Vibo, mozione di sfiducia per la segretaria provinciale del Pd Teresa Esposito: in 39 ne chiedono l’avvicendamento
Con un duro documento, recapitato anche al segretario regionale Nicola Irto, si invoca l’avvio di un nuovo corso per il partito vibonese. Un ampio fronte interno si salda contro la dirigente politica
La mozione di sfiducia è già nelle mani del segretario regionale del Partito democratico Nicola Irto. Anche lui è stata notificata la richiesta di convocazione urgente dell’assemblea provinciale di Vibo Valentia per la discussione e il voto. A sottoscriverla sarebbero stati 39 dei 60 componenti dell’organismo, quindi oltre la quota di 1/3 richiesta da Statuto.
È l’oggetto dell’atto a rimandare alla destinataria della sfiducia: la segretaria provinciale Teresa Esposito. Da settimane nel mirino, al suo indirizzo si è concentrato un fuoco incrociato aperto da diversi fronti che contestano le scelte assunte dalla dirigente politica nei nove mesi che ha, fin qui, trascorso alla guida del partito. In particolare, a mettere d’accordo tutti i detrattori, sarebbe stata la manovra che ha portato nella giunta comunale di Palazzo Luigi Razza suo figlio: l’ex segretario cittadino Francesco Colelli.
Sul suo nome avrebbe messo una “x”, prima di altri, l’area che fa capo al consigliere regionale e capogruppo dem Ernesto Alecci, che non hai mai fatto mistero di voler riscattare lo “stop” all’ingresso nel partito imposto al gruppo Democratici e riformisti e ad esponenti di primo piano come Nico Console e Enzo Mirabello.
Sull’ipotesi di un suo superamento convergerebbero adesso anche gli ex consiglieri regionali Raffaele Mammoliti e Luigi Tassone, così come l’assessore comunale Stefano Soriano. A difendere la sua posizione sarebbe rimasto al momento solo il sindaco Enzo Romeo. Per la dirigente di lungo corso sembra dunque giunta una resa dei conti che muove da accuse che vengono messe nere su bianco nel documento di sfiducia.
«Nel corso dell’attuale mandato - si legge tra le ragioni poste alla base della sfiducia - non si sono realizzati i risultati attesi in termini di rafforzamento, crescita e radicamento del Pd nella provincia di Vibo. Il partito, nel suo complesso, appare oggi indebolito sotto il profilo organizzativo e politico, con una ridotta capacità di iniziativa pubblica e una percezione diffusa di difficoltà nel costruire una linea condivisa e riconoscibile; persistono divisioni interne nei circoli territoriali che non hanno trovato un adeguato percorso di ricomposizione politica, rendendo più fragile la coesione complessiva della federazione provinciale».
Ancora, si legge, considerato che «non sempre è stata garantita una piena e tempestiva rappresentazione nelle sedi istituzioni e politiche del deliberato assunto dagli organismi dirigenti del partito, sia a livello di circolo che di direzione provinciale; in particolare, in occasione dell’ultima riunione della direzione provinciale, convocata per affrontare la crisi amministrativa comunale, la direzione aveva espresso un indirizzo politico volto a respingere tali dimissioni e a rallentare il percorso di nomina del nuovo assessore in quota Pd al fine di tutelare la coerenza politica e l’unità del partito; che la segretaria provinciale era stata incaricata dalla direzione provinciale di redigere un documento di sintesi da sottoporre poi all’assemblea; le successive dichiarazioni pubbliche che hanno riconosciuto al sindaco piena autonomia nelle scelte relative alla nomina hanno determinano una distanza rispetto all’indirizzo espresso dalla direzione provinciale, generando disorientamento politico interno; tali dinamiche hanno contribuito ad affievolire il rapporto fiduciario tra organismi dirigenti e segreteria provinciale».
Ritenuto che «il partito necessiti di un forte rilancio politico e organizzativo; che sia indispensabile ricostruire un clima di piena collegialità, partecipazione e condivisione delle scelte; che una nuova fase politica possa favorire il superamento delle divisioni interne, il rafforzamento dei circoli e il recupero di credibilità e protagonismo sul tettorio», i 39 sottoscrittori propongono la sfiducia nei confronti della segretaria e chiedono l’inserimento della mozione all’ordine del giorno della prossima assemblea provinciale, che si invita a convocare celermente. «Contestualmente, si invita l’assemblea ad avviare un percorso politico di riorganizzazione e rilancio della Federazione provinciale fondato su unità, collegialità e partecipazione, finalizzato al rafforzamento del Pd su tutto il territorio provinciale».