Da Milano a Briatico ogni estate, poi il malore della madre 88enne: «Allo Jazzolino cure eccellenti e tanta umanità. Grazie»
L’anziana, colpita da un'emorragia cerebrale, è stata ricoverata nel reparto di Neurologia e Stroke Unit dell'ospedale di Vibo Valentia. La famiglia elogia il primario Galati e tutto il personale sanitario: «Da sempre adoriamo il Vibonese, ora il nostro legame è ancora più forte»
Per tanti anni hanno scelto la Calabria come meta delle loro vacanze. Nessun legame di famiglia, nessun ritorno alle origini. Eppure questa terra, troppo spesso raccontata oltre i confini regionali attraverso la cronaca e le tragedie, li ha conquistati con il calore delle persone e il senso di accoglienza.
Oggi, quella stessa Calabria che li ha ospitati per trascorrere giornate di mare e di sole, ha ricambiato quell’affetto nel momento più difficile, tendendo loro la mano come farebbe un amico.
Protagonista della vicenda è una famiglia milanese in vacanza a Briatico, lungo la Costa degli Dei. Un’improvvisa emorragia cerebrale ha colpito l’anziana madre, di 88 anni, che è stata ricoverata all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Nel reparto di Uoc Neurologia e Stroke Unit la donna ha ricevuto tutte le cure e l’assistenza necessarie.
Il ringraziamento ai medici dello Jazzolino
Sono proprio i familiari a voler esprimere pubblicamente il loro ringraziamento al personale dell’ospedale cittadino.
«È stata curata benissimo – racconta la figlia della paziente – e ci teniamo a sottolineare la professionalità e l’umanità di tutto il personale, dal primario dottor Galati a tutti i medici del reparto, agli infermieri e agli operatori sanitari».
Parole che rappresentano un segnale positivo in un contesto, quello della sanità vibonese, spesso al centro di criticità e carenze strutturali. «Il reparto di Neurologia è una vera eccellenza, gestito con grande professionalità, rigore e tanta umanità», aggiunge la famiglia.
Un legame con la Calabria diventato ancora più forte
Per la famiglia milanese è stato un epilogo rassicurante dopo ore di grande paura, in una terra che negli anni è diventata una seconda casa.
«Erano gli anni Settanta – ricorda la figlia – quando mio padre, su consiglio di un conoscente, decise di trascorrere le vacanze in Calabria. Gli avevano promesso un mare meraviglioso, e così è stato».
Da allora quel rapporto non si è più interrotto. «Mio padre si è innamorato della Calabria al punto da acquistare qui una casa per le vacanze, pur essendo milanese al cento per cento e senza alcun legame con questa regione». Un legame che, dopo l’esperienza vissuta allo Jazzolino, oggi si è rafforzato ancora di più.