quattro richieste alla Regione
Nel documento firmato dalla presidente di Città Attiva Daniela Primerano e dal presidente del Comitato San Bruno Rocco La Rizza vengono indicate quattro richieste precise: ripristinare la previsione dell’Emodinamica allo Jazzolino, superare il modello itinerante come soluzione sostitutiva, fissare un cronoprogramma vincolante per la realizzazione e l’attivazione del servizio e garantire una struttura stabile e operativa H24.
L’appello finale è rivolto direttamente ai sindaci, chiamati secondo le due associazioni a «far sentire con una voce unica la posizione del territorio» e a chiedere alla Regione di correggere le scelte che hanno determinato il venir meno della previsione dell’Emodinamica al Jazzolino. Il riferimento indicato nella nota è il Dca numero 78 del 2024, rispetto al quale viene chiesto il ripristino della precedente programmazione per assicurare ai cittadini vibonesi «pari accesso alle cure salvavita».