Vibo, il M5s non apre la crisi al Comune ma poco ci manca: «Troppe cose non realizzate, serve un cambio di passo»
Il coordinamento provinciale del Movimento sforna un documento che mette nero su bianco i mal di pancia nella maggioranza, chiede un check della giunta e maggiore collegialità nelle scelte. Poi elenca ciò che non va: rete idrica, traffico, teatro, biblioteche e scarso peso con la Regione
I mal di pancia nella maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo adesso prendono forma anche in un documento politico che parte dalle file della coalizione. A mettere nero su bianco le proprie riserve è il Movimento 5 Stelle, che non solo sostiene l’amministrazione comunale, ma esprime anche un assessore in Giunta, Marco Miceli, con delega all’Ambiente. La nota diffusa dal Coordinamento del gruppo territoriale pentastellato arriva dopo una riunione allargata agli iscritti, al gruppo consiliare e agli assessori, convocata per fare il punto sull’attività dell’amministrazione rispetto al programma presentato agli elettori alle Comunali del giugno 2024.
Il disagio del M5S dentro la coalizione
Il tono resta formalmente prudente, ma il contenuto politico è per certi versi dirompente. Dal confronto interno, definito dal Movimento un «dibattito schietto e senza remore», emerge un «grave disagio» per i tanti punti programmatici e le proposte avanzate in questi due anni che sarebbero rimasti «insoluti o non adeguatamente affrontati». Una presa di posizione che pesa perché arriva dall’interno della maggioranza, in una fase già complicata per Romeo, chiamato più volte a fare i conti con una coalizione riottosa e con le tensioni interne al Partito democratico, di cui il sindaco è esponente.
Nel documento i pentastellati passano in rassegna i principali nodi amministrativi finiti al centro della discussione: «dall’acqua, alla rete stradale, alle piazze», passando per «tutti i cantieri che limitano il già vetusto piano del traffico anche a Vibo Marina», fino al verde pubblico, all’edilizia scolastica e alla gestione delle strutture culturali, «come il Teatro, gli edifici storici e le Biblioteche». Non una contestazione su un singolo dossier, dunque, ma un giudizio più largo sul metodo e sul passo dell’amministrazione.
Teatro, Polo tecnologico e metodo politico
Tra i punti «maggiormente in sofferenza» vengono indicati la mancata approvazione del Regolamento del Teatro, il mancato avvio del Polo tecnologico delle professioni e, soprattutto, «l’assenza di collegialità nelle decisioni amministrative rilevanti». È qui che la critica assume il significato politico più evidente: il M5S chiede «interlocuzioni preventive con i gruppi consiliari e con le forze politiche della maggioranza», rivendicando che le posizioni espresse da consiglieri e assessori non vengano considerate iniziative personali, ma atti riconducibili ai rispettivi partiti.
Il passaggio è esplicito: «Le posizioni e le richieste espresse dai gruppi consiliari o dagli assessori - sottolinea il Coordinamento pentastellato - non possono essere trattate come se fossero a livello personale bensì come atti della propria forza politica». Una rivendicazione di peso politico interno che suona come una richiesta di maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche di Palazzo Luigi Razza.
La richiesta di un check up politico-programmatico
Da qui la richiesta di un «generale check up politico-programmatico» dopo due anni di governo cittadino. Al sindaco Romeo il Movimento intende chiedere «senza polemica alcuna» un «opportuno cambio di passo nel metodo», ma anche una verifica sull’adeguatezza della Giunta a esercitare il proprio peso politico. L’esecutivo, secondo il M5S, deve essere «in grado di affrontare con competenza e immediatezza le interlocuzioni con gli enti sovraordinati e la Regione in particolare».
Il Movimento lega il cambio di metodo alla capacità dell’amministrazione di intercettare «risorse finanziarie aggiuntive a quelle ordinarie», ritenute indispensabili per affrontare alcune emergenze in «tempi ragionevolmente certi». In cima alla lista viene posta «la grande questione del rifacimento generale della rete idrica nell’intero territorio comunale», seguita dalle infrastrutture viarie necessarie a decongestionare il traffico nel capoluogo e dal rilancio del Sistema bibliotecario e del Teatro, chiamati a essere strutture «di servizio e fruibili per l’intera provincia vibonese».
Il nodo Arsai e il messaggio a Romeo
Nel mirino finiscono anche le attività portuali e produttive e la gestione della zona Aeroporto e Porto Salvo da parte dell’Arsai, che secondo il M5S eserciterebbe «in maniera inadeguata» il proprio ruolo. Un ulteriore fronte che conferma l’ampiezza del documento: non un semplice richiamo programmatico, ma un avviso politico interno alla coalizione.
Insomma, il M5S non apre una crisi, ma chiede a Romeo di correggere rotta. E lo fa rivendicando il proprio ruolo dentro la maggioranza, dopo aver sottolineato «la serietà politica» con cui i suoi amministratori si sarebbero comportati «in particolare nei momenti problematici» della coalizione. Un passaggio che suona come promemoria politico e insieme come avvertimento.