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13/10/2026 ore 19.30
Politica

«Vibo non ci rappresenta più, con Catanzaro legame storico»: il sindaco di Serra accelera sul cambio di Provincia e punta al referendum

Il primo cittadino di Serra San Bruno conta sulla sponda del capoluogo di regione ed anche sulla riapertura del dibattito relativo alla fascia della Calabria centrale

di Nico De Luca

Ci sono emergenze sociali, anche drammatiche, che richiedono risposte immediate. Ma la politica, con i suoi tempi e i suoi passaggi burocratici, continua a seguire il proprio corso, talvolta anche a fari spenti. È il caso della richiesta di alcuni Comuni delle Serre vibonesi di lasciare la Provincia di Vibo Valentia per tornare sotto quella di Catanzaro. Un'iniziativa che, dopo le prime delibere dei Consigli comunali, si prepara ad affrontare una nuova fase istituzionale. Con un possibile referendum all'orizzonte.

A rilanciare il progetto è Alfredo Barillari, sindaco di Serra San Bruno, promotore di un'iniziativa che nel novembre dello scorso anno ha acceso un dibattito destinato a travalicare i confini provinciali. Alla base della richiesta, la convinzione che i legami storici, economici e sociali delle comunità montane siano molto più stretti con il Catanzarese che con il capoluogo vibonese. Ma anche un giudizio critico sul ruolo attuale delle Province e sulla capacità di garantire servizi adeguati alle aree interne.

La proposta è stata formalizzata dal Consiglio comunale di Serra San Bruno il 18 novembre 2025, con il voto favorevole della maggioranza e l'abbandono dell'aula da parte dell'opposizione, che aveva chiesto garanzie scritte sulla salvaguardia dei servizi e dei presidi territoriali.

Sindaco, a che punto è il percorso per il ritorno alla Provincia di Catanzaro?

«È un percorso che sapevamo sarebbe stato lungo quando lo abbiamo iniziato con le delibere dei Consigli comunali. Adesso c'è il passaggio del parere della Regione, che non è vincolante, ma è comunque importante. Chiederemo quindi che la Regione si esprima sulla nostra richiesta di rientrare nella Provincia di Catanzaro. Poi procederemo passo dopo passo».

Il fronte delle adesioni è rimasto compatto?

«Sì. L'ultimo Comune è Brognaturo, che ha deliberato a fine luglio esprimendo con noi la volontà di tornare nella Provincia di Catanzaro. Crediamo che tutti i rapporti economici, sociali e storici di queste comunità siano rivolti verso il versante ionico e quindi verso Catanzaro. Ma vogliamo anche mandare un messaggio ben preciso, che porti a una riflessione sul ruolo delle Province oggi, un ruolo che riteniamo ormai totalmente svuotato».

Una posizione che si inserisce in un dibattito avviato già da tempo. Nel novembre 2025, alla proposta di Serra San Bruno avevano risposto favorevolmente anche i sindaci di Brognaturo, Simbario, Mongiana e Fabrizia, mentre da Spadola era arrivata una posizione più prudente.

Il percorso ha dunque raccolto un consenso politico più ampio rispetto ai quattro Comuni che Barillari indica oggi tra quelli che hanno formalizzato la richiesta.

Lei ha già sondato la disponibilità della politica catanzarese ad accogliere la richiesta?

«Ho già registrato reazioni entusiaste. Anche perché con questa iniziativa si riapre il dibattito sull'Area centrale della Calabria, che chiaramente non può più essere ignorato».

Le aperture, del resto, non sono mancate. Già nel novembre scorso il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile, aveva espresso una posizione favorevole all'ipotesi, così come alcuni consiglieri comunali del capoluogo e l'ex presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini. Una sponda politica che aveva contribuito ad allargare la discussione dalla rivendicazione dei singoli Comuni al possibile riassetto territoriale della Calabria centrale.

C'è una data da cerchiare sul calendario? E quale sarà il prossimo passaggio concreto?

«Stiamo pensando anche a un referendum territoriale, come prevede la legge, affinché siano gli stessi cittadini a esprimersi. Faremo un passaggio nella commissione competente del Consiglio regionale e poi valuteremo i successivi passi. Procederemo gradualmente, anche perché lungo il percorso si aprono riflessioni politiche importanti».

L'ipotesi della consultazione popolare non è una novità. Già lo scorso giugno, dopo la riconferma alla guida di Serra San Bruno, Barillari aveva ribadito a Il Vibonese la volontà di coinvolgere direttamente i cittadini prima del pronunciamento regionale, spiegando di aver avviato contatti informali con la commissione Affari territoriali.

Il cammino, comunque, resta lungo. Il parere regionale non è vincolante e l'eventuale modifica dei confini provinciali richiede una legge dello Stato, secondo la procedura prevista dall'articolo 133 della Costituzione. Non basta, dunque, la volontà espressa dai Consigli comunali per rendere effettivo il trasferimento.

Per ora non c'è una data, né per un eventuale referendum né per la conclusione dell'iter. Ma il sindaco di Serra San Bruno conferma di voler portare avanti un progetto che, a quasi un anno dal suo rilancio, continua a interrogare non soltanto i rapporti tra Vibo Valentia e Catanzaro, ma anche il futuro amministrativo delle Serre e il ruolo stesso delle Province.