Vibo, Petracca (Pd) rilancia l’idea di un polo universitario dedicato a turismo ed enogastronomia: «Occasione di sviluppo»
La consigliera comunale riprende una vecchia proposta, convinta che i tempi siano maturi e che le ricadute sarebbero molte e positive: «A Crotone hanno Medicina, anche il nostro territorio merita pari attenzione e oppotunità»
La proposta torna sul tavolo con la stessa determinazione di qualche anno fa. La realizzazione di un “Polo Universitario del Gusto e dell’Accoglienza Turistica” è il progetto che la consigliera comunale del Pd di Vibo Valentia Antonella Petracca riporta al centro del dibattito, ricordando come già nel 2019 ne avesse delineato i contorni.
«La nostra terra possiede una naturale vocazione turistica, arricchita da un patrimonio enogastronomico di assoluta eccellenza», afferma, insistendo sul legame tra identità locale e sviluppo. Un patrimonio che «si inserisce pienamente nei valori della dieta mediterranea, riconosciuta a livello internazionale non solo come modello alimentare sano, ma come vero e proprio stile di vita». In questa cornice, «valorizzare questi elementi significa investire in un asset strategico capace di generare sviluppo duraturo».
Nel racconto della consigliera, turismo ed enogastronomia diventano «due pilastri fondamentali per il rilancio economico e culturale della provincia di Vibo Valentia», in un tempo in cui «sempre più territori costruiscono il proprio sviluppo sulla capacità di offrire esperienze autentiche». La convinzione è che il territorio «possiede tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo», ma che questo passaggio richieda «investire seriamente nella specializzazione e nella crescita culturale delle nuove generazioni».
Il progetto affonda le radici in un confronto precedente all’attuale amministrazione. «Già anni addietro, ben prima che l’attuale sindaco Enzo Romeo assumesse il ruolo di primo cittadino, ebbi modo di confrontarmi telefonicamente con lui sulle criticità del comparto commerciale locale», ricorda Petracca. In quel dialogo emergeva una necessità precisa: «Il territorio aveva bisogno di nuova utenza, nuove presenze stabili e nuove opportunità capaci di generare economia reale». Da qui l’indicazione di una direzione: «lavorare alla creazione di un Polo Universitario del Gusto e dell’Accoglienza Turistica».
Oggi, mentre si guarda «con favore alla sottoscrizione del protocollo d’intesa relativo all’Isf – Istituto Superiore di Formazione Sistemi Aps», la consigliera di maggioranza riconosce il valore dell’iniziativa, «dedicata ai comparti della nautica, della cantieristica navale e delle professionalità legate al mare». Ma accanto all’apprezzamento emerge una richiesta: «Sembrerebbe permanere il massimo riserbo su eventuali ulteriori protocolli d’intesa o progettualità già avviate». Su questioni così rilevanti, aggiunge, «sarebbe auspicabile un percorso improntato alla piena condivisione e partecipazione istituzionale».
Il punto, però, resta l’orizzonte più ampio. «Accanto ai percorsi di alta formazione tecnica e professionale si continui a perseguire con determinazione un obiettivo ancora più ambizioso», insiste Petracca, tornando a indicare «la realizzazione di un vero Polo Universitario del Gusto e dell’Accoglienza Turistica».
Il confronto con altri territori è inevitabile. «Vibo Valentia non può più restare indietro rispetto ad altre realtà calabresi», osserva, citando «la vicina Crotone, che ha visto il potenziamento del comparto universitario legato alla medicina e importanti interventi infrastrutturali». Da qui una rivendicazione: «La nostra provincia merita pari attenzione e pari opportunità».
Se una grande facoltà universitaria non appare immediatamente realizzabile, la proposta resta concreta: «É assolutamente realistico e necessario lavorare alla nascita di un Polo Universitario specializzato nei settori che più rappresentano l’identità e la vocazione naturale del nostro territorio». Turismo, accoglienza, cultura dell’ospitalità, enogastronomia e dieta mediterranea diventano così l’ossatura di un progetto che dovrebbe «mettere in rete enti pubblici, operatori turistici, realtà produttive, creando percorsi qualificanti, ricerca applicata e opportunità concrete per i giovani».
L’obiettivo dichiarato va oltre la formazione. «Un progetto che consentirebbe non soltanto di formare nuove professionalità, ma anche di contrastare lo spopolamento e la fuga di tanti ragazzi», sottolinea la consigliera, indicando una delle ferite più evidenti del territorio. La chiusura è affidata a una convinzione che suona come un impegno politico: «Questa può rappresentare una straordinaria occasione di crescita per Vibo Valentia e per l’intera provincia». Ma, aggiunge, «occorre una visione ampia a lungo raggio, coraggiosa e moderna». Una visione che Petracca dice di voler sostenere ancora: «Continuare a investire non solo nella formazione tecnica e professionale, ma anche nella creazione di un autentico Polo Universitario del Gusto e dell’Accoglienza Turistica».