Tropea, Piserà fa il pompiere dopo l’incandidabilità di Macrì: «Rispetto per il voto, basta toni populisti»
L’ex consigliere comunale candidato a sindaco proprio contro l’attuale primo cittadino nella recente tornata elettorale lancia un appello affinché venga stemperato il clima di polemica: «Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso senza strumentalizzare la vicenda giudiziaria per delegittimare la scelta dei cittadini»
«Sono due piani distinti, entrambi importanti, che non devono essere strumentalizzati né confusi». Antonio Piserà, già candidato a sindaco di Tropea con il movimento RigeneriAmo Tropea, interviene sulla vicenda giudiziaria che riguarda Giovanni Macrì, eletto primo cittadino nell’ultima tornata amministrativa e dichiarato incandidabile dal Tribunale di Vibo Valentia in relazione allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose disposto nell’aprile 2024.
La posizione di Piserà
«Prendo atto delle notizie relative alla decisione del Tribunale di Vibo Valentia sulla vicenda giudiziaria che riguarda il sindaco di Tropea», afferma Piserà, scegliendo un tono improntato alla cautela istituzionale: «Si tratta di un passaggio delicato, che coinvolge non solo il piano giuridico, ma anche quello istituzionale e comunitario. In momenti come questo è fondamentale mantenere equilibrio, senso di responsabilità e pieno rispetto degli organi giudiziari».
La presa di posizione arriva in una fase già segnata da diversi livelli di attenzione: la sentenza civile sull’incandidabilità, il ricorso annunciato da Macrì, la nomina della nuova giunta e l’interrogazione parlamentare presentata al ministro dell’Interno da sei parlamentari del Movimento 5 stelle.
Diritto di difesa e serenità per la città
Piserà invita a tenere insieme garanzie individuali e responsabilità pubblica: «Va rispettato il diritto di difesa e ogni valutazione definitiva spetta agli organi competenti». Ma, nello stesso tempo, rivolge un appello alla comunità tropeana: «Ritengo doveroso rivolgere un messaggio di serenità ai cittadini di Tropea. Non bisogna alimentare divisioni, sospetti o tensioni in una fase già delicata per la città».
Il riferimento è al clima che accompagna il ritorno dell’amministrazione eletta dopo il periodo commissariale e dopo una campagna elettorale attraversata dal tema dell’incandidabilità e dall’inserimento di alcuni candidati nell’elenco degli “impresentabili” della Commissione parlamentare antimafia.
Il voto e la vicenda giudiziaria
Per Piserà, il punto centrale è evitare ogni sovrapposizione tra il risultato delle urne e il procedimento in corso: «La volontà popolare espressa nelle urne merita rispetto. Allo stesso modo, anche la vicenda giudiziaria deve seguire il proprio percorso nelle sedi competenti». Da qui il passaggio più politico della nota: «Sono due piani distinti, entrambi importanti, che non devono essere strumentalizzati né confusi: non si può usare la volontà popolare per ammantare o neutralizzare una questione giudiziaria, così come non si può usare una vicenda giudiziaria per delegittimare, con toni populisti, il voto dei cittadini».
Una linea che prova a sottrarre il caso alla contrapposizione frontale e a riportarlo sul terreno delle procedure, della trasparenza e della responsabilità istituzionale.
Trasparenza e governabilità
«Proprio per questo», aggiunge Piserà, «ogni passaggio successivo dovrà essere gestito con trasparenza, responsabilità e attenzione all’interesse generale della città di Tropea». Il già candidato a sindaco richiama anche il momento amministrativo e sociale che la città sta vivendo: «Tropea viene da anni complessi e non ha bisogno di ulteriori contrapposizioni. Ha bisogno di governabilità, parole misurate e comportamenti responsabili da parte di tutti».
Nel suo intervento entra anche il tema della stagione estiva, già avviata, con il carico di esigenze legate ai servizi, al turismo e alle attività economiche: «Siamo, peraltro, in una fase particolarmente importante dell’anno, con la stagione estiva già avviata e con numerosi problemi concreti da affrontare e risolvere nell’interesse generale dei cittadini, delle attività economiche, degli operatori turistici e dell’intera comunità».
Regole come patrimonio comune
La chiusura è affidata a un richiamo alle regole come terreno condiviso, non come ulteriore motivo di scontro: «Il rispetto delle regole e la trasparenza amministrativa non devono diventare terreno di scontro, ma patrimonio comune della città. È su questo piano che continueremo a muoverci: con rispetto, attenzione e spirito costruttivo».