Emergenza dialisi nel Vibonese, l’ultimatum di Città Attiva: «Basta soluzioni tampone, servono assunzioni stabili». Scatta la diffida
L’Osservatorio Civico denuncia la grave carenza di specialisti nella rete di Nefrologia e Dialisi e chiede un piano urgente di assunzioni, la riattivazione dei posti letto allo Jazzolino e risposte entro 15 giorni
L’Osservatorio Civico Città Attiva torna a puntare i riflettori sulla sanità vibonese e, questa volta, lo fa con una diffida formale indirizzata all’Asp di Vibo Valentia, ad Azienda Zero e alla Regione Calabria. Al centro dell’iniziativa, sottoscritta dalle referenti Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, c’è la situazione della Nefrologia e Dialisi provinciale, definita «gravemente carente di personale medico, tale da rendere difficoltosa la regolare e continuativa erogazione delle prestazioni» e non più sostenibile con soluzioni temporanee.
Secondo l’Osservatorio, la rete nefrologica e dialitica del Vibonese sta vivendo una fase di forte fragilità, caratterizzata da difficoltà nella copertura dei turni, trasferimenti di pazienti tra diverse sedi e ricorso a incarichi libero-professionali per garantire il servizio. Nei giorni scorsi, come documentato da IlVibonese.it, dopo Nicotera i disagi per i pazienti avevano riguardato anche l’ospedale di Tropea.
«La carenza di specialisti è stata riconosciuta dalla stessa Asp»
Nel documento, Città Attiva ricorda che la stessa Asp di Vibo Valentia ha ammesso la carenza di nefrologi, ricorrendo negli ultimi mesi a professionisti esterni «con incarichi temporanei» per assicurare la continuità assistenziale.
Eppure, nonostante le conclamate criticità, sottolineano le referenti del Comitato, Azienda Zero, nell’ambito della procedura regionale di reclutamento dei dirigenti medici di Nefrologia, ha destinato soltanto due posti all’Asp di Vibo Valentia: «Non è comprensibile – sostengono – sulla base di quale valutazione tecnico-organizzativa sia stato ritenuto sufficiente un numero così esiguo rispetto alle reali esigenze della rete nefrologica e dialitica provinciale».
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Alla luce dell’allarmante quadro, e della necessità dei pazienti di ricevere cure adeguate, l’Osservatorio sollecita una rivalutazione urgente del fabbisogno di specialisti, ritenendo che la carenza di personale non possa essere affrontata «con incarichi temporanei, professionisti esterni, personale in quiescenza o altre soluzioni emergenziali».
Al contrario, «il territorio vibonese necessita di una programmazione del personale coerente con l'effettiva domanda assistenziale e con la necessità di garantire continuità, sicurezza e prossimità delle cure». Tra le richieste contenute nella diffida figura anche la riattivazione dei posti letto di Nefrologia all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, storicamente presenti nel presidio ma oggi non attivi. L’eventuale riattivazione, infatti, consentirebbe di rafforzare l’offerta assistenziale.
Diffida ad Asp, Azienda Zero e Regione Calabria
L’associazione invita e diffida le tre istituzioni, ciascuna per le proprie competenze, a rendere pubblici i criteri utilizzati per determinare il fabbisogno di nefrologi, ad avviare ulteriori procedure di assunzione a tempo indeterminato e a predisporre un piano complessivo di potenziamento della Nefrologia e Dialisi dell’Asp di Vibo Valentia, comprendente personale medico, posti letto e organizzazione della rete dialitica territoriale.
Al contempo viene inoltre richiesto un riscontro formale e documentato entro 15 giorni, con indicazioni sul numero di specialisti ritenuti necessari, sulle eventuali nuove assunzioni programmate e sui tempi previsti per la riapertura dei posti letto di Nefrologia allo Jazzolino.
In mancanza di un riscontro formale, concreto e documentato entro il termine indicato, assicura l’Osservatorio civico, «ci riserviamo di segnalare la vicenda, senza ulteriore preavviso, alla competente Procura regionale della Corte dei Conti» per la verifica di eventuali profili di danno erariale e di ulteriori responsabilità legate alla gestione delle risorse pubbliche e al ricorso a soluzioni temporanee per carenze strutturali.
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