Vibo perde un finanziamento di 2,4 milioni, l’opposizione attacca: «Amministrazione imbarazzante, il sindaco venga in Consiglio»
I fondi già assegnati ma poi cancellati erano destinati a progetti socio-assistenziali per Vena e Piscopio. I gruppi di minoranza chiedono di chiarire responsabilità e controlli sulla pratica esclusa dalla Regione per un documento mancante: «Una beffa. Ora si percorra ogni strada possibile per recuperare le risorse e si dica ai cittadini chi ha sbagliato»
«C’è poco da girarci intorno: questa amministrazione è imbarazzante». È durissimo l’attacco dei gruppi di opposizione al Comune di Vibo Valentia dopo la cancellazione del finanziamento da quasi 2,4 milioni di euro destinato al progetto “Luce nelle periferie”, che prevedeva interventi soprattutto a Vena e Piscopio.
A firmare la nota sono i gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore vibonese, Noi Moderati e Identità territoriale, insieme ad Antonella Petracca del gruppo Misto. Nel mirino finisce l’errore nella documentazione trasmessa alla Regione che ha portato all’annullamento in autotutela del contributo.
Il progetto, finanziato per 2.390.145,87 euro, si era classificato al terzo posto nella graduatoria regionale e prevedeva servizi socio-assistenziali rivolti a giovani, anziani e famiglie fragili. Regione e Comune avevano già sottoscritto la convenzione il 15 luglio, ma il successivo riesame della pratica ha fatto emergere la mancata presentazione della dichiarazione del Responsabile unico del progetto richiesta dal bando a pena di inammissibilità. Nel fascicolo era presente un file con il nome corretto, ma al suo interno risultava caricata un’altra dichiarazione. Palazzo Luigi Razza ha sostenuto che si fosse trattato di un errore materiale e ha chiesto di poter sanare la posizione, ma la Regione ha respinto le controdeduzioni.
Vibo perde 2,4 milioni destinati a Vena e Piscopio: inviato un documento sbagliato, la Regione cancella il contributoL’attacco dell’opposizione
«Non abbiamo perso il finanziamento perché Vibo Valentia fosse arrivata ultima in graduatoria, perché il progetto fosse stato bocciato o perché mancassero le risorse. Lo abbiamo perso per un errore nella documentazione trasmessa», rimarca l’opposizione consiliare.
Secondo i consiglieri di minoranza, la vicenda assume un peso ancora maggiore perché il progetto era ormai entrato in una fase avanzata. «Vibo era riuscita a piazzarsi ai vertici della graduatoria regionale. Un risultato che questa amministrazione avrebbe potuto utilizzare per dimostrare di essere capace di programmare, progettare e intercettare risorse. E invece è arrivata la beffa».
Da qui la richiesta di individuare le responsabilità amministrative: «Chi controllava? Chi ha verificato la documentazione? Chi si è assunto la responsabilità di quella pratica?». Domande alle quali, secondo l’opposizione, l’amministrazione Romeo dovrebbe rispondere pubblicamente.
La richiesta: «Si venga in Consiglio comunale»
I gruppi chiedono quindi che la vicenda approdi in Consiglio comunale, dove l’amministrazione dovrebbe spiegare «cosa è successo, quali controlli sono stati effettuati, chi ha sbagliato e soprattutto cosa intende fare concretamente per tentare di recuperare il finanziamento».
L’opposizione invita infatti Palazzo Luigi Razza a percorrere tutte le strade ancora disponibili per evitare la perdita definitiva delle risorse. Il decreto regionale può essere impugnato davanti al Tar entro 60 giorni oppure con ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni. «Se davvero si ritiene che si sia trattato di un errore materiale – sostengono i consiglieri – si faccia tutto ciò che la legge consente per difendere il finanziamento e gli interessi della città».
Per la minoranza, dunque, la questione non può essere ridotta a una semplice svista burocratica: «Quando si gestiscono milioni di euro di risorse pubbliche, gli errori possono costare carissimi. E a pagare, alla fine, non sono gli amministratori: pagano i cittadini».
Nel caso specifico, concludono i gruppi, a rischiare di pagare il prezzo più alto sono soprattutto Vena e Piscopio, destinatari principali degli interventi: «Quasi 2,4 milioni di euro non sono un dettaglio e non sono una pratica qualsiasi. Sono soldi destinati alla nostra città. I cittadini hanno tutto il diritto di sapere perché questa amministrazione è riuscita nell’impresa di perderli».