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26/02/2026 ore 10.16
Politica

Tropea, l’ex sindaco Macrì è certo: «Parteciperò alle elezioni, non c’è tempo per dichiararmi incandidabile»

L’ex primo cittadino replica alle voci che lo vorrebbero fuori gioco: «Forse qualcuno crede che sia uno sciocco. La lista è pronta e nota a tutti». Poi scandisce la tempistica della sentenza che potrebbe decretarne l’esclusione: «Udienza il 4 marzo, ma per la decisione si andrà oltre la data delle elezioni»

di Redazione

A poco meno di due anni dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, l’ex sindaco di Tropea Giovanni Macrì torna a intervenire sulla propria posizione in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. La volontà di ricandidarsi era già stata manifestata da tempo. Questa volta, però, l’intervento - affidato con un video ai social - è una replica alle voci che mettono in dubbio la sua partecipazione alla competizione elettorale, mentre la sua eventuale incandidabilità è all’esame del Tribunale di Vibo Valentia.

«Mi giungono voci, chiacchiere di paese che meritano una brevissima risposta definitiva. Evidentemente qualcuno mi ritiene uno sciocco». Poi ribadisce: «La mia candidatura è certa, la lista è pressoché formata. Non rivelo ancora pubblicamente i componenti, anche se sono noti a tutti voi».

Il punto centrale riguarda la questione giuridica. Macrì contesta l’idea che l’incandidabilità possa scattare in tempi tali da impedirgli di presentarsi al voto. «Perché l’incandidabilità sia operativa deve essere dichiarata con sentenza definitiva, vale a dire con sentenza passata in giudicato e dopo tre gradi di giudizio: tribunale, corte d’appello, cassazione. Solo in quel momento diventerà esecutiva e impedirà al soggetto di partecipare alle elezioni».

Nel caso che lo riguarda, sostiene, «l’incandidabilità non potrà essere operativa». Ricorda che «il 4 marzo ci sarà l’udienza» e spiega che, anche nell’ipotesi di una decisione immediata, «non è un procedimento penale con un dispositivo letto in udienza. Il giudice incamera la causa in decisione, dopodiché farà la sentenza, che potrà arrivare nel giro di uno, due, tre, quattro mesi».

E aggiunge: «L’ultima sentenza emessa dal nostro tribunale su un caso simile è stata depositata quattro mesi dopo la camera di consiglio. Quindi le cose che vengono dette sono del tutto fandonie e prive di fondamento».

Respinge anche le ipotesi su una decisione già calendarizzata: «Non capisco come qualcuno dica che il 20 marzo ci sarà la sentenza. Avete parlato col giudice? Vi ha detto il relatore che il 20 marzo depositerà la sentenza? Non capisco su quali informazioni si basi questa affermazione».

L’ex primo cittadino invita quindi gli avversari a spostare il confronto su altri temi: «Se hanno la capacità di contrastarmi, utilizzino argomenti diversi rispetto all’incandidabilità. Confrontatevi su argomenti seri, perché se questo è l’elemento di confronto non è il caso di partecipare alle elezioni comunali. Credo che la cittadinanza abbia interesse ad avere ben altri elementi di valutazione».

Quanto allo scioglimento dell’aprile 2024, confermato in via definitiva dal Consiglio di Stato, Macrì ribadisce di non condividerne le conclusioni: «La reputo un atto politico-amministrativo con elementi che richiederebbero valutazioni molto attente». E annuncia che a breve tornerà sui contenuti della relazione che portò allo scioglimento «per far capire in modo molto semplice di che cosa parliamo».

Infine, il messaggio ai cittadini: «Vi garantisco la mia presenza alla prossima campagna elettorale. Già da adesso vi invito a riflettere su quello che sarà il vostro voto e la vostra preferenza il 24 e 25 maggio 2026».