Ospedale di Serra nel caos: niente anestesisti, radiologi e nefrologi. Il Comitato San Bruno: «Insostenibile»
Il sodalizio scrive alla Prefettura e al presidente Occhiuto per sollecitare un incontro urgente. Intanto si prepara alla protesta: «La situazione del nosocomio era già difficile, ora è precipitata. Rivendichiamo il diritto alla salute che ci viene negato»
L’ospedale di Serra San Bruno affronta l’ennesima crisi provocata dalla carenza di personale che si riflette, inevitabilmente, sui servizi offerti dal nosocomio montano. Una «situazione insostenibile» denuncia il Comitato San Bruno che, nelle scorse ore, ha inviato una pec al prefetto di Vibo sollecitando un incontro urgente. Il messaggio è stato anche inviato al commissario ad acta per la sanità nonché governatore Roberto Occhiuto, alla commissione straordinaria alla guida dell’Asp.
I campanelli d’allarme sono diversi e riguardano più raparti come spiegato dai membri del sodalizio: «Dal 28 febbraio è scaduto il contratto dell’unico anestesista in servizio presso il presidio ospedaliero. Sebbene un bando sia stato pubblicato nelle scorse settimane, l’iter non è stato ancora completato e non è stata prevista alcuna soluzione tampone. L’assenza dell’anestesista - scandiscono - rappresenta una criticità gravissima: vengono compromesse l’attività chirurgica, la day surgery, la gestione delle emergenze e la sicurezza complessiva del presidio».
Male anche negli altri reparti: «In Radiologia è cessato il contratto dell’unico radiologo presente tre volte a settimana, senza comunicazioni ufficiali su proroghe o sostituzioni». E ancora, «nel reparto Dialisi manca il medico responsabile, con conseguenze pesanti per i pazienti, in particolare per quelli che avevano avviato l’iter per l’inserimento in lista trapianto. Molti sono costretti a recarsi a Vibo Valentia percorrendo oltre 40 chilometri di strada montana tortuosa, con evidenti disagi per soggetti fragili e disabili».
Il Comitato San Bruno inoltre segnala: «Persistono inoltre gravi criticità nello screening mammografico e nel settore Day Surgery, dove si effettuano piccoli interventi un solo giorno a settimana con prenotazioni già proiettate fino a metà giugno».
Serra senza anestesista, il comitato a difesa dell’ospedale pianta una tenda all’ingresso: «Protesta ad oltranza»Le richieste del Comitato
A giudizio del sodalizio, è indispensabile intervenire con urgenza a tutela del diritto alla salute della popolosa comunità montana costretta ad assistere non solo ad un lento quanto progressivo spopolamento ma anche alla spoliazione dei servizi del San Bruno. Da qui le richieste del Comitato che sollecita «la nomina di un primario di Medicina, due medici di ruolo per la Dialisi, apertura della Riabilitazione motoria (20 posti letto, ripristino della turnazione dell’anestesista e Day Surgery 5 giorni a settimana come previsto». Non solo, il gruppo di cittadini sollecita anche «l’attivazione dei 4 posti di osservazione breve al Pronto Soccorso, il potenziamento del Laboratorio analisi con aggiornamento tecnologico, la dotazione della Radiologia di almeno 2 radiologi in pianta organica, il ripristino dell’ambulatorio di Cardiologia con almeno 2 cardiologi in organico, ripristino delle responsabilità di reparto sul posto (Pronto Soccorso, Anestesia, Dialisi, Analisi, Radiologia) e infine la revisione, messa in sicurezza e collaudo della scala di emergenza».
«Il territorio – scandisce il Comitato - chiede un ospedale sicuro ed efficiente a Serra San Bruno». Pertanto «alla luce dell’assenza di risposte concrete e del mancato avvio del tavolo tecnico annunciato in Prefettura lo scorso 3 dicembre 2025» il Comitato annuncia forme di protesta incisive.
«Non si tratta di una contrapposizione istituzionale, ma della legittima difesa del diritto alla salute di un intero comprensorio montano. La mobilitazione sarà forte, condivisa e pacifica, ma proporzionata alla gravità della situazione. La sanità non ha bandiere politiche: riguarda tutti i cittadini. Non chiediamo privilegi – conclude il Comitato - ma il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e la dignità sanitaria per le comunità delle Serre».
Ospedale di Serra senza anestesista, Alecci: «A rischio i servizi del San Bruno»