Antonio Battistini può tornare all’Asp di Vibo, Ali di Vibonesità: «Tutti conoscono il bilancio del precedente mandato»
L’associazione critica l’ipotesi e lancia un appello al presidente della conferenza dei sindaci Fortunato Giordano e al sindaco del capoluogo Enzo Romeo affinchè venga scelto un manager locale: «Basta con il clientelismo spietato, la nostra sanità è in ginocchio»
L’ipotesi di un ritorno di Antonio Battistini alla guida dell’Asp di Vibo Valentia comincia a farsi strada negli ambienti della sanità calabrese. Per il generale si tratterebbe di un ritorno dopo l’esperienza iniziata nel giugno del 2023 e terminata nell’autunno del 2024 con lo scioglimento dell’Azienda sanitaria per infiltrazioni mafiose. Oggi Battistini guida l’Asp di Catanzaro, ma il suo incarico è destinato a concludersi con il ritorno dell’ente alla gestione ordinaria. Una circostanza che potrebbe aprire la strada a un avvicendamento con l’attuale commissario vibonese Angelo Vittorio Sestito.
Si fa strada il ritorno del generale Battistini alla guida dell’Asp di Vibo: possibile passaggio di consegne con Sestito prima del 22 settembreUno scenario che non piace ad Ali di Vibonesità, che interviene con una nota dai toni molto critici e invita i cittadini a «tirare fuori gli artigli» per difendere con maggiore consapevolezza il diritto alla salute.
«Il generale Antonio Battistini, andando via qualche tempo fa, non avrebbe lasciato alcun rimpianto», sostiene Ali di Vibonesità, ricordando come, dopo aver perso la guida dell’Asp vibonese, il manager sia rimasto «nelle grazie del presidente della Regione Calabria», Roberto Occhiuto, che lo ha poi voluto alla guida dell’Asp di Catanzaro.
«Vibo Valentia – prosegue l’associazione – chiede a Roberto Occhiuto la nomina di un manager che conosca adeguatamente la mappa delle problematiche che l’avvilisce da decenni e che non perda molto tempo a ridisegnare il reale fabbisogno ospedaliero e territoriale».
Il punto, secondo Ali di Vibonesità, è anche quello dei tempi necessari a chi arriva dall’esterno per comprendere una realtà complessa come quella dell’Asp: «Chi arriva a Palazzo ex Inam impiega un bel po’ di tempo per capire dove è seduto e da dove deve iniziare per realizzare un progetto della sanità che funziona».
Da qui l’appello rivolto al presidente della Conferenza dei sindaci Fortunato Giordano e al sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, chiamati dall’associazione a sostenere «una competente nomina locale». La posizione espressa nella nota diventa poi apertamente politica: «Basta con il clientelismo spietato. Non è accettabile tollerare scelte dovute a “doveri romani” di Roberto Occhiuto verso big della politica».
Parole che rappresentano la valutazione dell’associazione e che accompagnano il timore che il possibile ritorno di Battistini possa ormai rappresentare una delle ipotesi più concrete sul tavolo. «Qualunque possa essere la motivazione – si legge nella nota – sta di fatto che il generale Antonio Battistini è candidato a ricoprire la scottante prima poltrona degli uffici di Palazzo ex Inam». Da qui anche una domanda indirizzata direttamente alla politica locale: «Al cospetto di questa ennesima impennata di Roberto Occhiuto, la politica vibonese come la valuterà?».
Ali di Vibonesità torna inoltre a sollevare una questione già più volte posta in passato: la possibilità di affidarsi a figure professionali del territorio. «Perché Roberto Occhiuto non si pone seriamente una valutazione che sta molto a cuore al cittadino vibonese?», si domanda l’associazione, richiamando le «accreditate esperienze di molti giovani e meno giovani manager vibonesi, dotati di certificata capacità politico-amministrativa e gestionale in materia di sanità».
Nel mirino finisce anche il rapporto tra la Regione e il territorio. Per Ali di Vibonesità, sulla «drammatica condizione» della sanità ospedaliera locale pesa anche il fatto che Occhiuto non abbia mai visitato l’ospedale Jazzolino. Una presenza che l’associazione considera importante per conoscere direttamente una struttura da tempo alle prese con difficoltà e carenze: «Non è mai stato facile conoscere realmente lo stato di salute dello “Jazzolino” per chiunque lo abbia preceduto, capire e interpretare in tempi brevi il reale motivo dei tanti disagi presenti».
Secondo l’associazione, un suo nuovo insediamento «non potrebbe essere salutato a furor di popolo», alla luce di quella che viene definita una «modesta attività trascorsa al servizio di uno dei territori più mal messi» sul fronte sanitario.
Ali di Vibonesità richiama inoltre le difficoltà che, negli anni, avrebbero segnato i rapporti tra la Regione e i commissari chiamati a guidare l’Asp. «Spesso il rapporto tra Regione e commissario di turno non si è rivelato idilliaco», osserva l’associazione, secondo cui parte di queste dinamiche sarebbe rimasta lontana dal dibattito pubblico.
Il risultato, sostiene la nota, è una crescente esasperazione della comunità: «Vibo Valentia e il suo vasto territorio sono stanchi di assistere a questa sempre più incomprensibile e totale indifferenza. Ogni giorno c’è un disagio per ricordare che la sanità vibonese è in ginocchio. La cultura delle chiacchiere è sempre più imperante e diffonde malcontento ed esasperazione».
Da qui l’ultimo appello ai cittadini, chiamati a una partecipazione più attiva nella difesa dei servizi sanitari. Per Ali di Vibonesità «è già tempo che il cittadino scenda in campo in maniera più consistente e concreta rispetto a quanto avviene oggi» e utilizzi «l’arma del libero confronto per pretendere rispetto prima che sia troppo tardi».