Sezioni
27/01/2026 ore 10.57
Sanità

Aggressione al Pronto soccorso di Tropea, il Sindacato medici italiani: «Garantire la sicurezza degli operatori»

I vertici della sigla sindacale di cui la dottoressa aggredita Alessia Piperno (118) è delegato provinciale sollecitano con una missiva i commissari dell’Asp di Vibo e il prefetto: «Occorre una rinnovata capacità di programmazione per la gestione della tempistica di accesso e presa in carico dei pazienti»

di Redazione

Il Sindacato medici italiani della Calabria ha scritto una lettera al prefetto di Vibo Valentia e ai commissari dell’Asp per denunciare il clima d’intimidazione e di violenza contro i medici e sanitari. Con la missiva viene espressa al contempo la piena solidarietà alla dottoressa Alessia Piperno, delegata vibonese dello Smi, che pochi giorni fa, in servizio al Pronto soccorso di Tropea, ha subito un tentativo di aggressione da parte di un dipendente dell'ospedale parente di una paziente.

Tropea, minacciato e aggredito il medico del 118 Alessia Piperno: «Arrivo e ti squarto con le mie mani»

«Siamo sempre più convinti – fanno presente il presidente nazionale emerito Cosmo De Matteis e il segretario regionale Iemboli - che bisogna impegnarsi nella società per ristabilire un nuovo patto di rispetto reciproco tra utenza e pazienti, personale sanitario e istituzioni. Per questo occorre una rinnovata capacità di programmazione per la gestione della tempistica di accesso e presa in carico dei pazienti.

Per realizzare queste condizioni riteniamo indispensabile un forte rilancio della medicina del territorio e la piena valorizzazione della medicina generale, nonché di quella ospedaliera, garantendo la capillarità dei servizi su tutto il territorio, implementando gli organici e assicurando stipendi ai medici italiani in media con quelli degli altri paesi europei».

Il sindacato sollecita per il territorio vibonese «misure di urgenti finalizzate a prevenire la violenza contro i medici e i sanitari. Occorre un intervento urgente dei commissari dell’Asp di Vibo Valentia con iniziative ad hoc (video sorveglianza, guardie giurate nei presidi medici) per contrastare i fattori di rischio responsabili di atti di violenza diretti contro gli esercenti le professioni sanitarie».