10 anni di Avis Mileto, la storia di Dorotea salva grazie al trapianto di midollo donato dal padre: «Ora studio per diventare un buon medico»
VIDEO | Nel corso dei festeggiamenti per il compleanno dell’associazione, la testimonianza della 22enne di Paravati oggi studentessa di Medicina: «La donazione è importantissima». Il già direttore del Centro trapianti del Gom di Reggio: «Non lasciamo ad altri il compito di decidere per noi quando non ci saremo più, scegliamo già da ora»
La sua vita è cambiata a dodici anni, quando una leucemia mieloide acuta l'ha costretta ad affrontare un lungo percorso di cure culminato con un trapianto di midollo osseo. A donarle una nuova possibilità è stato il padre. Dieci anni dopo, Dorotea Vangeli, 22 anni, di Paravati, ha raccontato la propria esperienza nel corso dell'evento “Nessuno si salva da solo, 10 anni di dono e speranza”, organizzato per celebrare il decimo anniversario dell'Avis comunale di Mileto.
L'incontro si è svolto all'interno del santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati ed è stato moderato dal giornalista Vincenzo Varone.
«Ho ricevuto il midollo osseo perché ero affetta da una leucemia mieloide acuta e mio padre è stato il mio donatore», ha raccontato Dorotea, ricordando il periodo della malattia iniziato quando aveva appena dodici anni. Prima il ricovero all'ospedale di Cosenza, poi il trasferimento all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Tra i ricordi più vivi di quei mesi, la vicinanza della famiglia e il sostegno ricevuto durante il percorso di cura.
Screening gratuiti a Pizzo, grande adesione alla giornata di prevenzione promossa da Sole di SperanzaOggi Dorotea sta bene e si sottopone a controlli annuali. Un'esperienza che ha inciso profondamente sul suo percorso personale e professionale. «Adesso studio Medicina, sono al terzo anno. È stata proprio questa esperienza a spingermi verso questa scelta. Spero di diventare un buon medico e aiutare le persone».
Ha poi rivolto un appello alla donazione. «È importantissima non solo quella del midollo osseo, ma anche del sangue, delle piastrine e di tutto ciò che può contribuire a salvare la vita di chi si trova in un momento di difficoltà».
A tracciare un bilancio dei primi dieci anni di attività dell'associazione è stato il presidente dell'Avis comunale di Mileto, Domenico Pontoriero. «È un traguardo che racchiude il lavoro svolto fin dall'inizio della nostra attività», ha affermato. «Negli anni si sono avvicinati all'Avis comunale di Mileto più di 800 donatori. Continuiamo a promuovere la cultura del dono e a sensibilizzare soprattutto i giovani, che rappresentano il futuro delle donazioni».
Nel corso dell'incontro è intervenuto anche Pellegrino Mancini, già direttore dell'Unità operativa complessa del Centro regionale trapianti del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, che ha rivolto un messaggio alle famiglie chiamate a esprimersi sulla donazione degli organi dopo la morte di un proprio caro. «Non bisogna lasciare ad altri il compito di decidere per noi quando non ci saremo più», ha affermato, invitando i cittadini a manifestare in vita la propria volontà sulla donazione.
Insieme nel segno della solidarietà, a Vibo successo per la raccolta di sangue alla Scuola Allievi di PoliziaA chiudere la giornata è stato Aldo Angilleri, vicepresidente Avis provinciale Vibo Valentia e consigliere dell'Avis comunale di Mileto, tra i fondatori dell'associazione. «In questi dieci anni siamo cresciuti molto e abbiamo coinvolto tanti giovani nel mondo dell'Avis e delle donazioni. Oggi celebriamo questo anniversario con la consapevolezza del percorso compiuto e con l'obiettivo di proseguire ancora per molti anni».