Vibo, resa dei conti nel Movimento 5 Stelle: Domenico Santoro sospeso per sei mesi accusa Tucci e chiede a Conte di azzerare i vertici locali
L'ex capogruppo pentastellato contesta una gestione autoritaria del partito da parte del deputato e chiama in causa anche Luisa Santoro e Michele Furci. I coordinatori replicano: «Accuse gratuite, abbiamo sempre agito con trasparenza»
Volano gli stracci nel Movimento 5 Stelle di Vibo Valentia. Al centro dello scontro c’è Domenico Santoro, ex candidato sindaco alle elezioni comunali del 2019 ed ex capogruppo pentastellato in Consiglio comunale, che è stato sospeso per sei mesi dal Movimento a seguito di un procedimento disciplinare. Una decisione che lo spinge a denunciare pubblicamente quella che considera una gestione autoritaria del partito a livello locale. Accuse rivolte soprattutto al deputato Riccardo Tucci, ma anche ai responsabili territoriali del Movimento, che hanno già respinto le contestazioni.
La vicenda nasce da una segnalazione presentata nel 2024 da Tucci insieme a Luisa Santoro, coordinatrice provinciale del M5S, e Michele Furci, rappresentante del Gruppo territoriale di Vibo Valentia. Il Collegio dei probiviri, l'organismo interno chiamato a valutare eventuali violazioni delle regole del Movimento, ha ritenuto fondati gli addebiti e disposto la sospensione per sei mesi.
Le accuse di Santoro: «A Vibo non c'è democrazia»
Secondo una ricostruzione, all'origine del provvedimento ci sarebbe il suo sostegno alla candidatura di Enzo Romeo a sindaco di Vibo Valentia, espresso prima che sulla stessa posizione convergesse il deputato Tucci. Una scelta che Santoro sostiene di aver compiuto anche sulla base di un suggerimento del presidente nazionale del Movimento, Giuseppe Conte.
Pur prendendo atto della sanzione, Santoro non intende abbandonare il partito. «Resto comunque sempre M5S», afferma, aggiungendo però che «a Vibo Valentia nel M5S non vige la democrazia».
La contestazione riguarda soprattutto il modo in cui, a suo giudizio, vengono assunte le decisioni politiche più importanti. Santoro richiama in particolare una riunione dedicata alla scelta degli assessori da indicare nella giunta Romeo. In quell'occasione, sostiene, Tucci avrebbe rivendicato per sé il potere di prendere le decisioni principali, davanti a numerosi attivisti, senza lasciare spazio a un effettivo confronto.
Un comportamento che, sempre secondo l'ex capogruppo, sarebbe stato accettato anche dagli altri responsabili territoriali, Furci e Luisa Santoro, quest'ultima successivamente entrata nella giunta comunale.
L'appello a Giuseppe Conte
Lo scontro assume così una dimensione che va oltre la sospensione individuale e investe gli equilibri politici del Movimento nel capoluogo vibonese.
Santoro si rivolge direttamente a Giuseppe Conte, chiedendo al presidente nazionale di intervenire per modificare l'attuale gestione del partito sul territorio. In particolare, sollecita un passo indietro di Riccardo Tucci, Luisa Santoro e Michele Furci, ritenendoli responsabili di una situazione nella quale, a suo giudizio, il confronto democratico sarebbe stato compromesso.
La replica dei coordinatori: «Accuse prive di fondamento»
Non si è fatta attendere la risposta dei vertici territoriali del Movimento 5 Stelle, affidata a una nota congiunta firmata dalla coordinatrice provinciale Luisa Santoro e dal rappresentante del Gruppo territoriale di Vibo Valentia Michele Furci.
I due dirigenti respingono le contestazioni, intervenendo a tutela dell'immagine del Movimento e dell'onorabilità dei suoi rappresentanti.
«A tutela del buon nome del M5S Vibo Valentia, dei componenti del Gruppo Territoriale (GT) e del suo gruppo dirigente, e a esclusiva difesa della loro onorabilità, in merito alle tesi del tutto gratuite riportate in alcuni articoli di stampa, teniamo a precisare che quanto incautamente sostenuto è del tutto destituito di fondamento».
I coordinatori rivendicano inoltre la trasparenza dell'attività politica e organizzativa svolta sul territorio: «D'altronde, tutte le attività degli organismi organizzativi del Movimento vibonese che hanno avuto rilevanza politica e pubblica sono state puntualmente riferite a mezzo stampa, rispecchiando fedelmente quanto riportato nei verbali delle riunioni».