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28/11/2025 ore 12.52
Salute

Ospedale di Serra «solo sulla carta». La rabbia del Comitato San Bruno: «La nostra salute non è negoziabile»

Reparti funzionanti a singhiozzo, servizi assorbiti, strutture non attivate: il nosocomio montano ha subito un progressivo depauperamento. Il sodalizio chiama in causa Governo, Regione e Asp: «Trattati come area sacrificabile. Inaccettabile»

di G. D'A.

«Un ospedale di zona disagiata solo sulla carta». La battaglia del Comitato San Bruno a difesa dell’ospedale di Serra prosegue. Proprio in queste ore il sodalizio ha sollecitato, tramite una lettera, l’intervento del governo e delle massime istituzioni. Tramite una pec inviata al ministro della salute Orazio Schillaci, al premier Meloni, al presidente Mattarella, al governatore Occhiuto, al sottosegretario Wanda Ferro e al deputato Giuseppe Mangialavori, il Comitato denuncia il progressivo depauperamento dei servizi sanitari offerti dal nosocomio montano e chiama in causa Governo e Regione: «Il decreto ministeriale 70 è ancora valido o i nostri diritti sono stati cancellati?».

Entrando nel dettaglio, il sodalizio sollecita chiarimenti «sulla reale volontà delle istituzioni di garantire il ruolo dell’Ospedale di Serra San Bruno come ospedale di zona particolarmente disagiata. Contestualmente – si rende noto - il Comitato ha informato le principali testate giornalistiche nazionali e il mondo dell’informazione, affinché la vicenda non resti confinata nel silenzio e nell’isolamento di un’area interna».

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«Un ospedale di zona disagiata solo sulla carta»

Nella pec inviata alle istituzioni, il Comitato denuncia:

Alla luce di ciò i membri del sodalizio si chiedono: «Il d.m. 70/2015 è ancora in vigore e vincolante oppure le sue tutele sono state di fatto ignorate per il territorio delle Serre? Se il D.M. 70 è valido, la situazione attuale rappresenta una violazione evidente degli standard minimi di sicurezza che un ospedale di zona particolarmente disagiata deve garantire. Se, al contrario, è stato superato nei fatti o nelle intenzioni, i cittadini hanno diritto di saperlo chiaramente».

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Cosa chiede il Comitato

Le richieste del Comitato San Bruno sono chiare. In primis si chiede la verifica del rispetto del decreto ministeriale 70 del 2015 presso il Presidio ospedaliero di Serra. Al contempo si sollecita una convocazione di un tavolo istituzionale alla presenza dei rappresentanti del Ministero, Regione, Asp e rappresentanti del territorio vibonese e del Comitato. Inoltre si punta ad ottenere il «ripristino e potenziamento effettivo dei servizi essenziali: laboratorio analisi h24, Pronto Soccorso con camera calda e Obi, Radiologia con radiologo, Riabilitazione, Dialisi, rete dell’emergenza con adeguati mezzi di soccorso».

«La nostra salute non è negoziabile»

La carenza dei servizi mette a rischio il diritto alla salute delle comunità montane e accelera lo spopolamento delle aree interne: «Non accettiamo che l’Ospedale di Serra San Bruno sia mantenuto in vita solo sulla carta – dichiara il Comitato. Siamo un territorio classificato come “zona particolarmente disagiata”, ma trattato nei fatti come area sacrificabile. La nostra salute non è negoziabile: chiediamo rispetto, trasparenza e decisioni chiare».

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