✕
Sezioni
29/10/2026 ore 16.34
Politica

Vibo, l'ex sindaco Limardo attacca Romeo: «Vuole diventare presidente della Provincia mentre la città perde fondi e la maggioranza si sgretola»

L'ex prima cittadina interviene dopo il Consiglio comunale saltato e le esclusioni dai finanziamenti regionali, accusando il sindaco di privilegiare le ambizioni politiche personali e di aver perso il controllo della maggioranza: «Non basterà il ventilato rimpasto di giunta»

di Redazione

Come se non bastassero gli strali dell'opposizione che puntano il dito contro l'Amministrazione Romeo, fino a chiedere l'azzeramento della giunta, sottolineando la presunta crisi che lacererebbe ormai la maggioranza, interviene anche l'ex sindaco Maria Limardo. E lo fa con un affondo durissimo nei confronti del suo successore, accusato di aver perso il controllo della situazione politica e amministrativa, anteponendo le proprie ambizioni personali agli interessi della città. Sullo sfondo ci sarebbero, secondo l'ex prima cittadina, le prossime elezioni provinciali e la possibile candidatura di Enzo Romeo alla presidenza dell'ente intermedio.

«Assistere all'attuale gestione amministrativa e politica della nostra città suscita profonda amarezza e sconcerto», esordisce Limardo. La perdita dei finanziamenti e la mancata apertura dei lavori consiliari, sostiene, «certifica una crisi profonda e un vuoto amministrativo che Vibo Valentia non merita».

Turismo, Vibo non supera l'esame della Regione: 53,94 punti per il bando Agorà, fondi a soli 5 Comuni della provincia. Tutti gli ammessi e gli esclusi

L'affondo su Romeo e le elezioni provinciali

È però sul terreno degli equilibri politici che l'ex sindaco affonda maggiormente il colpo. «Al Sindaco la situazione è palesemente sfuggita di mano. Troppo impegnato a tutelare le poltrone attuali e a progettarne di future – come la presidenza della Provincia –, ha smarrito la bussola dell'interesse generale».

Secondo Limardo, il primo cittadino sarebbe ormai assorbito dalla ricerca di sostegni per una possibile corsa alla guida della Provincia. «Indaffarato in equilibri precari e nel verificare chi possa garantirgli prima la candidatura e poi l'elezione provinciale, ha trasformato l'ente in un terreno di trattative personali».

L'ex sindaco si spinge oltre, ipotizzando che proprio la candidatura alle provinciali sia all'origine delle tensioni interne alla maggioranza: «Pare sia proprio la garanzia della candidatura e del sostegno alle prossime provinciali il "pomo della discordia" e l'arma del ricatto che agita contro i suoi stessi sostenitori».

Un'accusa politica pesante, che Limardo collega alle critiche emerse anche tra le forze che sostengono l'amministrazione: «Sono i suoi stessi alleati a certificare che l'essenza di questa amministrazione è costituita solo da un desolante vuoto pneumatico».

Vibo, la maggioranza non si presenta in Consiglio e lascia Romeo solo in aula. Le opposizioni: «È crisi politica, uno schiaffo alla città»

Il Consiglio deserto e il confronto sui finanziamenti

La seduta consiliare saltata questa mattina diventa così, nella lettura dell'ex prima cittadina, la manifestazione più evidente dello stallo politico. «Questo personalismo ha trasformato l'amministrazione in un desolante terreno di scontro politico e il Consiglio comunale saltato oggi per l'assenza dei numeri della maggioranza è lo specchio fedele di questa paralisi. Un braccio di ferro sulla pelle della città».

Limardo parla di una città che rischia di pagare il prezzo delle tensioni politiche: «Mentre a Palazzo Luigi Razza si consumano questi giochi di potere, a piangere sono solo i cittadini». E aggiunge: «Chi ha avuto l'onore di guidare questa città sa che governare significa lavorare, non galleggiare».

Il ragionamento si sposta quindi sul tema dei finanziamenti, con un confronto diretto tra l'attuale amministrazione e quella precedente. Limardo rivendica di aver intercettato durante il proprio mandato oltre 180 milioni di euro di risorse Pnrr, ai quali, afferma, si sarebbero aggiunti finanziamenti complementari per svariate decine di milioni.

«Oggi invece con la ulteriore perdita di nuovi e importanti fondi, si registra una preoccupante inversione di rotta. Manca una visione strategicamente orientata, manca l'impegno quotidiano».

«Un rimpasto non basterà a salvare la situazione»

L'ex sindaco boccia infine anche l'ipotesi di un rimpasto di giunta come possibile via d'uscita dall'impasse politica. «La tanto sbandierata "svolta della sinistra" si è rivelata un miraggio: non è arrivata e non arriverà mai».

E sulle prospettive di un riassetto dell'esecutivo comunale ricorre a una metafora particolarmente tagliente: «Non basterà il ventilato rimpasto di giunta a salvare la situazione: la minestra è sempre la stessa, e non basta rimestare o rimpastare se gli ingredienti sono scadenti».