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06/07/2026 ore 16.18
Sanità

«Che fine ha fatto il bando per anestesisti?», i comitati di Vibo chiedono gli atti ma non li ottengono e paventano il ricorso all’Anac

La richiesta nasce dai dubbi sull'esito della procedura avviata dall'Asp in un settore strategico per gli ospedali vibonesi. Al centro dell'iniziativa il rispetto degli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa

di Redazione

La carenza di anestesisti e rianimatori nell’Asp di Vibo Valentia torna al centro del dibattito pubblico. Questa volta non per un nuovo bando o per l’ennesima emergenza organizzativa, ma per una richiesta di trasparenza che, secondo i promotori, sarebbe rimasta senza risposta nei termini previsti dalla legge.

L’Osservatorio Civico Città Attiva, rappresentato dagli avvocati Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, insieme a Rocco La Rizza del Comitato San Bruno, ha infatti presentato un’istanza di riesame dopo il mancato riscontro a un accesso civico generalizzato rivolto all’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia e ad Azienda Zero.

La richiesta, avanzata ai sensi del decreto legislativo 33 del 2013, riguardava l’elenco dei medici specialisti in Anestesia e Rianimazione che avevano presentato domanda di partecipazione al bando indetto dall’Azienda. Una procedura che, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe registrato 16 candidature, senza però tradursi in assunzioni effettive.

Il nodo delle mancate assunzioni

Un punto ritenuto particolarmente rilevante dai firmatari, perché si inserisce in un quadro già segnato dalla cronica carenza di anestesisti e rianimatori nel sistema sanitario provinciale. Una mancanza di personale che continua ad avere ricadute sull’organizzazione dei servizi ospedalieri e, più in generale, sulla capacità del territorio di garantire risposte sanitarie adeguate ai cittadini.

Secondo l’Osservatorio Civico Città Attiva e il Comitato San Bruno, il mancato riscontro all’accesso civico generalizzato rappresenterebbe «una grave violazione dei principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione». La normativa, ricordano i promotori dell’iniziativa, prevede che le amministrazioni rispondano entro trenta giorni, consentendo ai cittadini di esercitare un controllo diffuso sulle scelte amministrative e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Da qui gli interrogativi posti nella nota: per quali ragioni la procedura non avrebbe consentito di colmare una delle più gravi carenze di personale dell’Asp vibonese? E perché, a fronte di 16 candidature, non sarebbero maturati risultati concreti sul piano delle assunzioni?

«La trasparenza non può essere interpretata come una concessione discrezionale dell’amministrazione, ma rappresenta un preciso obbligo di legge e uno strumento fondamentale per garantire legalità, imparzialità e fiducia nelle istituzioni», scrivono i firmatari.

L’istanza di riesame

Con l’istanza di riesame, i promotori chiedono quindi al responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Asp di Vibo Valentia e di Azienda Zero di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa sull’accesso civico generalizzato, trasmettendo la documentazione richiesta e chiarendo gli esiti della procedura.

In caso contrario, annunciano la possibilità di valutare ulteriori iniziative previste dall’ordinamento per tutelare il diritto di accesso e garantire il rispetto dei principi di trasparenza amministrativa. Tra queste, viene indicata anche l’eventuale segnalazione all’Anac e agli altri organi competenti.

Il tema, sottolineano ancora Osservatorio Civico Città Attiva e Comitato San Bruno, non riguarda soltanto un adempimento formale, ma investe direttamente il funzionamento della sanità pubblica in provincia di Vibo Valentia. «La sanità pubblica non può permettersi opacità - concludono -, soprattutto quando sono in gioco il reclutamento di personale indispensabile e il diritto dei cittadini a conoscere come vengono assunte decisioni che incidono direttamente sull’efficienza dei servizi sanitari».