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04/02/2026 ore 09.31
Politica

Vibo, l’opposizione mette nel mirino Romeo e Console: «Trasformismo indecoroso. Dimettetevi tutti»

Sullo sfondo del rimpasto di giunta, i cinque gruppi di minoranza in Consiglio comunale diffondono un documento unitario dai toni durissimi contro il sindaco e l’ex consigliere comunale di Forza Italia oggi tra le file della maggioranza: «Superato ogni limite di decenza politica mentre la città affonda»

di Redazione

Mentre il maggiore partito della coalizione che sostiene Enzo Romeo, il Pd, si riuniva ieri sera per cercare di comporre la crisi politica al Comune di Vibo, l’opposizione sfornava un documento unitario che alza ulteriormente il livello dello scontro politico. Una nota che descrive una città «allo sbaraglio», prigioniera di equilibri instabili, tensioni interne e scelte considerate lontane dai bisogni reali della comunità.

Il Pd nega la crisi al Comune di Vibo, garantisce sostegno a Romeo e chiede di respingere le dimissioni di Continanza

Nel comunicato, i gruppi di minoranza parlano di uno scenario che ha ormai superato «ogni limite di decenza», sostenendo che quella che era stata presentata come una svolta amministrativa si sia trasformata «in una palude di interessi personali, ricatti incrociati e incapacità amministrativa». Secondo l’opposizione, la giunta non governa più, ma «sopravvive già da un anno», muovendosi senza una direzione chiara e sostenuta da una maggioranza ritenuta solo formale.

Particolarmente duro il passaggio dedicato ai cambi di schieramento in Consiglio comunale. I firmatari denunciano il comportamento di consiglieri eletti all’opposizione (l’allusione è chiaramente a Nico Console, anche se non viene mai citato) che oggi siedono tra i banchi della maggioranza «per puro calcolo di convenienza», chiedendosi come sia possibile «giocare con il destino di una città in sofferenza per un incarico o un briciolo di visibilità». Una dinamica che, a loro dire, avrebbe svuotato di senso il confronto politico e aggravato la distanza tra Palazzo Luigi Razza e la vita quotidiana dei cittadini.

Le critiche non risparmiano la Provincia, descritta come un ente «ridotto a terreno di conquista», ostaggio di assetti considerati contraddittori. Nel mirino finisce un sistema di alleanze variabili con «un presidente di Forza Italia e un vicepresidente (sempre Console, ndr) che si muove a pendolo, spostandosi di qua e di là a seconda del vento che tira e della convenienza del momento. Questo non è fare politica per il territorio – si legge – ma sciacallaggio istituzionale».

Nel racconto dell’opposizione, mentre nei palazzi si consumano dimissioni e tatticismi, come quelle definite «sintomatiche» dell’assessora Vania Continanza, fuori la situazione sarebbe drammatica, con la città che viene descritta come un luogo che fatica a respirare, segnato dalla «chiusura quotidiana di attività commerciali, dall’assenza di una programmazione sullo sviluppo e zero risposte ai cittadini». «L’unica attività prodotta – accusano – sono i giochi di palazzo».

Rimpasto al Comune di Vibo Valentia, l’assessore Vania Continanza gioca d’anticipo e si dimette

Il passaggio più lungo e caustico è un appello diretto al primo cittadino, invitato a un passo indietro: «Sindaco, lei è circondato da persone che pensano solo alle proprie tasche e al proprio tornaconto politico. Restare inchiodato a quella sedia non è un atto di coraggio, ma un atto di egoismo contro la città». Concetti rafforzati dall’accento su «trasformisti politici di lungo corso» e su una politica che avrebbe perso «dignità e decoro». Da qui la stoccata finale a Romeo: «Se ha un briciolo di orgoglio e di dignità si dimetta, in primis per la città e poi per la sua persona. In campagna elettorale, vi siete rappresentati come la vera alternativa al centrodestra ed oggi invece siede al tavolo, tratta di incarichi e di posti in giunta, con un soggetto che è stato la massima espressione di quel sistema da voi tanto criticato. Caro Sindaco lei rappresenta oggi, il peggio che la politica di questa città poteva aspettarsi».

Una presa di posizione durissima e unanime nella minoranza, firmata dai gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro (Noi Moderati) e Identità territoriale, che promettono battaglia: «Non resteremo a guardare questi continui ricatti. La città merita dignità, non questo mercato dell'usato politico. Dimettetevi subito. Abbiate coraggio, ridate la parola ai cittadini».