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02/09/2026 ore 16.48
Sanità

Dialisi saltata a Nicotera, l’Aned attacca Asp di Vibo e Regione. Scarmozzino: «Chi sbaglia va rimosso»

VIDEO – L’Associazione emodializzati denuncia disservizi e carenza di personale: «Sistema al collasso, nel Vibonese solo tre medici per sei turni giornalieri». Il dirigente nazionale: «Da un anno e mezzo chiediamo di essere ascoltati ma nessuno ci risponde».

di Stefano Mandarano

«Registriamo una totale insensibilità da parte di chi regge questo sistema sanitario, che riteniamo sia gestito, tra virgolette, come una “cosa nostra”, perché di fronte agli stessi problemi si prendono provvedimenti diversi da un’Asp all’altra. Vogliamo denunciare questo stato di abbandono e queste lacune che portano alcuni malati davvero sull'orlo della sopravvivenza: parlo dei dializzati abbandonati, come abbiamo visto ieri a Nicotera; parlo dei trapiantati che non trovano aperti gli ambulatori di nefrologia per il follow-up e hanno difficoltà ad accedere anche alle cure normali».

Usa parole forti Pasquale Scarmozzino, dirigente nazionale dell’Aned, l’Associazione emodializzati dialisi e trapianto. Il caso Nicotera è la classica goccia che fa traboccare un vaso - secondo quanto riferito dall’associazione - ormai colmo di disservizi, ritardi e amarezze. I dializzati calabresi si sentono sempre più soli e lasciati in balìa degli eventi se basta l’assenza di un medico a far saltare il sistema e mettere a repentaglio terapie salvavita. Non solo per le sedute mancate (o dirottate come in questo caso verso Tropea, dove una trentina di pazienti sono stati dirottati ieri da Nicotera), ma soprattutto per una carenza di personale che non è più occasionale ma è ormai divenuta sistematica.

«Oggi niente dialisi a Nicotera, il medico è malato»: otto pazienti costretti a cercarsi un passaggio per Tropea

«In Calabria sono previsti 1.850 posti. Nella realtà, nei 37 centri di dialisi, i posti sono 1.550, comunque sufficienti a trattare i pazienti. Il problema però è la carenza di personale medico-infermieristico che si sta registrando continuamente, soprattutto in provincia di Vibo Valentia. Oggi, per fare un esempio, a Serra San Bruno c’è il primario di medicina che sta facendo il nefrologo; a Tropea c’è un medico di medicina generale: voi capite che siamo davvero sull’orlo del fallimento. Si cerca di tamponare con medici in pensione ma il numero non è comunque sufficiente: sono solo tre i medici che ogni giorno devono coprire sei turni di dialisi, due a Vibo, due a Tropea, uno a Serra e uno a Nicotera. A ciascuno toccano quindi due turni».

La denuncia dell’associazione arriva nella conferenza stampa convocata d’urgenza, dopo il caso di Nicotera, davanti all’ospedale Jazzolino di Vibo. Al centro delle rivendicazioni dell’Aned proprio la crisi della nefrologia nel territorio, già oggetto di varie richieste d’incontro con i dirigenti dell’Asp e del dipartimento regionale, rimaste, come da denuncia pubblica, lettera morta.

«Ci sentiamo isolati, abbandonati - prosegue Scarmozzino -. La voce dei malati non viene ascoltata. E io credo che ci siano tutte le condizioni per sostituire i dirigenti, a Catanzaro come a Vibo. È da un anno e mezzo che inseguo il dottore Sestito, senza risposta. Nemmeno dopo lo scandalo di ieri, siamo stati chiamati per avere rassicurazioni» chiosa.

Di più, l’Aned adombra un preciso disegno politico mirato ad indebolire il settore pubblico, favorendo quello privato. «Queste criticità - afferma Scarmozzino - nascono dalla volontà politica di spingere i pazienti verso “terzi”, perché girano troppi soldi in dialisi, questo lo sanno pure le pietre. Un altro errore che i dirigenti pubblici continuano a fare è quello di trattare la dialisi come se fosse un servizio ambulatoriale, dimenticando che il dializzato non è un paziente come gli altri ma è un malato che ha dalle tre alle sei complessità e che necessita di un’assistenza multidisciplinare per le problematiche che porta con sé. Quindi la dialisi non può essere più considerata un’attività ambulatoriale, necessita di assistenza medica continua».

A porre ancora l’accento sull’organico la segretaria regionale dell’Aned Maria Larosa. «Da anni stiamo denunciando la mancanza di personale - afferma -, ovviamente gli ammalati aumentano mentre il personale diminuisce e non è nelle condizioni di coprire i turni. Il dializzato è un paziente molto particolare e fragile e la dialisi è una terapia salvavita, quindi non puoi dire a un paziente che arriva in un centro: “non c'è il medico” e mandarlo altrove come un pacco postale, anche perché la maggior parte di loro non deambula o lo fa con difficoltà».