Dieci anni di Avis a Soriano, Sorianello e Gerocarne: una storia di solidarietà e vita a presidio delle Preserre
Festa per il primo decennale della sede comunale: un traguardo fondamentale per la sanità locale tra la sfida dello spopolamento e la necessità di un ricambio generazionale tra i donatori
Sanità del territorio, cultura della solidarietà e risposte concrete alle esigenze dei cittadini. Un traguardo significativo e una bella pagina di impegno sociale sono stati celebrati nel pomeriggio del 28 agosto presso la sala del ristorante "Rosa dei Venti" a Soriano Calabro, dove l’Avis comunale di Soriano-Sorianello-Gerocarne ha festeggiato i suoi primi dieci anni di attività.
Una realtà ormai consolidata, nata per colmare un vuoto strutturale nell'area delle Preserre e cresciuta nel tempo grazie alla dedizione costante dei volontari, dei medici e di una comunità che ha saputo rispondere con generosità.
Il tavolo tecnico
All’incontro, organizzato per fare il punto sulla crescita dell'associazione e sulle sfide future, hanno preso parte figure di rilievo del settore associativo, sanitario e istituzionale. Il tavolo tecnico ha visto gli interventi della presidente dell’Avis comunale Rosetta Donato, del socio Christian Gradia, del sindaco di Sorianello Sergio Cannatelli, del parroco di Gerocarne Don Vincenzo Zappone, delle dottoresse Giuseppina Patania e Rosa Francese, affiancati dai vertici dell'associazione: il presidente dell'Avis provinciale Cosmo Gallizzi e il vicepresidente dell'Avis regionale Nicodemo Napoli.
Un decennio di sfide e il ricambio generazionale
Ad aprire i lavori è stata la presidente Rosetta Donato, che ha ripercorso il cammino non privo di ostacoli affrontato dall'associazione in questo primo decennio: «Questo è un grande evento perché non pensavo di festeggiare i dieci anni di Avis Soriano-Sorianello-Gerocarne. Non è stato facile portare avanti tutto questo, ma abbiamo un bisogno costante di sangue e di donatori, specialmente giovani. Il sangue non si fabbrica, bisogna capire l'importanza vitalissima di questo gesto».
Una preoccupazione, quella legata al calo demografico e all'emigrazione giovanile, rimarcata con fermezza dal socio Christian Gradia. Il problema dello spopolamento colpisce direttamente il mondo del volontariato: «Il sangue non è un farmaco creato in laboratorio. Molti giovani lasciano il territorio per studio o lavoro e questo crea scompensi gravissimi per il ricambio generazionale tra i donatori. È fondamentale educare le nuove leve fin dai banchi di scuola alla cultura del dono».
Il valore sociale e il significato del dono
L'importanza dell'Avis come presidio sociale per l'intero comprensorio è stata evidenziata dal sindaco di Sorianello, Sergio Cannatelli, che ha parlato di un «percorso formativo e umano che ha introdotto in un territorio complesso una cultura della donazione prima inesistente». Un concetto rimarcato dal parroco di Gerocarne, Don Vincenzo Zappone, che ha richiamato la dimensione profonda della donazione: «Parlare di sangue significa parlare di vita. Donare è un atto d'amore gratuito verso il prossimo».
Un punto di vista storico/scientifico
Dal punto di vista medico e scientifico, la dottoressa Giuseppina Patania ha ricordato come la donazione sia anche sinonimo di prevenzione e salute pubblica: «Dietro una sacca di sangue c'è la sicurezza dei controlli a cui si sottopone il donatore e la consapevolezza di dare qualcosa senza chiedere nulla in cambio».
Di forte impatto emotivo è stata la testimonianza diretta della dottoressa Rosa Francese, che ha raccontato la propria esperienza personale salvata in passato da una trasfusione d'emergenza grazie alla generosità dei donatori locali, per poi ripercorrere l'evoluzione storica e scientifica della medicina trasfusionale.
Prospettive future: capillarità e vicinanza ai più fragili
A tracciare il bilancio finale ed outlines per il futuro sono stati i vertici provinciali e regionali dell'associazione. Cosmo Gallizzi ha espresso profonda gratitudine verso i donatori attivi e ha ricordato gli importanti traguardi raggiunti dall'Avis provinciale, tra cui l'acquisto e la ristrutturazione della nuova sede e l'apertura di un punto prelievo attivo ogni venerdì.
Infine, Nicodemo Napoli ha rivolto un pensiero sia ai donatori storici che a quelli attivi, rilanciando la missione dell'Avis sul territorio: «Siamo nati spinti dall'impegno di essere presenti capillarmente. Tra i nostri prossimi obiettivi c'è quello di attivare le donazioni domiciliari per gli anziani e per le persone più fragili che non possono spostarsi».
Un compleanno che si trasforma così non solo in un momento di festa per i trascorsi dieci anni, ma in un punto di partenza per rafforzare la rete della solidarietà nelle Preserre vibonesi.