Casa della Carità di Vibo ancora senza pagamenti dall’Asp: «Situazione sempre più critica, assistenza a rischio»
VIDEO | La Fondazione richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche che potrebbero compromettere cure e progetti come la “terapia sospesa”. Preoccupati anche i 45 dipendenti
I ritardi nei pagamenti delle prestazioni convenzionate tornano a mettere in difficoltà una delle principali realtà assistenziali del Vibonese. La Casa della Carità di Vibo Valentia, struttura impegnata nell’assistenza e nei percorsi terapeutici dedicati alle persone con disabilità, denuncia una situazione economica sempre più complessa legata ai mancati trasferimenti da parte del sistema sanitario pubblico per le attività svolte nei primi cinque mesi del 2026.
Una criticità che rischia di incidere direttamente sulla continuità dei servizi garantiti agli utenti e sulla tenuta occupazionale della struttura. A seguire con preoccupazione l’evolversi della vicenda sono anche i 45 dipendenti della Fondazione, mentre resta alta l’attenzione sulle possibili conseguenze che potrebbero interessare le terapie e le attività riabilitative assicurate quotidianamente ai pazienti.
La Casa della Carità aveva già manifestato pubblicamente il proprio disagio nei mesi scorsi, partecipando per la prima volta nella sua storia ad una protesta davanti all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia insieme ad altre realtà del territorio che chiedevano interventi immediati all’Asp provinciale. Una mobilitazione nata per sollecitare risposte sui ritardi amministrativi e sulle difficoltà che coinvolgono le strutture convenzionate.
Vibo, pagamenti alla Casa della Carità fermi e rischio chiusura: «In 60 anni mai visto nulla di simile»Secondo la Fondazione, il cambio ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale non avrebbe prodotto, almeno finora, effetti concreti sulla vicenda. Nel corso degli anni la Casa della Carità è diventata un punto di riferimento per numerose famiglie della provincia di Vibo Valentia e non solo, offrendo assistenza sanitaria e percorsi riabilitativi.
Il direttore della Fondazione, Giuseppe Lo Gatto, richiama l’attenzione sulla necessità di garantire continuità ai servizi: «Qualora questa situazione dovesse permanere e non riuscissimo più ad assicurare gli stipendi ai nostri dipendenti e, di conseguenza, i servizi agli utenti, il passo successivo potrebbe essere quello di chiedere conto all’Azienda sanitaria provinciale, se le prospettive sono quelle di voler continuare a rendere questo nostro servizio, perché questa struttura ha come finalità unica quella di accogliere le necessità a cui dare risposta».
Tra le iniziative portate avanti dalla struttura c’è anche il progetto della “terapia sospesa”, pensato per consentire l’accesso alle cure riabilitative anche alle famiglie in difficoltà economica. Un’attività sostenuta attraverso donazioni e contributi volontari che consente, in particolare a molti bambini, di proseguire i percorsi terapeutici.
L’eventuale interruzione delle attività della Casa della Carità rappresenterebbe una perdita significativa non solo sul piano sanitario, ma anche sotto il profilo sociale, considerando il ruolo importante che la struttura svolge da settanta anni sul territorio vibonese e regionale.