Vibo perde fondi per 2,4 milioni, Scrugli ammette l’errore ma annuncia battaglia legale e respinge gli attacchi dell’opposizione: «Basta offese»
L’assessore alle Politiche sociali ricostruisce l’iter di “Luce nelle periferie”: «Avevamo dato l’incarico a un consulente esperto, rammaricati per quanto accaduto». Il Comune valuta anche il ricorso al Tar e replica alle accuse sulla macchina amministrativa
L’errore c’è stato e il Comune non lo nega. Ma Palazzo Luigi Razza prova a circoscriverne la portata e soprattutto respinge le accuse piovute sull’amministrazione dopo la revoca del finanziamento da quasi 2,4 milioni di euro per “Luce nelle periferie”. A intervenire è l’assessore alle Politiche sociali Lorenza Scrugli, che esprime «rammarico per l’errore materiale», annuncia la predisposizione degli atti necessari a tutelare l’ente – senza escludere il ricorso al Tar – e mette un argine alle critiche: «Non possiamo accettare le offese».
La vicenda riguarda il progetto destinato soprattutto a Vena e Piscopio, inizialmente ammesso a un finanziamento di 2.390.145,87 euro. “Luce nelle periferie” si era classificato al terzo posto nella graduatoria regionale definitiva e prevedeva un articolato programma di interventi per anziani, famiglie, minori, giovani e persone fragili: dall’assistenza domiciliare al doposcuola, dal supporto psicologico al taxi sociale, fino alla distribuzione di farmaci e ai percorsi per il lavoro. Il progetto coinvolgeva inoltre università, Asp, scuole, Camera di commercio, Centri per l’impiego e altri enti.
Il documento sbagliato e la revoca della Regione
La situazione sembrava ormai consolidata. Dopo una prima graduatoria provvisoria pubblicata nel dicembre 2025 e i ricorsi presentati dagli enti esclusi, a fine maggio 2026 era arrivata quella definitiva, con Vibo ammessa al finanziamento. A metà luglio era stata anche sottoscritta la convenzione con la Regione e il Comune aveva successivamente comunicato l’avvio delle attività e chiesto l’anticipazione delle somme.
A riaprire tutto è stato però un ulteriore ricorso, presentato dal Comune di Catanzaro. Il riesame della pratica vibonese ha fatto emergere la mancanza della dichiarazione del Responsabile unico del progetto prevista dall’avviso a pena di inammissibilità. Nel fascicolo trasmesso dal Comune risultava un file denominato “Dichiarazione RUP - Conformità interventi”, ma al suo interno era stato caricato un documento diverso, relativo al rispetto del principio DNSH.
Il Comune ha sostenuto che si trattasse di un errore materiale e ha tentato di sanarlo attraverso le controdeduzioni inviate il 31 luglio. La Regione ha però ritenuto che il documento fosse essenziale e che non potesse essere prodotto dopo la scadenza senza violare la parità di trattamento tra gli enti partecipanti. Il 3 settembre è così arrivata la revoca del finanziamento.
Scrugli: «Un progetto straordinario»
Ora Scrugli ricostruisce il percorso seguito dall’amministrazione e difende soprattutto il lavoro svolto per mettere in piedi il progetto. «“Luce nelle Periferie” era e resta un progetto straordinario, di una portata che va ben oltre qualche semplice intervento», sostiene l’assessore, ricordando che la sua predisposizione era stata affidata, attraverso un avviso pubblico, a un tecnico esperto e che l’incarico non avrebbe gravato sul bilancio comunale, poiché il compenso sarebbe maturato soltanto in caso di approvazione del progetto.
Scrugli richiama anche «il coinvolgimento di tantissimi partner», dalle università calabresi all’Asp, dalle associazioni agli enti locali, e «una enorme mole di documenti prodotti». Da qui l’amarezza per l’esito della procedura: «Non possiamo certamente nascondere l’amarezza, noi per primi, nel prendere atto di questa revoca».
Il Comune valuta il ricorso al Tar
Il Comune, tuttavia, non considera ancora definitivamente chiusa la partita. Dopo il decreto regionale sono state avviate «tutte le verifiche necessarie», riferisce l’assessore, e sono in preparazione gli atti per tutelare «l’interesse dell’ente e dei cittadini in primis», compreso «il ricorso al Tar qualora dovesse rendersi possibile».
La replica arriva dopo il durissimo attacco dei gruppi di opposizione di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore vibonese, Noi Moderati e Identità territoriale, insieme ad Antonella Petracca del gruppo Misto. La minoranza aveva definito l’amministrazione «imbarazzante», chiesto di chiarire chi avesse controllato la documentazione e sollecitato il sindaco a riferire in Consiglio comunale, invitando al tempo stesso l’ente a percorrere ogni strada possibile per tentare di recuperare le risorse.
Vibo perde un finanziamento di 2,4 milioni, l’opposizione attacca: «Amministrazione imbarazzante, il sindaco venga in Consiglio»Scrugli non contesta il diritto dell’opposizione e della stampa a occuparsi del caso, ma respinge alcuni giudizi espressi negli ultimi giorni. «Comprendiamo il ruolo dell’opposizione ed anche quello della stampa – conclude –, ma non possiamo accettare quanto letto in questi giorni su “una macchina comunale deserta” e quant’altro. Offese gratuite e inconcepibili per chi lavora ogni giorno e spende ogni energia per tentare di portare avanti idee e progetti per il bene della collettività».