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14/09/2026 ore 20.45
Sanità

Dialisi a Nicotera, il sindaco Marasco dopo il sit-in: «Situazione vergognosa, ora servono soluzioni durature»

Il nefrologo è tornato e il servizio ha ripreso la piena attività, ma la protesta non si ferma dopo giorni di disagi e trasferimenti. Il primo cittadino rassicura: «Il reparto non chiuderà, ma va potenziato». Poi l’appello ad Azienda Zero per nuove assunzioni e una distribuzione equa degli specialisti

di Redazione

Il nefrologo è tornato in servizio e il centro Dialisi dell’ospedale di Nicotera ha ripreso la piena attività. Ma dopo quasi due settimane di disagi, spostamenti e sedute messe a rischio dalla cronica carenza di specialisti, la protesta dei pazienti non si ferma. E a raccogliere il loro grido d’allarme è ora anche il sindaco Giuseppe Marasco, che dopo il sit-in davanti al presidio ospedaliero parla di una situazione «vergognosa» e chiede interventi strutturali sulla rete nefrologica del Vibonese.

La manifestazione, promossa dall’Aned e partecipata da pazienti, familiari, amministratori e cittadini, si è svolta nonostante il ritorno in servizio del medico la cui assenza aveva mandato in affanno il centro nicoterese. Proprio il rientro del nefrologo aveva consentito nei giorni scorsi la ripresa delle normali attività, ma senza spegnere la protesta per una carenza di personale che continua a rendere precario l’intero sistema.

«Le urla di disagio e disperazione dei partecipanti raccontano di 15 giorni di disagi, in cui i malati sono stati sballottati da una parte all’altra della provincia», afferma Marasco. «È vergognoso. Non possiamo sopportare che la sanità pubblica di un territorio come il nostro non sia in grado di garantire simili servizi».

L’emergenza era esplosa all’inizio di settembre. Il primo settembre, a Nicotera, l’assenza per malattia del medico aveva fatto saltare la seduta programmata e otto pazienti si erano ritrovati a dover raggiungere Tropea, in alcuni casi organizzandosi autonomamente con familiari e conoscenti per il trasporto. Una situazione che aveva immediatamente provocato la reazione dell’Aned.

Pochi giorni dopo, però, anche il centro di Tropea era entrato in difficoltà. Il 4 settembre una decina di dializzati era rimasta in attesa per ore perché non era disponibile il nefrologo. Alcuni pazienti erano arrivati in ospedale dalle 7 del mattino e la protesta aveva richiesto anche l’intervento dei carabinieri. La situazione si era sbloccata solo con l’arrivo di un medico proveniente dall’ospedale di Vibo Valentia.

«Non bastano più le soluzioni tampone»

È proprio il ripetersi di episodi simili a spingere il sindaco di Nicotera a chiedere una programmazione diversa. «Per il futuro è fondamentale trovare soluzioni efficaci e durature – sostiene Marasco – attraverso una programmazione seria che possa garantire assistenza costante ai pazienti, senza creare ulteriori turbamenti a chi è già in una condizione di fragilità».

La carenza di nefrologi riguarda infatti l’intera rete provinciale. Nei giorni dell’emergenza l’Aned aveva denunciato una situazione ormai al limite, con un numero di specialisti insufficiente a coprire stabilmente i servizi di Vibo Valentia, Tropea, Serra San Bruno e Nicotera e il ricorso a soluzioni temporanee per mantenere operative le strutture.

Marasco respinge intanto qualsiasi ipotesi di ridimensionamento del presidio nicoterese. «Il nostro reparto di Dialisi non corre alcun rischio di chiusura. Anzi, ci impegneremo affinché venga potenziato, in modo da rispondere adeguatamente anche alle esigenze dei pazienti provenienti dalla vicina provincia di Reggio».

L’appello ad Azienda Zero

Il sindaco rivolge infine un appello direttamente ad Azienda Zero, chiedendo che le future assunzioni di specialisti siano distribuite tenendo conto delle difficoltà delle singole aziende sanitarie.

«È fondamentale che le nuove assunzioni di specialisti in nefrologia vengano ripartite in modo equo tra tutte le Asp calabresi. Non possiamo più accettare che l’Asp di Vibo Valentia sia la più penalizzata nel panorama sanitario regionale».

Il ritorno del medico a Nicotera ha quindi risolto l’emergenza immediata, ma non il problema che l’ha generata. Ed è proprio questo il messaggio arrivato dal sit-in: una terapia salvavita come la dialisi non può dipendere, di volta in volta, dalla disponibilità di un singolo specialista o da spostamenti organizzati in emergenza verso altri ospedali.