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29/10/2026 ore 10.51
Politica

Vibo, la maggioranza non si presenta in Consiglio e lascia Romeo solo in aula. Le opposizioni: «È crisi politica, uno schiaffo alla città»

Nessun consigliere della coalizione che sostiene il sindaco risponde alla prima chiamata. Rinviati a domani i seconda convocazione i punti all’ordine del giorno: bilancio, asili, Polo universitario ed emergenza idrica. La minoranza a testa bassa: «Non hanno più i numeri per governare»

di Redazione

I banchi della maggioranza completamente vuoti. E, a pochi metri di distanza, il sindaco Enzo Romeo regolarmente seduto al tavolo della giunta insieme ad alcuni assessori. È la fotografia, politicamente eloquente, del Consiglio comunale di Vibo Valentia saltato questa mattina, 29 ottobre, in prima convocazione. Il primo cittadino è al suo posto, ma i consiglieri che dovrebbero sostenerlo non ci sono. E l'aula non può avviare i lavori.

Alle 10 in punto, il presidente del Consiglio Antonio Iannello procede alla prima chiamata scandendo i nomi uno ad uno ma dai banchi della maggioranza non risponde nessuno. I rappresentanti dell'opposizione, invece, sono presenti, ma ovviamente viene meno il numero legale e la seduta viene rinviata a domani, venerdì 30 ottobre, in seconda convocazione.

Un episodio che, dopo poco più di due anni dall'insediamento dell'amministrazione, apre inevitabilmente interrogativi sulla tenuta politica della coalizione che sostiene Romeo. 

L'affondo dell'opposizione: «Vibo Valentia non ha una maggioranza»

A non avere dubbi sullo sfarinamento della maggioranza sono i gruppi di opposizione, che diffondono una nota congiunta dai toni durissimi. «Vibo Valentia non ha una maggioranza. Lo certifica l'aula vuota di stamattina», attaccano Forza Italia, Cuore Vibonese, Fratelli d'Italia, Noi Moderati, Identità Territoriale e il Gruppo misto rappresentato da Antonella Petracca.

Per le opposizioni, quanto accaduto non può essere derubricato a un semplice incidente di percorso. «Dopo solo due anni di consiliatura, l'Amministrazione non ha i numeri per aprire i lavori in prima convocazione», scrivono i consiglieri, rivendicando la propria presenza in aula e denunciando l'assenza della coalizione di governo.

«Eravamo presenti in aula, pronti al confronto. La maggioranza no», è la conclusione, secca, del documento.

Dal bilancio agli asili nido: tutti gli argomenti rinviati

A rendere politicamente ancora più pesante la mancata apertura dei lavori è il contenuto dell'ordine del giorno. Non una seduta di ordinaria amministrazione, ma un appuntamento che avrebbe dovuto affrontare questioni rilevanti per il funzionamento dell'ente e per la città.

Tra i punti figurano il Documento unico di programmazione (DUP) 2027-2029 e due variazioni al bilancio 2026-2028, oltre alla convenzione di segreteria tra i Comuni di Vibo Valentia e Pizzo. Sul tavolo anche il progetto del Polo universitario del Vibonese, la gestione esterna degli asili nido comunali e la nuova struttura di Moderata Durant.

Prevista inoltre la discussione sull'emergenza idrica a Cancello Rosso e contrada Buffa, così come sulla proroga dei contratti dei lavoratori precari del Ministero della Cultura in servizio a Vibo.

«È uno schiaffo alla città», accusano i gruppi di minoranza, che sintetizzano così le conseguenze della mancata seduta: «Acqua, asili, università, bilancio, lavoro. Tutto rinviato di un giorno perché chi governa non è venuto a lavorare».

Il precedente e il peso politico delle assenze

Non è la prima volta che il numero legale diventa terreno di scontro tra maggioranza e opposizione a Palazzo Luigi Razza. Già lo scorso 27 agosto, l'uscita dall'aula di alcuni consiglieri della coalizione di governo aveva impedito la discussione degli ordini del giorno relativi al Polo universitario e agli asili nido, provocando una dura protesta delle minoranze, che avevano denunciato un comportamento ostruzionistico e prospettato il coinvolgimento della Prefettura.

Questa volta, però, il segnale arriva ancora prima dell'avvio della seduta: nessun consigliere della maggioranza presente alla prima chiamata, mentre il sindaco siede al banco della giunta.

Domani, con la seconda convocazione, arriverà un primo banco di prova. Non soltanto per affrontare gli argomenti rimasti in sospeso, ma anche per capire quale risposta politica la maggioranza intenda dare all'immagine degli scranni vuoti che ha segnato la mattinata.