Attive le Case della comunità del Vibonese, Sestito (Asp): «Siamo partiti, personale in servizio. Sanità di serie B? No, una rivoluzione»
Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale annuncia il completamento delle procedure e l’avvio delle strutture di Nicotera, Filadelfia, Mileto, Soriano e Serra già popolate da medici e infermieri. In arrivo anche un sesto presidio “sperimentale” a Vibo: «Ecco a cosa servirà»
Sono state completate le procedure per l’attivazione delle Case della comunità nel territorio vibonese. Ad annunciarlo è Vittorio Sestito, commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, che rivendica il raggiungimento di uno degli obiettivi fissati nell’ambito della riorganizzazione della sanità territoriale. Le cinque strutture previste nel Vibonese (Nicotera, Filadelfia, Mileto, Soriano e Serra San Bruno) più una sesta “sperimentale” di Vibo Valentia, sono già operative, con una prima dotazione di personale e con l’avvio dei turni di medici di medicina generale, pediatri, specialisti ambulatoriali e infermieri. «Siamo particolarmente contenti a Vibo - afferma Sestito - perché siamo riusciti a completare tutti gli adempimenti per l’attivazione delle Case della comunità grazie al lavoro svolto nelle ultime settimane sul fronte dell’organizzazione interna e del personale». L’allusione è all’accordo con i medici di medicina generale e con i pediatri, già inseriti nei turni a partire da questa settimana. Anche gli specialisti ambulatoriali sono stati ricollocati all’interno delle Case della comunità, con slot già assegnati nelle nuove sedi. «Inoltre, abbiamo già un numero ridotto, ma comunque sufficiente, di infermieri che prenderanno servizio all’interno delle strutture».
Case della Comunità, firmato l’accordo tra Asp di Vibo, medici di base e pediatri per l’assistenza territorialeAttivi anche i due ospedali di comunità
Il lavoro dell’Asp ha riguardato anche i due ospedali di comunità. Pur non essendoci ancora pazienti ricoverati, l’Azienda sanitaria ha dovuto dimostrare al ministero, attraverso le verifiche previste, l’avvenuta attivazione dei presidi. Anche in questo caso, spiega Sestito, sono stati individuati medici e infermieri.
Un punto centrale resta quello del personale. Per gli infermieri, l’Asp ha ottenuto da Azienda Zero l’autorizzazione a procedere con un bando autonomo a tempo determinato della durata di nove mesi, in attesa del concorso a tempo indeterminato portato avanti a livello regionale. La risposta, secondo quanto riferito da Sestito, è stata molto ampia: «Hanno partecipato all’avviso per gli infermieri più di mille professionisti. Azienda Zero sta portando avanti il concorso a tempo indeterminato, ma non c’erano i tempi per aspettare quella procedura. Abbiamo avuto l’autorizzazione a fare un bando autonomo e il riscontro è stato fortissimo». La selezione dovrebbe partire a stretto giro, con l’obiettivo di rafforzare la dotazione organica delle nuove strutture territoriali.
Asp di Vibo, procedura urgente per assumere 60 infermieri in attesa dei concorsi regionaliA Vibo una sesta Casa della comunità sperimentale
Oltre alle cinque Case della comunità già previste, nel Vibonese è in programma anche una sesta struttura. Sestito parla di una sorta di “overbooking” positivo, frutto dell’intesa con Moderata Durant, destinata a portare all’attivazione di una Casa della comunità aggiuntiva a Vibo Valentia.
«Quella di Vibo è sperimentale - spiega Sestito - finalizzata a ottimizzare l’integrazione tra Casa della comunità e ospedale. Non un’integrazione soltanto come definita dal Dm 77, ma un’integrazione reale: l’ospedale che dà supporto alla Casa e la Casa che dà supporto all’ospedale».
Nelle intenzioni dell’Asp, la struttura vibonese dovrà funzionare come una sorta di piccolo spoke dell’ospedale, capace di intercettare i bisogni dei cittadini e di orientare i percorsi assistenziali.
«Non sono strutture di serie B»
Il commissario straordinario dell’Asp respinge l’idea che le Case della comunità possano essere percepite come luoghi secondari, pensati soltanto per alleggerire il pronto soccorso. Al contrario, nelle intenzioni dell’Azienda sanitaria dovranno diventare il punto più adeguato per la presa in carico dei bisogni sanitari e per l’accesso ai servizi territoriali.
«La Casa della comunità non è un posto di serie B o di serie C dove il cittadino si reca per decongestionare i nosocomi - chiarisce il commissario -. È il posto più adeguato dove può avere una risposta dei servizi e una presa in carico». Saranno poi i professionisti presenti nelle strutture a valutare, di volta in volta, quando sarà necessario il passaggio verso l’ospedale.
A sostenere questo cambio di approccio c’è anche il percorso avviato con Agenas, che nelle scorse settimane ha partecipato a Vibo a due giornate di confronto dedicate proprio al nuovo modello organizzativo.
Case della Comunità, l’Asp di Vibo promuove due giornate di formazione per tarare la nuova sanità territoriale«La Casa non è soltanto un contenitore di silos o di singoli professionisti - rimarca Sestito -. Deve raggiungere il concetto di équipe, con professionisti che cominciano a lavorare insieme». Il commissario richiama quindi l’incontro organizzato a Vibo, alla presenza di numerosi operatori sanitari: «La grande partecipazione ha dato il segnale che questi professionisti vogliono davvero lavorare insieme».