Vibo, Petracca diserta il Question Time che aveva sollecitato. Colelli furioso: «Pagina vergognosa, opposizione fatta per mettersi in mostra»
Quattro interrogazioni senza risposta per l'assenza della consigliera del Gruppo Misto. L'assessore alla Manutenzione attacca e chiede che si faccia carico dei costi della seduta. Presa di posizione ufficiale anche da parte del Pd: «Uno schiaffo ai cittadini. Il Consiglio comunale non è un palcoscenico per mettersi in mostra»
«Una pagina vergognosa di questo Consiglio comunale, scritta da chi pensa di poter fare opposizione solo ed esclusivamente per mettersi in mostra». Non usa mezzi termini l’assessore alla Manutenzione del Comune di Vibo Valentia, Francesco Colelli, che attraverso un video pubblicato sui social attacca duramente la consigliera comunale Antonella Petracca, appartenente al Gruppo Misto. A scatenare la polemica è stata la sua assenza alla seduta di Question Time convocata questa mattina, sabato 7 novembre, durante la quale avrebbero dovuto essere discusse quattro interrogazioni presentate proprio dalla consigliera. Una mancata partecipazione che ha provocato anche una nota ufficiale con la dura reazione del gruppo consiliare e degli assessori del Partito Democratico, che parlano di «uno schiaffo ai cittadini e alle istituzioni».
Quattro interrogazioni, ma la consigliera non si presenta
La seduta era fissata per le 9 del mattino. Secondo quanto riferito dagli esponenti del Pd, gli assessori chiamati a rispondere alle quattro interrogazioni si sono presentati regolarmente in aula, dopo aver predisposto le rispettive relazioni. A mancare, però, è stata proprio la consigliera che aveva sollecitato il confronto.
Dopo un'ora di attesa, senza che Petracca si presentasse, le interrogazioni non sono state trattate. Una circostanza che ha suscitato l'irritazione degli amministratori presenti.
Colelli: «Grave atto di maleducazione, dovrebbe farsi carico dei costi»
«Penso sia un grave atto di grande maleducazione nei confronti di questa giunta che, anziché perdere tempo per convocazioni che poi sono mandate deserte dal convocante, potrebbe essere impegnata su altro», ha detto Colelli, che solleva anche la questione delle spese sostenute per organizzare la seduta: «Da non sottovalutare anche i costi che sono sostenuti per la convocazione di un Consiglio, dei quali la consigliera dovrebbe anche farsene carico».
Il Pd: «La politica non è una recita»
Alla presa di posizione dell'assessore si aggiunge quella del gruppo consiliare del Partito Democratico e degli assessori dello stesso partito, che in una nota congiunta esprimono «profonda indignazione» per quanto accaduto.
«Un fatto grave, che merita di essere stigmatizzato senza alcuna ambiguità», scrivono gli esponenti dem, sottolineando che gli assessori interessati erano «regolarmente presenti, puntuali e pronti a rispondere, avendo dedicato tempo e lavoro alla preparazione delle risposte».
Per il Pd, l'assenza della consigliera avrebbe vanificato il lavoro svolto dagli uffici e dagli amministratori, impedendo il confronto istituzionale richiesto dalla stessa Petracca.
«Il Question Time comporta un'organizzazione, l'impiego di personale comunale, l'impegno degli amministratori e, dunque, un costo che ricade sulla collettività. Non si può pensare di utilizzare uno strumento istituzionale senza assumersi la responsabilità di parteciparvi».
Da qui la domanda polemica: «Quale sia il senso di presentare interrogazioni se poi non ci si presenta per ascoltare le risposte». E ancora: «Il diritto di interrogare è sacrosanto e nessuno intende metterlo in discussione. Ma a ogni diritto corrispondono anche responsabilità e doveri. Tra questi, il minimo sindacale è quello di presentarsi in aula».
Il comunicato si spinge poi a mettere in discussione le motivazioni politiche dell'iniziativa: «Il sospetto, a questo punto, è che interessi maggiormente presentare interrogazioni che ascoltare le risposte. Perché il confronto istituzionale non può essere a senso unico, né può ridursi alla sola ricerca di visibilità politica».
Infine, un ultimo passaggio particolarmente severo: «La politica non è una recita, il Consiglio comunale non è un palcoscenico e il rispetto delle istituzioni non può essere a giorni alterni».
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