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17/02/2026 ore 18.34
Politica

Vazzano, l’opposizione punta il dito contro il sindaco: «Corte dei Conti ha accertato irregolarità». Massa: «Procedimento archiviato»

Al centro della diatriba l’attribuzione al figlio del primo cittadino di 150 metri quadrati di suolo pubblico e la relativa imposta di registro pari a circa 1.200 euro

di Redazione

A Vazzano il confronto politico si accende attorno a una vicenda amministrativa che intreccia una permuta immobiliare, il pagamento dell’imposta di registro e un procedimento davanti alla Corte dei Conti concluso con archiviazione. A ricostruire i fatti sono due comunicati contrapposti: quello dell’opposizione consiliare e quello del sindaco Vincenzo Massa.

L’opposizione parla di «gestione delle risorse pubbliche» segnata da «accentramento di potere, controlli inefficaci e responsabilità politiche che non possono più essere ignorate». Secondo quanto riportato, dalla documentazione acquisita presso l’ufficio Ragioneria e dagli atti della Procura regionale contabile emergerebbe «un quadro politico-amministrativo di estrema gravità».
Al centro della contestazione vi è l’attribuzione, nel 2018, di circa 150 metri quadrati di strada pubblica al figlio del sindaco, nell’ambito di un’operazione collegata a un’attività commerciale privata. L’opposizione sottolinea che «l’imposta di registro per la trascrizione dell’atto notarile», pari a circa 1.200 euro, «non risulta essere stata sostenuta dalla parte privata, come previsto dall’atto, ma anticipata dal Comune, quindi dai cittadini di Vazzano», senza che «risulti attivata nei tempi dovuti la richiesta di restituzione».

La minoranza richiama l’intervento della Procura regionale della Corte dei Conti, che avrebbe evidenziato «profili di responsabilità riconducibili all’omessa vigilanza e alla gestione non diligente delle risorse pubbliche». Politicamente, aggiungono i consiglieri, «il pagamento delle somme contestate rappresenta, nei fatti, l’ammissione delle responsabilità emerse nella vicenda», rilevando che si sarebbe arrivati al versamento «solo dopo l’intervento della Procura».

L’opposizione amplia poi il quadro, ricordando un precedente ammanco «di quasi un milione di euro dalle casse comunali» e citando «rilievi dell’Anac su affidamenti per importi prossimi al milione di euro effettuati senza procedure di gara». Da qui la conclusione: «Si tratta di un modello di gestione in cui il potere decisionale, il potere gestionale e il potere di controllo risultano concentrati nelle stesse mani», con la richiesta implicita di un’assunzione di responsabilità politica.

La replica del sindaco Massa

Di segno opposto la posizione del sindaco Vincenzo Massa: «Nessun giudizio, procedimento archiviato dalla Corte dei Conti con decreto datato 10.02.2026». Il primo cittadino ricostruisce l’origine della vicenda in un esposto del 2019 e precisa che «le indagini svolte non hanno evidenziato irregolarità negli atti amministrativi e nelle deliberazioni della Giunta e del consiglio comunale», né irregolarità nei titoli edilizi.

Quanto alla strada comunale “Scacciatella”, Massa ricorda che la richiesta di modifica del tracciato risale al 2016 e che la permuta è stata formalizzata nel 2021: il Comune avrebbe concesso «un relitto di strada pari a mq. 150» ricevendo in cambio «un terreno agricolo pari a circa 450 mq». Le spese di registrazione, afferma, «venivano poste a carico del sig. Massa Francesco che provvedeva ad eseguire il pagamento in data 16.09.2021 per mezzo di apposito modello F24».
Il mancato abbinamento dell’importo al contratto sarebbe dipeso, secondo il sindaco, da «una errata indicazione dei codici di pagamento riportati sul modello F24», con la conseguenza che «il Comune di Vazzano non aveva alcun diritto di rivalsa» nei confronti del privato. L’ente si sarebbe quindi attivato «nei confronti dell’Agenzia delle Entrate con apposita e motivata richiesta di rimborso».

Massa aggiunge che, dopo la notifica dell’invito a dedurre, «pur nella consapevolezza di poter dimostrare l’assoluta buona fede», ha eseguito il pagamento delle somme dovute per la tardiva registrazione e chiesto «l’immediata archiviazione del procedimento», poi disposta con decreto del 10 febbraio 2026. «Nessun utilizzo del denaro pubblico per fini privati; nessun favoritismo a familiari; nessuna irregolarità edilizia o ambientale», scrive il sindaco, rivendicando un operato «improntato al rispetto della legge» e ricordando di aver lasciato nelle casse comunali oltre 90mila euro di indennità di carica.